Home News Perchè Milan, Inter e Juve possono vincere (o non vincere) il campionato

Perchè Milan, Inter e Juve possono vincere (o non vincere) il campionato

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Una poltrona per tre: il secondo campionato condizionato dal Covid vede le tre grandi del nostro calcio in lotta per lo scudetto. Cosa funziona e cosa no, a poche bracciate dal giro di boa

E’ ormai ora dei primi bilanci, il giro di boa è agli sgoccioli. E’ tornato il Milan. Non quello di Berlusconi, chiaro. Evitando bestemmie però, il Diavolo è tornato a lottare per il vertice. Sarà così anche nel girone di ritorno? Intanto frena l’Inter contro la Roma, con un pareggio annunciato dal forcing giallorosso dell’ultimo quarto d’ora. I nerazzurri hanno ragione della Fiorentina in Coppa Italia, ma solo ai supplementari. Si può poi dire che è tornata la Juventus? Molto probabilmente sì, dove il molto sono le vittorie su Milan e Sassuolo, il probabilmente è tutto quel che c’era in precedenza: la scoppola con la Fiorentina, i pareggi con l’Atalanta e il Benevento, il passaggio del turno ai quarti contro il Genoa ottenuto solo dopo 120′ e soprattutto alcune fasi in cui la Juve non è sembrata così granitica come negli anni passati. C’è poi questo punto interrogativo della partita col Sassuolo, dove parla chiaro il risultato, non altrettanto chiaramente il gioco di Pirlolandia.
Chi vincerà la Serie A? Soprattutto, quali sono le chiavi di volta del successo (o della disfatta?)

Gianluca Frabotta, dall’Under 23 dello stesso Pirlo a protagonista assoluto della Juve in questo primo scorcio di stagione

PERCHE’ PUO’ (RI)VINCERE LA JUVENTUS – Il gioco di Pirlo lascia molta più libertà d’azione ai singoli. Ci sono poi tali Dybala e Cristiano Ronaldo, che quando sono in giornata, non ce n’è più per nessuno.
La duttilità di molti, partendo da Cuadrado arrivando a Frabotta e McKennie. Ecco, proprio i nuovi innesti si amalgamano fin da subito con il resto della squadra. La rimonta di diverse posizioni ha poi dato coscienza ai bianconeri dei propri mezzi.

PERCHE’ PUO’ NON (RI)VINCERE LA JUVENTUS – Il livellamento del campionato verso il basso ha inevitabilmente condizionato Pirlolandia. Non c’è più la certezza granitica di correre a passo spedito e gli scudetti di Roma e Lazio insegnano: se i bianconeri non hanno lo scudetto in tasca nelle ultime giornate, è difficile riprendersi (il 5 maggio 2002 è l’eccezione che conferma la regola).

Dalla Norvegia con furore (e talento). Hauge, prelevato dal Bodo Glimt che ha messo tanta, troppa paura al Milan nei preliminari di Europa League e ora asso nella manica di Pioli

PERCHE’ PUO’ VINCERE IL MILAN – Ambiente carichissimo e anche se il pubblico è assente lo spogliatoio tiene, se è vero che la continuità di risultati cementa il gruppo e può far gettare il cuore oltre l’ostacolo. Il nodo Ibra: indubbiamente fondamentale e decisivo anche alla soglia degli anta, ma i rossoneri riescono a far bene anche senza. Ah, la prorompente e schiacciante personalità di Zlatan non è affatto un peso, anzi è di sprone e legame coi compagni di squadra.
La manovra, con Theo Hernandez e Calhanoglu in primis, costruisce molto. Infine, il Milan è una squadra che sa soffrire (Bodo Glimt e Lazio).

PERCHE’ PUO’ NON VINCERE IL MILAN – Primissima volta per Pioli e la sua banda in cosiì alte posizioni di classifica. La tenuta mentale sarà tutto: le vertigini, quando si sale così in alto, vengono facilmente. Il mercato di gennaio può aiutare, ma è proprio questo il periodo cruciale in cui si capisce se il girone d’andata è un fuoco di paglia o meno. Sulla carta, poi, la rosa è tecnicamente inferiore a Juve e Inter. In più, si prendono ancora troppi gol evitabili.

Hakimi, nonostante la positività al Coronavirus, è indubbiamente una delle frecce all’arco di Conte nella sua impostazione di gioco. Può essere decisivo per far tornare l’Inter al vertice della Serie A

PERCHE’ PUO’ VINCERE L’INTER – Sulla carta la rosa è la migliore del mazzo da tre e dell’intera Serie A. Lautaro e Lukaku, se presi in giornata, sono imprendibili, anche il centrocampo fa ottima legna, la qualità (Barella, giusto per citarne uno) è elevatissima e le soluzioni tattiche sono numerose. Parliamo poi di un ambiente che può far valere la rivalsa dopo anni di strapotere bianconero ed ha dimostrato di arrivare fino in fondo soprattutto in una flessione generale del livello calcistico, anche europeo.

PERCHE’ PUO’ NON VINCERE L’INTER – Quello che avrebbe dovuto essere l’uomo della Provvidenza -Conte- sta diventando un problema. Per la tifoseria, che dopo i cambi sbagliati della gara dell’Olimpico ha coniato l’hashtag #ConteOut e per la dirigenza in cui serpeggia un certo malumore e addirittura la voglia di rifondare. Tutta l’Inter, a partire dalla gestione Eriksen non esattamente da grande squadra per arrivare a una certa mancanza di fiducia nei propri mezzi (!), sta accusando il colpo in più frangenti. La gara con la Roma è l’esempio lampante: farsi chiudere nella propria tre quarti è un atteggiamento inaccettabile per chi avrebbe dovuto fare un sol boccone dei propri avversari. La sfida alla Juve sarà cartina tornasole di gran parte anche del campionato di là a venire.

Questa la panoramica sulle tre pretendenti al trono. Alla fine della fiera la situazione della Serie A è questa: chi meno sbaglia più raccoglie e chi perde meno pezzi per strada alla fine porta a casa quello che forse non è ancora tornato ad essere il campionato più bello del mondo che però, dopo 9 anni di mattatori unici a strisce bianconere, sta indubbiamente tornando ad entusiasmare.

FONTI FOTO – Portieredicalcio.it, CalcioDAngolo, Goal.com, PianetaMilan, FCInter1908
Valerio Campagnoli

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