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MLS un’esperienza di vita

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Motivi diversi da quello economico spingono i nostri calciatori a volare negli USA

E’ sicuramente il caso di Lorenzo insigne che, nella sua prima conferenza stampa nel nuovo paese, ha affermato che la scelta è stata dettata soprattutto da motivi familiari, per dare nuove opportunità ai suoi figli. Naturalmente Insigne è arrivato a Toronto per essere la nuova Star e questo lo si deduce anche da uno stipendio a cifre a dir poco ragguardevoli. Nella MLS vige il Salary Cap, ma ci possono essere delle eccezioni. La “Designated Player Rule” ovvero “regola del giocatore designato” garantisce la possibilità ad ogni società calcistica statunitense, di potersi accaparrare almeno tre top player grazie a stipendi altrettanto top. Insigne è quindi uno dei “Designated Player” percependo 8,5 milioni di dollari netti e se consideriamo che attualmente sussiste grosso modo la parità tra le due valute, non abbiamo bisogno di effettuare alcun calcolo. Il suo è un contratto quadriennale con opzione per ulteriori sei mesi. Praticamente Lorenzo guadagnerà in 4 anni tanto e forse più di quanto guadagnato in 10 anni di Napoli. Crediamo fermamente alle sue parole: “Non sono qui per i soldi, ma per una scelta familiare”, certo però che la scelta è accompagnata anche da un apporto economico di tutto rispetto.

Veniamo però alle cose di campo, quelle che probabilmente ci interessano di più relativamente ai nostri “ragazzi”. Nel Toronto, insieme a Lorenzo, giocano anche Federico Bernardeschi e Domenico Criscito e stiamo quindi parlando di un trio di tutto rispetto. Sportivamente parlando il loro apporto alla squadra si è sentito e non poco. Nel corso della stagione regolare anche Criscito è andato in goal, acciuffando un sofferto pareggio contro New Enlgand. Bernardeschi che è anche il rigorista della squadra, ha realizzato ben 8 goal in 10 presenze, mentre Insigne ha realizzato 6 gol in 9 presenze. Bravi ed efficaci insomma, ma quanto fatto non è risultato sufficiente a raggiungere i play off, piazzando il team in un deludente penultimo posto della Eastern Conference. Va assolutamente precisato che quelle erano le posizioni della squadra anche prima dell’arrivo del plotone italiano. “O tir a gir” si gode l’America e chissà se avrà nostalgia della sua vecchia maglia azzurra, del suo Napoli, che grazie anche al bel gioco, sta volando a suon di risultati e di partite entusiasmanti, in Italia così come in Europa.

Bernardeschi al Toronto

La MLS, nata 26 anni fa, sta diventando anno dopo anno più importante, attirando quindi non solo giocatori a fine carriera o allettati da lauti stipendi, ma anche calciatori nel pieno del loro vigore agonistico. Federico Bernardeschi, ad esempio, ha solo 28 anni e quindi ancora una lunga strada davanti a sé, ma un esempio su tutti di giovane promessa è forse Thiago Almada, 21enne centrocampista argentino accostato a tante squadre anche europee che ha, inoltre, già esordito con la nazionale maggiore. I grandi vecchi sono, probabilmente, ancora in maggioranza, ma le nuove leve si stanno avvicinando sempre più alla Major League Soccer.

Fonti foto: pazzidifanta.com; tag24.it

Luigi A. Cerbara

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