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Rijkaard: il tulipano meno appariscente

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Continua il racconto dei tre olandesi che hanno cambiato la storia del Milan, oggi parleremo del fuoriclasse che non si perdeva, nell’oscurità dei suoi compiti

Ammettiamolo, quando giochi con van Basten e Gullit è veramente difficile che sia tu a comparire sotto la luce dei riflettori, eppure Rijkaard è ricordato (giustamente!) come un fuoriclasse al pari degli altri due.

Ha iniziato la sua carriera, da giovanissimo, nel vivaio e successivamente nella prima squadra dell’Ajax e non era il centrocampista fenomenale che abbiamo conosciuto in Italia, infatti a quel tempo, Rijkaard, giocava da difensore centrale.

Il suo destino non prevedeva che dovesse dominare la difesa dei lancieri ancora per molto, infatti nella stagione 1988-’89. Dopo una fugace ed accantonabile esperienza in prestito al Saragozza (11 presenze) viene acquistato dal Milan (per 5.8 miliardi di lire), grazie a mister Arrigo Sacchi da Fusignano, che impose il suo acquisto a Berlusconi.

Infatti l’ex Premier avrebbe voluto tenere in squadra un giocatore per il quale stravedeva: Claudio Borghi.

Il Presidente s’innamorò di lui quando con l’Argentinos Junors vinse la Coppa Intercontinentale contro la Juventus e lo ingaggiò per 3.5 miliardi di lire.

L’argentino non era riuscito ad abituarsi agli allenamenti di Sacchi, che riteneva intollerabili, ed era troppo lento con il per il suo gioco così il romagnolo convinse Berlusconi (non senza fatica) a cederlo per prendere l’olandese e trasformarlo in centrocampista.

Fu proprio questa la mossa che cambiò totalmente la carriera di Rijkaard e la storia del Milan: con lui a centrocampo il Milan vinse, praticamente, tutto: 2 Coppe dei Campioni, 2 campionati italiani, 2 Coppe Intercontinentali, 2 Supercoppe europee e 2 Supercoppe italiane.

Sacchi ha raccontato che Braida e Galliani dovettero nascondere il suo contratto, quando lo comprarono dallo Sporting Lisbona (squadra che deteneva il suo cartellino), perché i tifosi, inferociti, avevano sfondato il cancello per impedire la cessione.

Era dotato di un fisico importante (1.90) e sapeva raccordare perfettamente la fase di costruzione del gioco, insieme a quella di rottura.

Dopo i trionfi in rossonero, tornò all’Ajax, dove vinse la Champions League, proprio contro il suo Milan e con il gol di Kluivert, che l’anno dopo vestì la maglia del Diavolo, lasciando a tutti l’amaro in bocca.

Aveva compiuto la sua vendetta, ma senza rancore.

Fonte foto: tuttomercatoweb.com

Firma: Alessandro Nardi

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