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Rafael Leão perno insostituibile nel Milan attuale

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Il portoghese è la pedina fondamentale per il gioco di mr. Pioli e la sua assenza sembra sentirla anche a livello psicologico la squadra

Sembra proprio essere nelle mani, o per meglio dire, nei piedi del portoghese il destino della squadra rossonera. Con lui o senza di lui la differenza si vede e si sente. Sicuramente pretenzioso affermare che sarebbe cambiato qualcosa con lui in campo ieri sera, nella semifinale di andata di Champions League, ma facile e incontestabile però vedere cosa riesce a creare quando c’è. Basta ricordare il finale della scorsa stagione, quando nelle ultime partite Leão ha letteralmente trascinato la squadra alla vittoria del tricolore. Se prendiamo ad esempio le ultime sei giornate del campionato scorso, Rafa ha realizzato 3 goal e 6 assist (ben 3 nell’ultima in casa del Sassuolo). Abbiamo preso in esame non una partita, ma un periodo a testimonianza che quando il portoghese gira, allora la squadra a sua volta gira e concretizza. Possiamo affermare che è lui a fare la differenza, ma certamente non vanno dimenticati altri artefici della vittoria dello scorso campionato: Tonali con i suoi goal decisivi, tra cui quello in casa della Lazio, allo scadere; oppure la sgroppata a tutto campo di Theo Hernández a San Siro contro l’Atalanta; o, ancora, le parate decisive di Mike Maignan, tra cui quella miracolosa sul colpo di testa di Cabral in Milan-Fiorentina 1-0. Ovviamente la squadra tutta lavora e produce, ma la presenza o l’assenza di Rafa è la più determinante di tutte.

Rafael Leão

Come accennato, l’assenza di ieri per infortunio ha palesato quanto peso abbia il portoghese nei meccanismi milanisti. Il Milan che ieri sera si è presentato ai blocchi di partenza era una squadra senza mordente, senza convinzione, quasi smarrita e in balia dell’avversario. Un primo tempo a dir poco imbarazzante per una squadra giunta, con merito, alla semifinale della coppa più importante. Probabilmente, come abbiamo accennato, l’assenza di Leão si fa sentire anche nella testa dei compagni di squadra che perdono, di conseguenza, anche convinzione, caparbietà, voglia di lottare. Un problema troppo importante e al quale bisogna al più presto porre rimedio, sia perché c’è una partita di ritorno che può determinare ancora molto e sia perché c’è una lotta apertissima per la qualificazione alla prossima Champions.

Il ritorno di questa semifinale dà ancora possibilità al Milan, perché nonostante abbia giocato una pessima partita, il risultato non la condanna definitivamente. Lo 0-2 maturato in pochi minuti (goal all’8 di Džeko e all’11 di Mkhitaryan) lascia aperta la porta per sognare di giocare la finale al “Stadio olimpico Atatürk” di Istanbul il prossimo 10 giugno 2023. Certamente per arrivare ad Istanbul e giocarsi la partita più importante, bisognerà scendere in campo, martedì prossimo, nella gara di ritorno, con altra testa ed altre gambe, con o senza Rafael Leão.

Fonti foto: eurosport.it; dazn.com

Luigi A. Cerbara

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