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Lazio e Fiorentina umiliate: l’Europa non è la Serie A

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Lazio
Fonte foto: Il Giornale

Biancocelesti e Viola hanno subito due pesanti sconfitte rispettivamente in Danimarca e in Turchia. Mentalità ed esperienza le attenuanti

Giovedì europeo con più che ombre che luci per l’Italia. La sola vittoria della Roma contro l’Helsinki (3-0) non può certamente distogliere lo sguardo verso le figuracce di Lazio e Fiorentina in Europa e Conference League. Due sconfitte nette e sonore che hanno denunciato le lacune di entrambe le squadre. Difficoltà soprattutto mentali e organizzative con la squadra di Sarri naufragata sul campo del modesto Midtjylland 5-1 e i viola di Italiano demoliti dal Basaksehir di Erdogan per 3-0. Due umiliazioni che dovranno essere di insegnamento non solo per le due misere protagoniste ma in generale per tutte le squadre italiane in Europa.

CONTA LA TESTA

Il fattore psicologico è una delle determinanti maggiori per avere successo in Europa. Senza l’atteggiamento giusto, senza una mentalità da squadra, il rischio Caporetto è praticamente dietro l’angolo contro qualsiasi tipo di avversario. Lo ha dimostrato lo scorso anno la Roma, umiliata 6-1 in Norvegia dal Bodo Glimt, e si sono ripetute quest’anno Lazio e Fiorentina. Guai a sottovalutare l’avversario. In Europa non si scappa. Se con la testa non si è concentrati al 100% ogni partita può trasformarsi in un ‘dramma sportivo’. In conferenza stampa, Sarri ha probabilmente spiegato al meglio la prestazione e l’atteggiamento posti dalla sua Lazio in Danimarca: presunzione. Presunzione di aver vinto la partita ancora prima di entrare in campo, presunzione sia tecnica che mentale. Il risultato: 5-1 e Midtjylland dirompente sotto tutti i punti di vista. La differenza tra l’Italia e l’Europa è proprio qui. Se in Serie A anche se non sei mentalmente in partita alla fine dei giochi la tua partita la porti a casa; in Europa è un’altra storia: se fisicamente e soprattutto mentalmente non ci sei anche il semplice pareggio rischia di diventare una chimera.

FATTORE ESPERIENZA

La parola presunzione è anche ben visibile nella sconfitta della Fiorentina in Turchia. Eloquenti le parole di Biraghi: “Ci sentiamo bravi ma non lo siamo“. Oltre a ciò, in casa viola un altro fattore che manca è l’esperienza. Qui bisogna chiamare in causa mister Vincenzo Italiano. Il tecnico di origini siciliane sta patendo non poche difficoltà. L’ampio turnover tra campionato e coppa e la mancanza di un’alternativa tattica valida non sta aiutando la sua squadra, ormai in balia quasi sempre dell’avversario. L’unica arma che ha ad oggi la Viola è quella del possesso palla sterile. Tanto fraseggio ma poca incisività. Alla Fiorentina manca imprevedibilità, personalità nel puntare l’uomo, coraggio nel fare la giocata. Il continuo cambiare formazione sicuramente non aiuta i giocatori in termini di fiducia e continuità. Quel “Abbiamo perso l’anima” in sala stampa è la fotografia del momento viola. Urge una svolta e anche immediata.

Sandro Caramazza

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