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Lazio-Inter, la partita degli ex: da de Vrij a Correa fino a Simone Inzaghi

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Negli ultimi anni sono stati decine i giocatori i quali, partendo dalla Capitale, hanno fatto rotta verso Milano: ultimo in ordine di tempo l’allenatore nerazzurro

Che storia quella che lega Lazio e Inter, due club così lontani geograficamente ma così vicini per avvenimenti che intrecciano le vicende dell’uno con quelle dell’altro. Oltre ad avere le tifoserie gemellate da diversi anni, le due società sono state spesso protagoniste delle gioie e soprattutto dei dolori dell’altra – dal 5 maggio 2002 allo scontro diretto per quarto posto e Champions League nel 2018. Inoltre, a connettere le squadre ci sono anche le numerose, numerosissime operazioni di mercato che hanno visto diversi calciatori fare su e giù per la penisola al fine di unirsi all’una o all’altra compagine – anche se, a dirla tutta, il tragitto più praticato è stato quello a salire, piuttosto che a scendere.

Storie di Lazio-Inter: la famosa «capriola triste» di Hernanes, come definita dallo stesso brasiliano con un passato alla Lazio e che, una volta all’Inter, decise di esultare così dopo la doppietta siglata alla sua ex squadra ­

Senza scavare troppo nel passato – leggasi i casi Vieri, Stankovic, Crespo, ma anche Almeyda e Mihajlovic, tutti transitati, chi direttamente e chi attraverso altre squadre, dalla Lazio all’Inter – di esempi ce ne sono a bizzeffe anche solo negli ultimi 10 anni circa: a partire da Goran Pandev, tutt’ora il miglior marcatore straniero della storia della Lazio – a quota 64 gol, alla pari di Miroslav Klose – e che, dopo aver ingaggiato una battaglia legale con il patron Lotito, passò all’Inter dove vinse il Triplete poco dopo; e ancora, Anderson Hernanes, il quale lasciò la Lazio in lacrime durante il calciomercato di gennaio salvo poi esultarle davanti con la maglia nerazzurra qualche mese dopo; e non dimentichiamoci di Candreva, delusissimo dopo essersi visto negare la fascia da capitano della squadra capitolina e che, per tutta risposta, decise di accasarsi alla Beneamata; un po’ come Keita qualche anno dopo, non convinto di rinnovare il proprio contratto con i biancocelesti e che lasciò Roma direzione Monaco e poi, in prestito, Milano.

Forse l’immagine più celebre di uno degli ultimi Lazio-Inter: biancocelesti e nerazzurri si giocano il quarto posto – e il conseguente accesso alla Champions League – in uno scontro diretto all’ultima giornata. La Lazio è in vantaggio 2 a 1 al 77esimo ma, appena un minuto dopo, il difensore biancoceleste Stefan de Vrij – già promesso sposo all’Inter la stagione successiva – causa il rigore del momentaneo 2-2, al quale pochi minuti dopo seguirà il 2-3 siglato da Vecino che regalerà l’accesso alla competizione europea ai nerazzurri

Arriviamo così ad oggi: nel LazioInter di domani, infatti – infortuni e scelte tattiche permettendo –, dovrebbero esserci ben tre protagonisti che, a modo loro, hanno segnato la storia recente della Lazio. Parliamo di Stefan de Vrij – le cui vicissitudini si possono leggere nella didascalia riportata poc’anzi –, Joaquìn Correa – autore del gol del 2 a 0 che regalò un’indimenticabile Coppa Italia ai biancocelesti contro l’Atalanta – e soprattutto Simone Inzaghi, tecnico delle Aquile per ben 5 stagioni e rimasto nel cuore di tanti, tantissimi tifosi laziali dei quali molti però non hanno perdonato il suo passaggio estivo all’Inter, soprattutto per le modalità con cui esso è avvenuto. 

Insomma, è chiaro che il match che andrà in scena tra poco più di 24 ore sia molto, molto sentito da entrambi le parti e, nonostante un forte gemellaggio tra le tifoserie e una simpatia reciproca più o meno soffusa, il mercato ha irrimediabilmente inciso sulla storia che lega questi due club. Molti dei protagonisti della sfida di domani affronteranno in campo quelli che fino a pochi mesi fa erano compagni e che invece, adesso, sono avversari: si gioca Lazio-Inter, ormai divenuta “La partita degli ex”.

Fonti foto: Eurosport, Gazzetta del Sud, CalcioMercato.com

Fabrizio Scarfò

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