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Marco Pellegrino dalla panchina del Milan alla convocazione con l’Albiceleste

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Emblematica, per alcuni versi, la chiamata dell’argentino che non trova spazio e nemmeno ha ancora esordito nel suo club di appartenenza

Il giovane talento, classe 2002, è nato e cresciuto calcisticamente nel Platense, formazione argentina che milita nella Primera División ed ha esordito in prima squadra nel marzo di quest’anno, accumulando 17 presenze ed una rete. Acquistato dal Milan in estate, firmando un contratto di 5 anni, non ha ancora esordito, ma nonostante ciò, ha ricevuto la convocazione del c.t. argentino Lionel Scaloni. Una situazione poco comune e si potrebbe dire sorprendente, per la quale si possono fare diverse congetture per spiegarne le motivazioni. Doveroso sottolineare che stiamo parlando della nazionale campione del mondo, piena zeppa di talenti in erba o già affermati, quindi si deduce che la considerazione per Pellegrino sia davvero molto alta. Conseguentemente si potrebbe supporre che uno dei motivi della convocazione potrebbe essere una sorta di timore di perdere un talento puro, un importante prospetto futuro. Tali timori nascono dal fatto che Marco ha origini italiane (suo nonno materno è italiano) ed ora è in un club italiano. Il nostro calcio sta vivendo un periodo davvero buio in quanto a talenti e calciatori di livello e Scaloni vuole in qualche modo salvaguardare il futuro del calcio argentino, evitando che Pellegrino possa essere chiamato dal ct azzurro e possa essere poi tentato di vestire la maglia azzurra, anziché quella dell’Albiceleste. Mateo Retegui docet!

Le domande, che sorgono spontanee, sono davvero molte, ma cerchiamo di focalizzarci solo su alcune delle più rilevanti. Se Marco Pellegrino ha così tanta considerazione dal ct argentino, perché non ha ancora giocato nemmeno un minuto nel Milan? Se Marco è così forte e ha tanta considerazione in patria, ora che è andato via, perché ha esordito in prima squadra, nel Platense, solo alla soglia dei 21 anni? Alcune risposte ce le darà il tempo, qualche quesito però potremmo porlo anche a Stefano Pioli. Il tecnico del Milan ci sta abituando quando si tratta di giovani, ci è passato Pierre Kalulu, così come è toccato anche a Malick Thiaw, che spesso sono serviti momenti di emergenza per vederli in campo. Un adattamento senza toccare il terreno verde, sembra questo il metodo del tecnico rossonero. Sino ad ora questa metodologia sembra aver pagato, ma chissà che questa convocazione argentina non spinga Pioli ad accelerare i tempi per vedere presto all’opera Marco Pellegrino.

Un altro caso emblematico della “gestione giovani” da parte di Pioli è quello di un altro argentino (anche se è nato in Messico) che porta il nome di Luka Romero. Il talento 2004, prelevato a parametro zero dalla Lazio, ha avuto un discreto approccio con la maglia rossonera, distinguendosi nelle amichevoli estive, dopodiché una sola presenza in campionato, racimolando pochissimi minuti. La società rossonera continua con la sua politica “giovane”, ma ci sorge il dubbio che gli acquisti di tali prospetti non sempre siano concordati con il proprio tecnico che stenta a trovare spazio e tempo per schierarli in campo.

Fonti foto: 90min.com; eurosport.it

Luigi A. Cerbara

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