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Le origini del pallone del calcio

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Sportivi e amanti di questo sport non avremmo mai potuto coltivare questa passione senza l’indiscusso protagonista

Il concetto non troppo esasperato che pervade quando parliamo di sport è sostanzialmente sintetizzato nella possibilità che si ha di poter condividere in un lasso di tempo comune un’attività che porta ad interazione, conoscenza e aggregazione. Se è vero come disse Christopher McCandless che l’essenza dello spirito sta nelle nuove esperienze, ecco che gli ingredienti per fare di un piccolo momento passato congiuntamente, una porta temporale di condivisione, che in ottica più estesa a questo punto porterebbe verosimilmente alla concreta possibilità di avere nuove o sempre più radicate schiere di affabili conoscenti. Tutto ciò al fine di consegnargli i cardini del nostro, personalissimo e inespugnabile mondo.

Mai come oggi, in una società radical social dove la comunicazione non espone i nostri sensi a contatti diretti con l’interessato, ma per mezzo di un veicolo che rende fredde e austere le conversazioni, la connotazione che lo sport assume a livello sociale, ma anche politico ed economico diventa fondamentale.

foto da calciomercato.com

Come in ogni sport che si rispetti, abbiamo lo scettro del potere che viene conteso da due o più parti e che nella maggior parte dei casi sancisce la fine della disputa agonistica. Nel nostro caso, il football, è il pallone da gioco.

Le origini di questo strumento rotondeggiante sono epiche, dalle fattezze che si evolsero nel decorso temporale e che lo hanno portato da semplice e innocente cumulo di bucce di grano o paglia, avvolte nella tela colorata, come fu ai tempi degli egiziani pionieri assoluti, ai giorni nostri dove le tecniche di costruzione e assemblaggio del pallone hanno calibrazioni e precisione chirurgica. Oggi giorno vantiamo nel Regolamento del Calcio, stilato e redatto nel lontano 1863 dall’IFAB (International Football Association Board) e poi ripreso dalla FIFA a partire dal 1904, al punto due ciò che concerne il pallone da gioco. Esso decreta come la sfera debba avere una circonferenza compresa tra i 68 e 70 cm e un peso che può variare tra i 410 e i 450 g. Scorrendo vi sono indicazioni circa la pressione, il materiale, l’impermeabilizzazione e altre caratteristiche che deve avere per poter essere considerato a norma.

Foto da ultimouomo.com

Volendo fare un salto nel tardo passato troviamo prove di come la bolas fosse presente già nella dinastia cinese Ming, ad esempio, o negli affreschi rappresentanti gli incontri tra Nausicaa e Ulisse che interagivano con una sfera fatta di vesciche di bue. Abbiamo l’età romana che racconta di un pessimo calciatore Nerone, o dello spiccato ambidestrismo di Giulio Cesare. Shakespeare visse gran parte della sua vita a Londra, vicino le sponde del Tamigi con dei vicini che erano soliti giocare fra di loro utilizzando un ammasso di crine avvolto in un panno. Chi diede un’importante svolta fu un uomo del Connecticut che creò la prima camera d’aria di gomma. Il Sud America è il luogo dove, a partire dal 1931, nacquero le associazioni sportive, i campionati e le sanzioni per gli atleti che non si allenavano regolarmente. In Argentina in particolar modo, la colonizzazione portò alla conoscenza dei tessuti provenienti da Manchester che venivano utilizzati per la creazione dei palloni.

Fonte della foto: tuttoilcalcionews

Cesare D’Agostino

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