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Napoli-Milan 2-2: Pareggio giusto sotto la luna di Partenope – Analisi e Pagelle

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Bella partita al San Paolo tra le squadre di Gattuso e Pioli, sia sul piano tattico che tecnico. Al vantaggio di Hernandez gli azzurri rispondono ribaltando lo 0-1 con i gol di Di Lorenzo e Mertens, poi rigore di Kessie. Il pari conferma il buono stato di salute delle due formazioni

I primi quindici minuti di Napoli-Milan sono molto interessanti sul piano tattico. Il Milan anche in un tempio storico come il San Paolo non rinuncia alla fisionomia di gioco che lo ha fatto diventare una squadra: 4-2-3-1 con Ibrahimovic a guidare la manovra offensiva, come Gustavo Adolfo guidava la Svezia. Un altro accorgimento di Pioli è importante. Nella batteria dei trequartisti Paquetà gioca alto a destra mentre Calhanoglu abbandona la zona sinistra e gioca da dieci dietro a Ibrahimovic. E’ una mossa importante, perché serve al Milan per far correre all’indietro il centrocampo napoletano e limitare, con la tattica, il sinistro di Fabian Ruiz e gli inserimenti di Zielinski. Nel Napoli 4-3-3 classico con Lobatka centromediano e la linea d’attacco dei piccoletti terribili: Insigne, Mertens e Callejon, da sinistra a destra.

Al 13′ la partita si apre: palleggio da destra a sinistra del Napoli, palla a Mertens in posizione di ala. Il belga dopo un dribbling calcia a giro di destro, Donnarumma si tuffa lateralmente e devia col braccio destro. Pochi minuti dopo il portiere del Milan si ripete bloccando un tiro forte da fuori di Zielinski l’incursore. Intanto, nel mezzo, il treno Theo Hernandez ha segnato. Palla dentro l’area per Rebic, difesa della sfera e cross sul secondo palo dove lo spagnolo scaraventa in rete il “bombazo” come direbbero loro per l’1-0 Milan.

Al 34′ il Napoli pareggia. Punizione laterale dalla sinistra, pennella Insigne e la palla spiove nell’area piccola. Donnarumma non lavora bene con le gambe (troppo alto nella postura d’attesa) e arriva scomposto con le mani non bloccando la palla che rimane lì ed è facile per Di Lorenzo appoggiare in rete il pari. Nel finale del tempo gioca meglio il Napoli che libera di più la manovra e il centrocampo del Milan fatica a contenere, all’intervallo è 1-1.

Come sempre, nell’economia del gioco, il secondo tempo è quello che decide e lì contano le occasioni che si riescono a produrre, e a segnare naturalmente. E così al primo minuto appare al tiro Ibrahimovic, lui che questo principio lo conosce a mena dito. Al limite dell’area marcato da Maksimovic controlla e tira, Ospina blocca terra. La partita è bella e equilibrata. La fiammata arriva al 59′, palla laterale di Ruiz a Callejon passante al centro su Mertens e il piatto del bega-napoletano si trasforma nel gol del 2-1, Donnarumma è ancora troppo alto sulle gambe e il pallone passa in mezzo. Il Milan cambia il castello offensivo: esce Ibrahimovic e non sembra una scelta opportuna, Rebic va prima punta con Bonaventura trequartista centrale, Leao a sinistra e Saelemakers a destra. Al 70′ c’è l’occasione delle occasioni: rigore per il Milan. Fallo netto di Maksimovic su Bonaventura. Batte Kessie e di piatto destro fa 2-2.

Nel finale tutte e due le squadre provano a vincere, ma i tanti necessari cambi hanno spezzato un po’ il ritmo del gioco e così il pareggio è giusto e va a premiare, in fondo, l’efficace organizzazione tattica di entrambe. Napoli e Milan sono squadre e non gruppi, nel calcio di oggi un po’ disequilibrato è un valore importante e distintivo.

Pagelle

Napoli

Ospina 6: Sa giocare anche in appoggio alla linea difensiva e una sua uscita a deviare e rilanciare la palla su un affondo del Milan, sottolinea l’importanza di questa qualità tecnica. Sul primo gol del Milan devia, ma il tiro di Hernandez è molto ravvicinato e forte per il miracolo.

Di Lorenzo 6: Il gol aumenta di mezzo punto una partita non brillante sul piano tattico e tecnico. Tatticamente dovrebbe attaccare di più Hernandez per impedirgli di scendere a tutta fascia, ma non ci riesce. Tecnicamente i passaggi, soprattutto lunghi non sono buoni. Il gol però come detto appiana tutto.

Maksimovic 5,5: Ruvido in appoggio e frenetico nell’occasione del rigore. Si appoggia a Bonaventura come deve fare un difensore a contrasto, ma il piede destro in affondo tocca Bonaventura. E’ un buon difensore centrale può diventare ottimo se leggerà meglio queste situazioni tattiche.

Koulibaly 7: Il miglior difensore del campionato: forte fisicamente, bravissimo a contrasto fondamentale che sviluppa benissimo, nella partita di oggi aiuta anche in appoggio. Un gesto tecnico quello di uscire palla al piede nella metà campo avversaria, che deve fare con più continuità perché è un valore tattico in più per la squadra.

Mario Rui 5,5: Spinge poco e meno del solito. Il suo utile sinistro non arriva nel cross e nel tiro e questo penalizza il Napoli che non può sempre aprire su di lui il gioco. Meno incisivo delle altre partite.

Fabian Ruiz 6,5: All’inizio la posizione tattica di Calhanoglu disturba lui, Lobotka e più ai margini Zielinski. Dopo il quarto d’ora del primo tempo si libera di una posizione di attesa e mulinella meglio il sinistro. Nel secondo tempo avvia col suo mancino il gol del 2-1 di Mertens, aprendo il gioco su Callejon. (Dal 65′ Elmas 6: Tiene la posizione a centrocampo con attenzione tattica)

Lobotka 5,5: Piccola insufficienza perché manovra poco la palla rispetto alla partita che aveva giocato a Genova contro il Genoa. Nel 4-3-3 la posizione che occupa è decisiva e per questo deve muovere più velocemente e verticalmente la palla. (Dal 65′ Demme 6: Tiene, come Elams, la posizione a centrocampo con attenzione tattica)

Zielinski 6: Può fare di più in termini di incursioni. Un tiro da fuori è troppo poco per un incursore come lui. Riesce a tenere la posizione e in una gara tattica come questo Napoli-Milan è comunque una nota positiva.

Callejon 6,5: Tatticamente è un giocatore grande per questo Napoli pensato da Gattuso. Dei tre attaccanti è l’equilibratore in fase difensiva, il guastore che corre dietro e lateralmente al terzino, e in quella offensiva. Bella la sfida tattica con Theo Hernandez. (Dal 84′ Politano: s.v.)

Mertens 7: Grande giocatore di livello internazionale. Centravanti di movimento, raccordo e finalizzazione. Nel primo tempo legge il gioco e rispettando le consegne di Gattuso va ad attaccare il Milan sulla sinistra dove difende Conti, raddoppiando quella zona con Insigne. Nel secondo tempo segna con la complicità di Donnarumma, ma in area nel momento decisivo c’è sempre. Rientra ad aiutare in difesa, eccellente anche tatticamente. (Dal 74′ Milik s.v. All’ultimo minuto ha la palla buona su punizione, ma la manda alta)

Insigne 6: Meno incisivo e decisivo di Genova. Tatticamente sempre presente in copertura sull’esterno sinistro. Nessun tiro in porta pericoloso, col piede che ha deve tentare sempre e accentrarsi maggiormente per preparare la possibilità di calciare con qualità in porta. (Dal 74′ Lozano: s.v. Non si scatena sulla fascia come a Genova)

Gattuso 7: Sette perché ha costruito una squadra che sa giocare in tutte e due le fasi. Se l’azione d’attacco è legata a vecchi principi sarriani come i triangoli, quella difensiva è il suo marchio di fabbrica. Tutti sanno ricomporre le linee, tutti seguono il gioco, tutti sanno coprire gli spazi. Sta migliorando l’organizzazione tattica del Napoli partendo da quella che era la sua qualità principe da giocatore: saper difendere ad alto livello.

Le parole di Gattuso: “Il match col Milan evoca tanti ricordi. Da giocatore, due anni intensi da allenatore e sapete che da bambino ho sempre tifato per i colori rossonero. Poi dopo il fischio d’inizio volevo difendere il Napoli e vincere la partita. Abbiamo creato tanto, sbagliando tantissime occasioni. Il rigore è da rivedere, loro hanno fatto due tiri ed hanno segnato due volte. Stiamo dando poche opportunità agli avversari, ma stiamo prendendo troppi gol. In questo momento la cosa più complessa è la questione della posizione delle mani in occasione dei rigori. Se becchi i giocatori tecnici te la fanno sempre sbattere sulle mani, allora capisci che bisogna fare chiarezza. Le mani fanno parte del gioco del calcio, mi sembra difficile senza dare la possibilità di usare le mani. Spero di restare a lungo al Napoli, scrivere pagine importanti anche qui. Per questa città e per questa gente. È ancora lunga l’attesa per il match col Barcellona, giocheremo l’8 agosto contro di loro. Dobbiamo riuscire ad arrivarci nel migliore nei modi. Non è facile giocare ogni tre giorni con queste temperature, fai fatica a preparare le partite. È qualcosa di nuovo, è un’esperienza che ci porteremo con noi per tanto tempo”.

Pagelle

Milan

Donanrumma 5: Inizia con due grandi parate su tiro a giro di Mertens e botta da fuori di Zielinski. Poi ha responsabilità su entrambi i gol del Napoli. Sia sul primo che sul secondo è troppo alto con le gambe, in pratica sta in piedi invece che basso sui quadricipiti. Di conseguenza non può spingere su polpacci e gambe e non riesce per questo ad andare giù come dovrebbe sulla palla. Questo spiega la presa difettosa sul primo gol e la palla che gli passa in mezzo alle gambe sul secondo.

Conti 6: Tiene la posizione e in una partita tattica come questa è importante. Spinge poco e deve farlo di più perché va bene controllare Insigne, ma bisogna anche attaccarlo per metterlo in difficoltà.

Kjaer 6,5: Ottima partita nel gioco aereo e nel saper rispettare la posizione sui triangoli del Napoli. Con Pioli è maturato tatticamente, prima non era sempre preciso nelle letture ora sa coprire molto bene in anticipo.

Romagnoli 6,5: Anche per lui ottima partita nel gioco aereo soprattutto sui calci da fermo. Riesce a guidare la difesa con qualità tattica e concentrazione massima. Una unica sbavatura assieme a Kjaer e tutta la difesa, sul gol di Mertens non guida la pressione in uscita.

Hernandez 6,5: Grande quando attacca scendendo con classe e forza fisica il campo. Segna un gol importante smarcandosi sul secondo palo. E’ ancora un’ala per diventare un grande terzino alla Krol, Maldini e Cabrini deve imparare a difendere meglio e sempre bene: leggendo prima le azioni alle sue spalle.

Kessié 6,5: Molto bene sul piano tattico, tiene bene la posizione e batte con fredezza e tecnica pulita il rigore del pareggio. Sta diventando uno dei pilastri della squadra, complementandosi benissimo con Bennacer.

Bennancer 6,5: Costruisce il gioco in cabina di regia con precisione e lucidità. E’ uno dei perni della squadra sia in gioco corto che laterale, deve migliorare il gioco lungo per rendere il palleggio più verticale e l’attacco più profondo.

Paquetà 5: Male perché fuori dal gioco d’attacco. Il suo sinistro a cinquanta metri dalla porta serve a poco, ma lui non si collega mai con i compagni di squadra sulla trequarti e giustamente Pioli lo sostituisce. (Dal 46′ Saelemaekers 5: Non incide al cross come potrebbe e dovrebbe e questo non permette ai centrocampisti del Milan di contare su di lui per aprire il gioco a destra. L’espulsione completa la sua brutta prova.)

Calhanoglu 5: Male anche lui. La sensazione è che da trequartista centrale sia meno incisivo che da trequartista laterale. Esigenze tattiche giuste gli hanno tolto il suo movimento migliore, quello di entrare da sinistra dentro il campo. Nessun tiro col piede che ha deve provare sempre. (Dal 61′ Bonaventura 6: Entra e va a giocare trequartista centrale con più adattabilità del turco, si procura il rigore del definitivo 2-2)

Rebic 6,5: Partecipa al primo gol con un affondo, un controllo e un preciso cross per Hernandez. Partita generosa e tattica, è diventato con Pioli un perno tecnico-tattico del Milan (Dal 89′ Krunic s.v.)

Ibrahimovic 5,5: il grande Re Zlatan nel primo tempo fa poco, ma i compagni non lo cercano in appoggio e lui si isola. Nella ripresa al primo minuto tira in porta dopo un bel controllo al limite dell’area, poi viene a giocare palla a centrocampo per aiutare la manovra. Quando sembra entrato in partita Pioli lo sostituisce, qualche minuto in più poteva giocarlo perché stava entrando nel vivo del match. (Dal 61′ Leao 5,5: Entra sul 2-1 per il Napoli, dovrebbe nelle intenzioni dare profondità ma non ci riesce. Falloso in ripiegamento difensivo. A Ferrara era entrato bene ed era stato decisivo, qui no.)

Pioli 7: Come Gattuso ha costruito una organizzazione di squadra e non è risultato da poco. Il suo Milan gioca un calcio verticale buono e pungente. Da coach ha saputo trovare incastri tecnico-tattico ottimi: la coppia Kjaer-Romagnoli, Rebic, il duo Bennacer-Kessié. Meriterebbe di continuare, ma la società ha altre idee.

Le parole di Pioli: “E’ stata dura per la qualità dei nostri avversari, avevamo speso tantissimo a livello mentale contro la Juventus. Nel secondo tempo la squadra ha fatto molto meglio e siamo riusciti a portare a casa un risultato positivo importante”. Sulla squadra: “Il fatto di sapere stare dentro la partita è una situazione che una squadra forte deve sapere leggere. Le difficoltà ci sono. Abbiamo giocato contro Roma, Lazio, Juventus e Napoli, le squadre più forti del campionato e siamo stati all’altezza. Abbiamo fatto un grandissimo gol. Il Napoli ha palleggiato meglio di noi nel primo tempo, noi meglio nel secondo. Ibra era arrabbiato nel momento della sostituzione perché stavamo perdendo e perché si poteva fare meglio”.

Fonte Foto: Ansa.it

Matteo Quaglini

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