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Nessun rispetto per… “La Cattedrale”!

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Quella di costruire il nuovo stadio di Milano sta diventando una vera e propria impresa, ogni giorno più difficile e sembra quasi si faccia come il famoso detto del gambero: un passo in avanti e due indietro

Chissà se Tom Cruise avrebbe accettato il ruolo di protagonista per questa “Mission Impossible”? Inter e Milan, in effetti, credevano di essere loro le protagoniste di questo progetto, ma si stanno, pian piano, rendendo conto che i veri protagonisti sono altri. Molti di questi non sono contrari alla costruzione del nuovo stadio, altri non se ne preoccupano e nemmeno lo considerano, tutto ciò a cui pensano e di cui parlano, riguarda il vecchio stadio, San Siro o Meazza. Saranno solo i nostalgici, si credeva, ma anno dopo anno (sì, avete letto bene, perché è dal luglio 2019 che questa vicenda si trascina) ci si rende conto che non è solo una questione nostalgica e, probabilmente, nemmeno sociale, ormai è divenuta politica. Dapprima il Sindaco di Milano, Sala, con le sue risposte a volte criptiche, altre volte velate, altre volte minacciose, insomma mai chiare, mai definitive, sempre più strade aperte, sempre varie possibilità, adesso il sottosegretario alla cultura, Vittorio Sgarbi, si oppone all’abbattimento del vecchio San Siro, ma andiamo con ordine…

Vittorio Sgarbi sottosegretario alla Cultura

Torniamo quindi al Sindaco di Milano Sala, il quale spesso pressato dalle domande dei cronisti, diceva solo ad ottobre scorso: “probabilmente lo stadio si farà”. In quel momento c’era il dibattito pubblico (leggi qui) che avrebbe dovuto dare delle risposte alla fattibilità del progetto, una sorta di autorizzazione da parte della cittadinanza. Le risposte sono poi arrivate il 18 novembre (dopo 40 giorni di dibattito) e ci sono state delle richieste di modifiche da apportare al progetto e quella di riqualificare l’area di San Siro. Inter e Milan hanno accettato tali modifiche, tra le altre un ampliamento dell’area verde, minor cementificazione insomma. Si chiedeva inoltre di aumentare la capienza dello stadio inizialmente prevista e di portarla a 70.000 posti e di non aumentare i prezzi dei biglietti. Si consideri che un dibattito pubblico ha dei costi che sono a carico del comune e, da uno studio pubblicato anche sul sito del comune di Milano (leggi qui), tali oneri non sono inferiori a 500.000€ e possono arrivare anche ad 1,2mln di euro. Quello sul nuovo stadio milanese è stato il primo dibattito pubblico a livello nazionale, non ancora costruito ha già agguantato un record.

2022 dibattito Pubblico per la costruzione nuovo stadio a Milano

Arriva il nuovo anno e quindi ci si avvicina al 21 gennaio, data in cui la giunta comunale milanese dovrà esprimere il proprio voto sulla realizzazione del progetto stadio, ma nel frattempo altre voci si uniscono al coro già numeroso di coloro che, a vario titolo, discutono sullo stadio. L’ultima, come accennato, è quella del sottosegretario Sgarbi, il quale intende far porre il vincolo relazionale su San Siro. Tale vincolo viene posto per quelle strutture pubbliche ritenute rappresentative e quindi di rilevanza tale da non permetterne l’abbattimento. Naturalmente “piove sempre sul bagnato” e quindi, oggi stesso, il Sindaco milanese si è espresso in merito alle richieste del sottosegretario Sgarbi. Sala conferma che il comune farà i passi in programma e quindi il 21 ci sarà la delibera, ma non ci sarà una risposta positiva sul progetto, almeno sino a che non si chiarirà la posizione del Governo sul vincolo richiesto. Ovviamente il Sindaco mette le mani avanti affermando che dare il via libera significherebbe mettere a rischio i club autorizzando un progetto che poi potrebbe essere bloccato successivamente dal governo nazionale. Pensate forse che i protagonisti siano finiti? Non siate così ottimisti! Sino ad oggi abbiamo sentito parlare poco della Regione Lombardia, ma si consideri che è proprio la Regione a dover dare la risposta finale sulla VIA, la Valutazione di Impatto Ambientale. Il 12 e 13 febbraio 2023 ci saranno le elezioni regionali, per il Consiglio ed il Presidente regionale lombardi. Chissà che l’odissea non trovi nuovi protagonisti!

Dibattito Pubblico – Democrazia Partecipativa

Le due società non sono mai andate fuori dalle righe, gli va riconosciuto un certo aplomb dal quale non si sono mai discostate. Certo, si potrebbe pensare che loro abbiano più da perdere, ma la città di Milano cosa ha da guadagnare o perdere con o senza il nuovo stadio? Se Milan ed Inter hanno davvero a cuore il progetto stadio in quanto tale, allora probabilmente si arriverà a breve ad una conclusione e ad una scelta definitiva, Milano o Sesto? Il progetto è meramente votato alla realizzazione di un’impresa economica come uffici e centro commerciale, ma nerazzurri e rossoneri perseguirebbero un’altra via insieme (ad esempio Sesto San Giovanni) o si separerebbero in caso di una scelta forzata? In ultima analisi, ci sono anche considerazioni economiche che cambiano nel tempo. I costi del progetto iniziale sono lievitati e sono destinati a lievitare ulteriormente. La situazione mondiale, energetica ma non solo, non permette di tralasciare nessun dettaglio e tutto influirà sulla realizzazione o meno del progetto, così come sul dove realizzarlo.

Fonti foto: repubblica.it; corvinoproduzioni.it; affaritaliani.it; z3xmi.it

Luigi A. Cerbara

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