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“Open Var”, la rivoluzione che chiude col passato

Fonte aia-figc.it
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È iniziata su Dazn la rubrica che permetterà a tutti di ascoltare le conversazioni tra arbitri e Var, un passo importante che proietta definitivamente il calcio nella nuova era

Un tempo era il moviolone, le chiacchiere da bar, le baruffe su questo o quel fallo. Dare addosso agli arbitri senza avere un riscontro era forse uno dei momenti preferiti del post partita calcistico. Adesso si apre ufficialmente un nuovo capitolo, non che le polemiche finiscano sia chiaro. Anzi, probabilmente anche su questo si avrà di che ridire. Domenica sera scorsa dopo il posticipo della serie A è scattata “Open Var” la nuova rubrica in collaborazione tra Dazn, la Figc e l’Aia.

Era stato annunciato da mesi e ora è arrivato il momento. Quello di ascoltare ciò che prima potevamo solo immaginare e che da casa ci chiedevamo sempre nel nuovo mondo del Var: “Cosa si saranno detti? Possibile che non lo mandino a rivedere l’azione?” Ecco tutti questi interrogativi avranno una risposta. Gianluca Rocchi, designatore arbitrale, è stato il primo ospite. Verranno analizzati le fattispecie della giornata precedente, quella appena conclusasi in quel momento sarà ancora da scartabellare. Gli episodi proposti saranno quelli più significativi, i più discussi o quelli che fanno capire meglio i meccanismi decisionali. Prima ci sarà l’ascolto del momento e poi in studio opinionisti e arbitri daranno le spiegazioni del caso.

“Open Var” ci farà sicuramente intendere meglio tutto attraverso gli audio in presa diretta. Come vengono prese determinate decisioni, quali siano le discriminanti e le opzioni di scelta. Ci fanno conoscere termini nuovi, come ad esempio l’APP, che non è più solo quella del cellulare, ma anche l’acronimo di Attacking possession phase, ovvero fase di possesso offensivo. Sarà da controllare tutta l’azione in attacco per verificare che non ci siano irregolarità. Dopodiché si potrà dare un responso, se tutto ok o se c’è il bisogno di una on field review ovvero la verifica fatta dall’arbitro a bordo campo con l’ausilio del VAR. Questo con la collaborazione di tante figure, sia sul campo che dai monitor, una sinergia fondamentale per garantire tempestività e giudizio il più possibile corretto.

Insomma “Open Var” ci proietta definitivamente nella nuova era del calcio, quella delle telecamere, dei microfoni, senza segreti. Storceranno la bocca i nostalgici, che già magari non tolleravano il Var e che ora ne devono scoprire anche le pieghe più nascoste. I tempi, però, cambiano, la tecnologia è sempre più presente e anche il calcio si adegua, per un gioco sempre più regolare e forse con meno discussioni. Abbiamo scritto forse.

Glauco Dusso

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