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Muriel lancia l’Atalanta. Ora la Champions è più vicina

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I bergamaschi battono 3-2 l’Udinese salgono a +9 sulla Roma quinta in classifica

L’Atalanta batte l’Udinese grazie a due prodezze di Luis Muriel, il quale, entrato in corso d’opera, cambia letteralmente faccia ad una partita che fino a quel momento era in parità e che man mano stava vedendo prevalere l’equilibrio. Merito di una buona Udinese, che ha resistito come ha potuto agli assalti atalantini e che se è rimasta in partita fino alla fine, lo deve al suo portiere Musso bravo a respingere alcune conclusioni dei bergamaschi.

Le due squadre si schierano con i loro moduli tradizionali: 3-5-2 l’Udinese e 3-4-1-2 l’Atalanta. Gotti sceglie di affiancare Teodorczyk a Lasagna, mentre Gasperini effettua alcuni cambi rispetto al match vinto contro la Lazio: al centro della difesa c’è Caldara con Toloi a destra e Djimsiti a sinistra, a centrocampo si rivede Pasalic, mentre in avanti c’è Malinovski alle spalle del duo Gomez-Zapata.

I bergamaschi prendono subito il pallino del gioco facendo girare palla, ma la loro manovra trova pochi sbocchi offensivi. Ma la prima occasione del match è targata Udinese e porta la firma di Fofanà, il quale si ritrova davanti a Gollini ma gli calcia addosso. L’Atalanta non ci sta e reagisce, prima sfiorando il gol con una botta da fuori di Malinovski respinta da Musso e poi trovando la rete grazie a Zapata: l’attaccante colombiano, ex di turno, stoppa col destro un lancio di Gomez e con il sinistro batte Musso. Oltre al vantaggio la Dea mette a segno anche un record, infatti questo è il gol numero 78 dei bergamaschi in questo campionato: uno in più rispetto al precedente record di 77 stabilito nella scorsa stagione.

Zapata esulta dopo il gol del vantaggio

L’Udinese fa fatica a riorganizzarsi, soprattutto perché le due punte fanno fatica a trovarsi e quindi ad aprire spazi per la manovra della squadra e cosi gli uomini di Gotti si affidano al lancio lungo ed è una scelta che premia, innescando la velocità di Lasagna. L’ex attaccante del Carpi ha sui piedi l’occasione del pari al 28esimo, ma calcia sul fondo. Lo stesso copione si ripete tre minuti dopo e stavolta Lasagna la butta dentro: dopo aver ricevuto un lancio da parte di Fofanà, il numero 15 bianconero vince un duello con Djimsiti e a tu per tu con Gollini segna. Qualche minuto prima l’Atalanta aveva sfiorato il raddoppio con un tiro di Malinovski dalla distanza respinto da Musso. Il fantasista ucraino sembra essere il più vivo dei suoi ed ingaggia un vero e proprio duello con Musso che il portiere dell’Udinese vince sempre: il terzo atto vede l’ennesima botta da fuori di Malinovski, deviata dal portiere argentino e stavolta il tiro stava per finire sotto l’incrocio. Una cosa simile che si vede anche dall’altra parte, con Lasagna che manda alto un pallonetto.

Lasagna sigla il gol del pari

La ripresa si apre con l’ingresso di Palomino per Djimsiti e l’Atalanta riprende l’assedio, ma è l’Udinese a sfiorare il gol al 51esimo con una botta da fuori di Wallace, che finisce sul fondo. Gasperini inserisce Muriel per Malinovski e de Roon per Pasalic e la partita cambia faccia, anche se bisognerà attendere un po’, perché l’Udinese non lascia spazio alla manovra bergamasca.

Il 2-1 arriva al 71esimo con una splendida punizione di Muriel, il quale si ripete otto minuti dopo con uno splendido tiro da fuori, su cui Musso non può nulla: 3-1 Atalanta. Lasagna riapre ancora il match nel finale con un colpo di testa, ma non basta.

L’udinese ci prova, ma non riesce a riprendere la partita e con questa sconfitta resta a quota 28 punti in classifica, con tre punti di vantaggio sul Lecce. La squadra di Gotti ha fatto vedere una discreta organizzazione, ma nulla ha potuto contro le prodezze dei singoli atalantini, i quali lanciano la loro squadra verso la Champions, complice anche la sconfitta della Roma, che ora è a nove lunghezze in classifica. In totale sono 80 i gol segnati in campionato e restano ancora dieci giornate al termine: con questa marcia non è utopia pensare di poter arrivare a quota 100.

Leonardo Tardioli

Fonti foto:

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