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Medicina Frosinone: la rinascita di Eusebio Di Francesco

Fonte ansa.it
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Il tecnico era entrato in un loop tremendo nelle sue precedenti panchine dopo l’avventura alla Roma, quest’anno la scommessa che finora sta vincendo alla grande

Tutti strabuzzano gli occhi. La certificazione è arrivata da San Siro e dalle parole di un collega come Simone Inzaghi. Eusebio Di Francesco e il suo Frosinone sono forse la sorpresa più bella di questo campionato arrivato alla dodicesima giornata. Le gambe dei giocatori ciociari non hanno tremato neanche alla Scala del calcio e se Dimarco non avesse pescato il jolly da centrocampo chissà come sarebbe andata a finire. Probabilmente sempre con una sconfitta ma il campo in quel momento vedeva un Frosinone gagliardo che stava rendendo la vita difficile ai nerazzurri.

Non era facile l’estate passata tornare in sella. Quando il presidente Stirpe annunciò l’ingaggio del nuovo tecnico in molti storsero la bocca. Affidarsi a un allenatore che non vinceva una partita in serie A dal novembre 2020, inanellando esoneri su esoneri, era un bel rischio. Non tanto per le qualità dell’allenatore, quanto per una sorta di “tunnel” in cui era finito. I bei tempi di Sassuolo e Roma, culminati con l’Europa in neroverde e la semifinale di Champions League in giallorosso, sembravano lontani. Di Francesco, però, che di qualità tecniche e umane ne ha da vendere, si è rimesso in gioco in una piazza a suo dire ideale per lavorare serenamente.

I fantasmi delle esperienze con la Sampdoria, il Cagliari e il Verona gli bussavano sulle spalle. Lui come un novello ghostbuster li ha intrappolati ed eliminati. Testa bassa e pedalare. Il materiale umano a disposizione era di quelli stimolanti. Giovani di qualità da plasmare e possibili fuoriclasse del futuro. Impianto tattico variabile ma che non prescinde dalle tre punte, ecco che la magia in quel di Frosinone, al momento, è compiuta. Mai i ciociari avevano iniziato così nelle precedenti esperienze in serie A. Un’identità chiara, forte, con un giocatore su tutti che sta trascinando gli altri, quel Soulè spedito dalla Juventus a farsi le ossa ma che forse avrebbe già fatto comodo ai bianconeri.

Intorno all’argentino stanno crescendo altre pedine diventate ormai fondamentali. Giocatori che non avevano mai giocato in massima serie o altri che aspettavano soltanto una nuova possibilità per giocarsela. Se andiamo a dare un’occhiata alla rosa solo 4 giocatori superano i 30 anni e non sono neanche titolari. Contro l’Inter l’età media dell’undici ciociaro non arrivava a 23 anni. Tutto diretto da un professionista serio come Eusebio Di Francesco che ha saputo cacciare gli spettri e riprendere in mano la sua carriera. Ultima fotografia il Meazza che ne ha messo il sigillo sulla bontà del lavoro.

In classifica 15 punti dopo 12 gare, con quei tre punti gettati al vento di Cagliari che potevano portare la squadra ancora più su. Rimonta subita che non ha intaccato, però, la convinzione a far bene. Testimonianza la vittoria in coppa Italia ottenuta vincendo a Torino contro i granata. La sensazione è che non sia finita qui. Ora la sosta, rifiatare e riprendere a marciare. Allenatore e calciatori vogliono continuare a stupire.

Glauco Dusso

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