Home News Luci e ombre per le italiane nella tre giorni europea

Luci e ombre per le italiane nella tre giorni europea

1

Delle 6 rappresentati del Bel Paese vincono soltanto il Napoli in Champions e la Roma in Europa League. Pareggi con rimpianti connessi per Inter e Juventus. Figuracce di Atalanta e Lazio

Non si può certo dire che sia stata una settimana trionfale per le italiane nelle coppe europee. Eppure soltanto i partenopei e i torinesi avevano un impegno sulla carta proibitivo, le altre quattro squadre avrebbero potuto tranquillamente fare bottino pieno se non avessero sottovalutato gli avversari.

L’Inter di Conte è il primo team nostrano a scendere in campo nella Champions 2019-2020.
I nerazzurri, inseriti nel gruppo F con Barcellona e Borussia Dotmund se la vedono con la cenerentola del girone, lo Slavia Praga. Gli oltre 50mila tifosi accorsi a San Siro per gustarsi l’esordio del loro team in Champions, rimangono estremamente delusi. Lukaku e compagni non riescono a sfruttare le occasioni create nella prima frazione di gioco e nei secondi 45′ minuti viene fuori la miglior condizione fisica dei cechi che passano in vantaggio con Olayinka. Solo un goal nei minuti di recupero del subentrato Barella consente al tecnico dei meneghini di conservare l’imbattibilità in questo inizio di stagione. In vista del derby di domenica c’è più di qualcuno che non dormirà sonni tranquilli. Il pareggio a reti inviolate fra Dortmund e blaugrana lascia un sostanziale equilibrio nel girone.

Il Napoli rende orgogliosi i suoi tifosi e tutti gli italiani sconfiggendo i campioni d’europa del Liverpool al San Paolo. Mertens e Llorente firmano il 2 a 0 finale e regalano la gioia più grande ad Ancelotti. A parte un’indecisione di Manolas, la retroguardia degli azzurri ha retto magistralmente l’urto dell’attacco dei Reds. Il folletto belga ha confermato una volta in più che questa può essere la sua stagione dei record, non solo in campionato, dove insegue a due sole lunghezze le 115 marcature di Maradona. Dopo una prestazione del genere la sfida con il Genk del prossimo due ottobre appare come poco più di una formalità, ma attenzione a rilassarsi. Negli anni passati anche dei pareggi imprevisti sono costati cari ai campani (vedi 1 a 1 con la Stella Rossa dello scorso anno).

Nel gruppo D sfida tra le favorite per la qualificazione. Il Wanda Metropolitano è teatro di un’affascinante Atletico Madrid-Juventus, replica dell’ottavo di finale dello scorso anno che vide i bianconeri protagonisti di una clamorosa rimonta. Dopo il 2 a 0 subito in casa dei colchoneros, i ragazzi di Allegri rifilarono un secco 3 a 0 al team allenato da Simeone, con tripletta di CR7. Stavolta il fenomeno portoghese non punge e i campioni d’Italia, in vantaggio di due reti (Matuidi e Cuadrado), si fanno riacciuffare da Savic ed Herrera. Sarri non nasconde il rammarico per l’occasione fallita, ma si dichiara soddisfatto della prestazione contro una big del calcio mondiale. Il primo ottobre contro il Leverkusen in casa non sono ammessi passi falsi se si vuole puntare al primato nel girone.

Debutto traumatizzante per l’Atalanta in Champions. Gli orobici subiscono un pesante 4 a 0 dalla Dinamo Zagabria che veniva da 11 sconfitte di seguito in questa competizione. I croati non hanno grandi individualità, se non il centrocampista Dani Olmo, di una panna superiore ai compagni. Il mattatore della serata è Orsic, autore di una incredibile tripletta. E pensare che l’attaccante classe ’92 aveva giocato nello Spezia in serie B nel 2013/2014 senza siglare nemmeno una rete. Ora si fa dura per gli uomini di Gasperini, la vittoria del City sullo Shakhtar permette ai nerazzurri di impostare la corsa alla qualificazione nel girone C proprio sugli ucraini, prossimi avversari il 1 ottobre. L’Atalanta paga la poca esperienza in campo europeo e la poca lucidità sotto porta del suo centravanti Zapata, magari la sconfitta sarebbe arrivata comunque, ma il passivo non sarebbe stato così pesante in ottica differenza reti.

In Europa League sono Lazio e Roma a dover tenere alto i nostri colori. I biancocelesti recitano il solito copione: primo tempo con molte occasioni create e poche concretizzate, seconda frazione con disarmante calo fisico e disattenzioni difensive grossolane. Il Cluj è ben poca cosa tecnicamente parlando, se si eccettua il centravanti Omrani che sigla il goal del sorpasso dopo l’iniziale vantaggio di Bastos e il pareggio su rigore di Deac. Inzaghi lascia a casa immotivatamente Immobile, Luis Alberto e Radu. In panchina non ha soluzioni per ribaltare un risultato che fa arrabbiare, non poco, i supporter laziali. Correa ( in evidente involuzione) e compagni hanno due marce in meno del zemaniano team allenato da Petrescu. Unica nota positiva della serata, uno spumeggiante Jony, che si candida a partire da titolare anche nel prossimo match di campionato contro il Parma. Il pareggio fra Celtic e Rennes, tutto sommato sorride ai biancocelesti che non hanno ancora compromesso la qualificazione.

Tutto facile per la Roma di Fonseca che liquida con un roboante 4 a 0 il Basaksehir. Per quasi tutto il primo tempo i giallorossi giocano al gatto col topo senza incidere mai, serve un autogoal di Caicara per sbloccare la gara. Dzeko, Zaniolo e Kluivert contribuiscono al festival del goal nel secondo tempo. Detto che c’erano pochi dubbi sul successo dei capitolini, sono arrivate sensazioni confortanti da Zaniolo, tornato ai livelli delle prestazioni in Champions e da Kluivert, che sotto la cura Fonseca potrebbe diventare un’arma importante nel prosieguo di stagione. Il Wolfsberger, vittorioso in trasferta col Monchengladbach (0-4) non sembra avversario temibile per la corsa al primo posto. Stesso discorso vale per i tedeschi, preoccupantemente indietro sul piano fisico.

Da questa tre giorni europea è emerso che nel calcio il fattore tecnico non è tutto. Squadre sulla carta nettamente inferiori alle loro dirette avversarie (Slavia Praga, Dinamo Zagabria e Cluj) sono riuscite con l’intensità agonistica e con un pressing alto asfissiante ad eclissare giocatori dal nome e dal curriculum altisonante. Fino a quando si perpetrerà un turnover eccessivo nelle coppe, le italiane potranno raramente farsi strada fino alle finali. Un plauso particolare al Napoli e al suo allenatore, capace di battere i campioni d’europa con una naturalezza che sa di squadra d’elite.

Foto: Sportribune.it

Marco Fabio Ceccatelli

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.