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Rolando Bianchi: “Ho una visione del calcio a 360 gradi”

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Noi di passione del calcio abbiamo avuto il piacere di intervistare l’ex capitano del Toro proprio a ridosso della Partita della Leggenda in programma stasera allo stadio Filadelfia di Torino

Rolando Bianchi in qualità di attaccante, tra i primi anni del 2000 fino agli anni ’10, ha indossato, tra le altre, le maglie dell’Atalanta, del Cagliari, della Reggina, del Manchester City, della Lazio, del Torino e del Bologna.

Ciao Rolando, ti ringrazio molto per avermi concesso questa bella intervista, tu hai vissuto il periodo più buio del Torino nell’era di Urbano Cairo con la retrocessione in B avvenuta nel 2009 e seguita da tre anni di fila in cadetteria. In quelle annate sei riuscito comunque a distinguerti in positivo divenendo il bomber e capitano di quella squadra. Cosa non tollerano più oggi i tifosi granata della gestione del club da parte di Cairo?

Grazie a voi, ritengo che i tifosi del Torino vorrebbero, giustamente, riuscire a togliersi qualche soddisfazione e attestarsi a livelli più alti riuscendo a porsi in situazioni che permettano di giocare per le coppe europee e quindi di entrare a far parte dell’elite del calcio nazionale e non è una richiesta astronomica. Vero è che adesso con il riassetto delle società bisognerà capire come i vari club riusciranno a dare continuità di risultati poichè se si riorganizzeranno sia a livello economico che gestionale, penso che si tornerà ai parametri che ci sono sempre stati per cui le compagini in cima alle classifiche saranno più o meno sempre le stesse di un tempo e tutte le altre se la giocheranno ogni tanto ma senza stravolgimenti eclatanti. Quindi anche il Toro dovrà cercare continuità inserendo qualche elemento di rilievo per poter alzare il livello della squadra. Ovviamente questi sono calcoli che dovrà fare la società granata per costruire un progetto e capire davvero dove si vuole arrivare.

Urbano Cairo ha deciso di sostituire Vanoli con Baroni sulla panchina del Torino, cosa pensi a proposito?

Devo dirti che a me Vanoli piace molto come allenatore e ritengo che abbia fatto un discreto campionato, poi si è arrestato anche a seguito delle cessioni di giocatori forti come Buongiorno e Bellanova avvenute nella scorsa stagione, eventi che uniti all’infortunio di Zapata hanno inevitabilmente indebolito la squadra, non so però da dove sia scaturita la scelta di esonerare Vanoli, ci saranno state problematiche interne… Baroni è sicuramente un allenatore che ha fatto un grande percorso, chiaramente ha un’attitudine gestionale completamente diversa da Vanoli ma entrambe sono due persone serie e questo è un aspetto molto importante, bisognerà poi capire il nuovo mister che squadra si troverà ad allenare sul campo.

Rolando Bianchi con la maglia del Manchester City

Tu ha giocato nel Manchester City l’annata precedente all’acquisto della società da parte degli sceicchi. Che ricordi hai di quell’esperienza? Ci racconti qualche aneddoto su Sven-Goran Eriksson tuo mister in quel periodo?

Ho ricordi bellissimi di quel periodo che mi ha permesso di crescere molto, io poi ho forzato un po’ la mano per tornare in Italia. Eriksson è stato un grande gestore con cui ho avuto anche degli screzi, ci furono occasioni in cui mi lasciò fuori dal campo nonostante io volessi giocare, altre volte magari facevo più fatica in allenamento mentre in partita giocavo con grande impegno e quindi mi confrontavo con il mister cercando di dimostrare che ci sono giocatori più pronti in allenamento e altri più in partita. Comunque è stato un uomo eccezionale che ha fatto la storia del calcio mondiale e quell’esperienza mi ha permesso di vedere quanto il calcio inglese si apprestasse a conquistare le vette del calcio mondiale, frutto di una gestione impeccabile, espressione di una attenta mentalità sul tipo di lavoro da svolgere.

Nella Reggina

La tua stagione migliore l’hai vissuta nella Reggina, Reggio Calabria ti ha poi conferito la cittadinanza onoraria, nell’anno della salvezza in A con la squadra penalizzata di 11 punti, tu hai realizzato 18 reti. Quale fattore è stato determinante per il tuo rendimento?

In quella stagione abbiamo fatto davvero un miracolo, partendo da -15 punti è stata affrontata una rincorsa straordinaria fino al raggiungimento della salvezza proprio perchè tutti abbiamo contribuito a dare continuità all’impegno per raggiungere l’obiettivo; io e Nicola Amoruso siamo stati la “coppia gol” più prolifica in quel campionato.

Nicola Amoruso e Rolando Bianchi nella Reggina

La città di Reggio Calabria mi ha davvero supportato tanto, poco dopo il mio arrivo avevo rimediato durante la gara di qualificazione al campionato Europeo Under 21, nella gara tra Scozia e Italia, l’infortunio al legamento del crociato anteriore del ginocchio, sono rientrato durante la partita Cagliari- Reggina dopo 180 giorni dall’intervento e ho avuto il sostegno di tutte le persone che avevo intorno, la squadra era molto unita, c’erano giocatori giovani e giocatori più esperti tutti amalgamati alla perfezione e così siamo riusciti a scrivere una bellissima pagina di storia del calcio italiano.

Oggi, 6 giugno, è la data in cui si terrà la “Partita della Leggenda” al Filadelfia di Torino per raccogliere fondi destinati alla realizzazione del museo del Grande Torino a cui parteciperai, cosa significa per te?

Sono molto orgoglioso di partecipare a questo evento e poter contribuire a far costruire il museo del Grande Torino, perchè il Toro ha una storia importante ed è patrimonio di tutta la nostra Nazione.

Rolando Bianchi con la fascia da capitano nel Toro

Sei tra i migliori marcatori di sempre nel Torino, hai superato il grandissimo e compianto Ezio Loik, cosa ti suscita ciò?

Mi riempie d’orgoglio, anche perché raggiungere questo obiettivo era complicato, calcolando il fatto che io non abbia giocato in squadre di altissimo livello e dunque fare gol non era semplice, è davvero un traguardo importante. Mi gratifica il fatto di aver lasciato un ricordo positivo nelle persone e nelle squadre in cui ho militato.

Il 7 e 8 giugno partirà il Mundial Beach Soccer ad Imperia e prima volta in Liguria che vedrà in campo tanti nomi celebri del calcio, ci racconti un po’ di questo evento?

Questa esperienza mi affascina molto, ho cominciato grazie a Massimo Ganci che mi invitò alla prima partita e ricordo che feci una fatica incredibile, segnai il primo gol mangiando la sabbia poi capii come modulare le giocate perché ovviamente il pallone non scorre come su un campo in erba e così iniziai a divertirmi molto anche perché incontro amici a cui sono molto legato.

Cosa sogna oggi Rolando Bianchi?

Oggi sogno di realizzarmi come allenatore, ho una visione un po’ diversa rispetto ad altri colleghi, ho svolto il percorso di Match Analyst Uefa Pro che è il livello massimo riconosciuto da FIGC e dall’UEFA, oltre ad aver fatto un corso per pilotare droni proprio perché ho una visione a 360 gradi del calcio. Ritengo che non esista più l’allenatore come figura singola, ma è importante che venga affiancato da figure competenti che permettano ai giocatori di essere analizzati singolarmente e quindi la mia mission è quella di sviluppare questo tipo di percorso per arrivare ad una formazione completa.

Fonti foto: TorinoGranata.it; RivieradeiFiori.Travel; Sport.Sky.it

Daniela Fazzolari

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