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Manca poco all’euroderby milanese che si ripeterà in semifinale di Champions League a distanza di 20 anni

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Era infatti il maggio 2003 quando le due formazioni si incontrarono la prima volta per lo stesso traguardo e tra meno di una settimana si vivranno emozioni simili se non addirittura più forti di allora

La rivalità tra le due squadre milanesi non è mai scemata e, forse, ora è addirittura più forte anche, ma non solo, in conseguenza della vicenda Çalhanoğlu. Il passaggio del turco dal Milan all’Inter nel 2021 ha lasciato strascichi fatti di sfottò in una direzione e nell’altra e il senso di rivalsa del turco si intravede ad ogni traguardo di squadra e ad ogni intervista. Volendo, questo “dettaglio” potrebbe rendere ancor più stuzzicante l’incontro/scontro che si vivrà tra andata e ritorno di questa semifinale. Naturalmente i nerazzurri vorranno anche “vendicare” l’eliminazione dalla Champions di 20 anni or sono che, ricordiamolo, avvenne a seguito di due pareggi (lo 0-0 in casa del Milan e l’1-1 nel ritorno con l’Inter come squadra di casa), grazie alla regola dei goal fuori casa. Questo è però il passato, perché quella regola non esiste più e si dovrà cercare maggiormente la via della rete se si vorrà superare il turno. Si potrà quindi sperare in un maggiore spettacolo con ricerca di gioco e goal, scopo stesso dell’eliminazione della suddetta regola.

Siamo partiti con il sottolineare la rivalità tra le due formazioni, ancor prima di analizzare l’importanza di questa semifinale di Champions, perché vorremmo fare un excursus proprio sul “derby” ed il suo significato. Tale parola deriva dalla città inglese di Derby dove, nel XVIII secolo, le parrocchie di “All Saints” e “Saint Peter” si sfidarono in un gioco che consisteva nel portare il pallone da una parrocchia all’altra. Partecipavano tutti gli uomini oltre i 18 anni ed il gioco andò avanti per oltre un secolo, sino al 1848. Quindi, da quel momento, ogni partita tra squadre della stessa città acquisisce la definizione di “derby”, sinonimo anche di forte campanilismo. Derby dista soltanto 15 miglia da Nottingham che è la città dove nel 1870 nacque Herbert Kilpin che nel 1899 fondò il Milan (allora denominato Milan Football and Cricket Club) e lo stesso che volle le maglie rosse come il fuoco e nere come la paura da infondere agli avversari. Nel 1908 dissidenti del Milan fuoriuscirono dalla società per fondare il Football Club Internazionale. Oltre un secolo è quindi trascorso, ma la rivalità non si è mai spenta e la passione è sempre forte e sentita quando si incontrano i due club meneghini. Allo stadio Giuseppe Meazza ci saranno due pienoni e super incassi mercoledì 10 e martedì 16 maggio e, siamo sicuri, lo spettacolo sugli spalti sarà all’altezza dell’evento e della rivalità delle due tifoserie.

Come detto “derby” arriva dall’Inghilterra, il paese dove il calcio è nato, ma la stracittadina milanese fu la prima nella storia ad incontrarsi in semifinale di Champions. Il calcio italiano continua quindi a rubare la scena agli inventori del calcio e non solo a loro. Il nostro tanto bistrattato campionato sta riuscendo a tornare in auge nonostante il potere economico non sia dalla nostra e, seppure il talento migliore della critica italiana è quella di adulare ed esaltare gli altri campionati e denigrare la Serie A, il campo dà ragione ancora una volta al talento, al lavoro, all’inventiva dei nostri dirigenti, allenatori e calciatori tutti. Solo una tra Inter e Milan andrà avanti, ma il calcio italiano è risorto e Milano torna in finale di Champions League!

Fonti foto: milanotoday.it; ilgiorno.it

Luigi A. Cerbara

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