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Sarri, il Var, il mercato e Marina

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Dopo la sconfitta in Coppa contro il Tottenham, il tecnico del Chelsea attacca il Var. Capitolo mercato: i blues guardano in Italia, ma chi decide è l’ad Marina Granovskaia

Il solito vecchio Sarri verrebbe da dire. Se in Italia lo conoscevamo, Oltremanica stanno imparando a farlo. Le polemiche arbitrali, infatti, continuano ad essere il pane quotidiano del tecnico del Chelsea. Il periodo poco brillante dei blues, 1 pari e una sconfitta nelle ultime 4 di Premier, si fa sentire anche in Coppa di Lega. I londinesi, infatti, nell’andata della semifinale contro il Tottenham, sono stati sconfitti 1-0, rendendo ardua la strada per la finalissima. A scatenare l’ira dell’allenatore italiano, però, è il calcio di rigore concesso agli Spurs per l’atterramento di Kane in area. Penalty sacrosanto, se non fosse per il fatto che l’attaccante inglese era partito in posizione irregolare. Direte voi, e il Var? È proprio qui che entra in scena la polemica del tecnico toscano, che accusa gli arbitri inglesi di non saper utilizzare lo strumento, al primo anno di collaudo in Inghilterra. Sarri, così, ha stupito tutti in conferenza stampa, presentandosi con un computer  e mostrando l’errore della “moviola”, dimostrando il fuorigioco di Kane. Parole al veleno le sue: “Forse la Var era in una posizione diversa, ma dalle nostre immagini il loro attaccante era chiaramente in fuorigioco”. Un episodio, che all’ex guida del Napoli, ricorda quanto successe in Serie A lo scorso anno: “Nel calcio italiano si fa uso della tecnologia, nella prima stagione è stato un disastro, gli arbitri non sapevano usare il sistema”. La vera differenza sta nella reazione avversaria. Mentre in Serie A viene messo alla gogna chi accusa, anche giustamente, gli arbitri; in Premier Sarri ha trovato l’appoggio dei colleghi, su tutti Pochettino: “Vincere una partita e ottenere un vantaggio in vista della partita di ritorno è bello, ma non in questo modo”. Insomma, anche in Inghilterra gli errori arbitrali fanno discutere, segno che non è soltanto una prerogativa nostrana.

CAPITOLO MERCATO – Intanto però in casa Chelsea si pensa al mercato. E qui torna in auge una costante delle ultime sessioni: chi decide veramente? Già Antonio Conte si scontrò più volte con la società per scelte non condivise. A Sarri sta accadendo la stessa cosa. Chi decide, a Stamford Bridge, non è il manager come accade di solito in Inghilterra, non è neppure Abramovich. Il deus ex machina si chiama Marina Granovskaia, braccio destro del magnate russo e ad del club. Ogni decisione, specialmente di mercato, è presa da lei. Secondo alcuni fu lei stessa a spingere per l’addio di Conte, e gli attriti proseguono. L’idea di Sarri, infatti, è quella di completare il reparto offensivo con Higuain, ma Marina frena, preferendo un profilo più giovane. Ruggini anche per l’acquisto dell’ala Pulisic, che arriverà in estate dal Dortmund e per il quale i Blues hanno investito oltre 60 milioni, non incontrando però l’entusiasmo del tecnico, che ha ammesso di non sapere dell’esistenza della trattativa. Chi sembra mettere d’accordo è invece Nicolò Barella del Cagliari. I londinesi lo vogliono, i sardi potrebbero accettare una cifra tra i 40 e i 50 milioni. Resta da vedere cosa deciderà Marina, colei che muove i fili del Chelsea.

Federico Leoni

fonte foto: La Repubblica

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