Home News Le due facce dell’Atalanta: turbo in campionato, Cenerentola in Champions

Le due facce dell’Atalanta: turbo in campionato, Cenerentola in Champions

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Con il 3-1 al Lecce nel nuovissimo ‘Gewiss Stadium’ gli orobici hanno consolidato il terzo posto in classifica con il miglior attacco del torneo. In Europa però il cammino sembra già compromesso

BERGAMO – Bella e travolgente in campionato, inesperta e sfortunata in Champions. Sono le due facce dell’Atalanta. Alla seconda sosta della serie A, gli orobici possono vantare un ottimo cammino in Italia: terzo posto solitario alle spalle di Juventus e Inter e miglior attacco del torneo. Diversa la musica in Europa, dove le sconfitte contro Dinamo Zagabria e Shakhtar Donetsk hanno praticamente già spezzato i sogni di gloria dei ragazzi di Gasperini.

Domenica scorsa, nell’inaugurazione del nuovo Gewiss Stadium, l’Atalanta è tornata a casa (i primi turni interni li aveva giocati al Tardini di Parma) battendo senza problemi per 3-1 il Lecce. Alla vigilia della sfida, Gasperini aveva detto che, in caso di successo, il primo bilancio sarebbe stato eccellente. Difficile dargli torto se si guarda la classifica: mai i bergamaschi erano partiti così forte da quando la serie A è a 3 punti. Addirittura meglio del Napoli che molti davano sullo stesso livello della Juventus. Ed esattamente come l’anno scorso, l’attacco si conferma il punto di forza degli orobici: fin qui sono 18 le reti realizzate, rispetto alle 15 del Napoli, alle 14 dell’Inter e alle 13 della Juve con Zapata (6 gol) vice capocannoniere dietro soltanto a Immobile (7).

Il rovescio della medaglia riguarda però la Champions League. L’esordio assoluto in casa della Dinamo Zagabria è stato da dimenticare con la vittoria 4-0 dei croati. Inevitabilmente è stato pagato lo scotto dell’emozione. Poi però c’è stato un altro ko, quello a San Siro (che ospite le partite europee di Gomez e compagni) contro lo Shakhtar per 1-2, arrivato proprio all’ultimo secondo e al termine di una prestazione più che positiva. La sensazione è che, al momento del sorteggio, il girone sia stato sottovalutato: ma la Dinamo non è più la squadra materasso che qualche anno fa prendeva imbarcate in tutta Europa e il Donetsk, nonostante l’addio del tecnico Fonseca (ora alla Roma), è una squadra con ormai una lunga esperienza in Champions e che in passato se l’è giocata alla pari contro Napoli e Roma. Ora per la Dea c’è il doppio impegno consecutivo contro la corazzata Manchester City, le speranze per Gasperini sono minime. Ma se il rendimento in campionato rimarrà intatto, quello alla Champions, più che un addio, potrà essere un arrivederci.

Fonte foto: it.eurosport.com

Francesco Carci

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