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Marchisio si ritira: “E’ stato un sogno, Champions ed Europeo unici rimpianti”

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Il ‘Principino’ appende le scarpe al chiodo a 33 anni. L’annuncio dallo Juventus Stadium: “Volevo farlo a casa mia. Avevo offerte, ma il mio corpo non reggeva più. Vorrei rigiocare la finale contro il Barça di Berlino”

TORINO – Claudio Marchisio appende le scarpe al chiodo. Il ‘Principino’ si ritira a 33 anni, al termine di una carriera piena di vittorie, tutte con la Juventus. Non a caso l’annuncio è arrivato dallo Juventus Stadium, quella che il centrocampista piemontese ha definito “casa mia”.

Queste le parole in conferenza stampa di Marchisio (23 anni totali con la Juve in cui ha vinto 7 scudetti, 4 Coppe Italia e 3 Supercoppe Italiana) che racconta come e quando è maturata l’idea di lasciare il calcio giocato: “Quest’estate ho attraversato un periodo molto complicato per via della riabilitazione e dentro di me è scattato qualcosa. Cercavo di recuperare ma il corpo non reagiva più come un tempo. Sono anche arrivate offerte importanti ma sapevo di dover rispettare Claudio, quello che sono. Non potevo accettare le proposte. Finisce una parte della mia vita e ne comincia un’altra. E’ stato un sogno che ho vissuto con tutto me stesso in ogni società. Non basta solo il talento, serve anche la dedizione e la fortuna e io ne ho avuta tanta ad avere persone che mi hanno aiutato in questo modo: allenatori, dirigenti e compagni”.

Tanta emozione anche considerando il luogo dell’addio: la Juventus lo ha accolto da bambino e lo ha visto crescere sia dentro che fuori dal campo. “Ritrovandomi qui mi arrivano grandi emozioni – ammette il Principino – perché dentro il mio sogno ho vissuto tantissimi momenti scritti qui vicino, al Museum. Tutt’ora c’è la mia prima medaglia, il mio primo scudetto. Ho vinto tantissimo, con i miei compagni e queste emozioni rimarranno sempre dentro di me. Voglio ringraziare tutti, in primis la mia famiglia che mi è sempre stata vicina, a mia moglie e ai miei figli che sono stati sempre vicino a me”. C’è spazio poi ai due rimpianti della sua gloriosa carriera: “Non vincere la Champions e l’Europeo con la nazionale. Se fosse possibile – aggiunge l’ex numero 8 bianconero – vorrei rigiocare la finale di Berlino di Champions contro il Barcellona, anche una parte del secondo tempo per sbloccarla a nostro favore”. E poi un ricordo dell’anno di purgatorio della Vecchia Signora in serie B dopo lo scandalo Calciopoli: “Ero l’unico contento. Giocavo insieme a grandi campioni, dovevo sfruttare quel treno”.

E ora cosa farà ‘da grande’ Marchisio? “Finisce una parte della mia vita e inizia un nuovo percorso. La mia famiglia mi ha insegnato che non bisogna avere paura del futuro, ma guardarlo con curiosità. Non so cosa farò – ammette -, negli ultimi anni ho portato avanti attività extra-calcio, ma non mi precludo niente. Non se farò l’allenatore o qualche altra cosa. E’ giunto il momento di staccarmi, prendermi un po’ di tempo per la mia famiglia”. Ultima battute su Inter-Juventus di domenica prossima e sul suo possibile erede: “E’ ancora presto, ma vincere queste gare dà tanta forza per il prosieguo del campionato. Sensi e Barella stanno facendo grandi cose”.

Fonte foto: it.yahoo.com

Francesco Carci

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