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Con la vittoria sulla SPAL, l’Atalanta si è confermata quinta in classifica insieme alle due capitoline, all’inseguimento di un posto Champions

C’è anche lei nel novero delle big, la Dea è nel gruppo dei grandi, ad oggi avrebbe addirittura estromesso la Lazio dall’accesso all’Europa League in virtù degli scontri diretti e relegato la Roma al sesto posto per la differenza reti. Se poi gli ultimi 6 punti sono arrivati in seguito a due prestazioni leggermente più opache, contro Cagliari e SPAL, in cui il pari sarebbe stato forse il risultato più giusto, viene da chiedersi cosa serva per fermare la rincorsa della banda di Gasperini.

E’ logico, alla luce di tutto ciò, non soffermarsi sulla pur ottima quinta piazza occupata, ma mirare a insidiare il Milan, al momento a +1 sui bergamaschi, per quello che sarebbe un piazzamento da sogno e che porterebbe gli orobici a disputare la prossima Champions League, il giusto riconoscimento per quanto di buono fatto da mister e società in questi ultimi 3 anni, con acquisti mirati e sviluppo di giovani del vivaio puntualmente ricercati dalle big di serie A.

Sabato sera c’è il crocevia fondamentale che potrà dirci se Gomez e compagni hanno compiuto il definitivo salto di qualità oppure dovranno rimandare i sogni di gloria alla prossima occasione, all’Atleti Azzurri di Italia arriva infatti il Milan. All’andata, con l’Atalanta dal morale a terra a seguito della cocente estromissione dall’Europa League dal Copenaghen, il match è terminato 2-2; il ritorno è tutto da vedere perchè entrambe le realtà paiono lanciatissime, i nerazzurri volano a vele spiegate trascinate dalle reti di Zapata e dal fantastico gioco corale voluto dal Gasp, i rossoneri sembrano completamente rinati con gli arrivi di Piatek e del giovane Paquetà, che in queste ultime giornate stanno facendo rivivere ai tifosi, con le debite proporzioni, i primi anni 2000 quando in campo scendevano Shevchenko e l’appena diciottenne Kakà.

C’è da chiedersi quanto la tenuta fisica della Dea reggerà, perchè l’Atalanta ha davvero un altro passo in campo contro ogni avversario, riuscendo a tenere alti i ritmi di gioco dal primo al novantesimo, cosa che in più di un’occasione ha fatto la differenza permettendo agli orobici di mantenere un risultato in bilico e portare a casa i 3 punti.

La parola è al campo…

(fonte foto: bergamonews.it)

Simone Pinto

 

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