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L’Atalanta e Ilicic fanno impazzire chi “sta a casa”! Valencia battuto ed è storia: analisi e pagelle

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Fonte calciomercato.com

Al Mestalla finisce 4-3 per la Dea il ritorno degli ottavi di Champions League, lo sloveno fa poker. Quarti di finale per una squadra esordiente: mai successo

La situazione non è certo delle migliori. La serie A è bloccata almeno fino al 3 aprile, l’Uefa però non si ferma. L’Atalanta lascia per il momento un’Italia in piena emergenza coronavirus e vola a Valencia. C’è un motivo in più quindi, se mai ce ne fosse stato bisogno, per accogliere l’invito rivolto a tutti i cittadini italiani di rimanere a casa. La Dea gioca per la storia, raggiungere cioè i quarti di Champions League. Per un’ora e mezza Gomez e compagni dovranno scollegarsi dagli immancabili pensieri rivolti alla nostra penisola.

Il 4-1 dell’andata rassicura ma non troppo i nerazzurri capaci in passato di imprese ma anche di cadute rovinose. Clima surreale al Mestalla, le porte chiuse favoriranno un poco i ragazzi di Gasperini che non avranno di fronte la caliente atmosfera del catino spagnolo. Formazione prevedibile per gli orobici, Gollini non recupera dentro quindi Sportiello, Caldara in difesa e attacco leggero. Per tentare l’impresa Celades sceglie la coppia Gameiro-Rodrigo di punta. Arbitra l’incontro il romeno Hategan.

Primo tempo

Atalanta che inizia col piglio giusto e bastano due minuti ad Ilicic per seminare il panico in area valenciana, lo sloveno quasi sul fondo finta il cross e Diakhaby ci casca alla grande stendendolo. Nessun dubbio per l’arbitro, calcio di rigore. Dal dischetto va lo stesso Ilicic, tiro centrale ma Cillessen va da una parte, Dea in vantaggio. Il Valencia colpito a freddo cerca di ricomporsi. Il match ora è equilibrato, i padroni di casa rispondono con un tiro dalla distanza di Rodrigo al 9′, Sportiello è attento e respinge. Gli spagnoli prendono campo ma non sono pericolosi, i nerazzurri temibili in ripartenza.

Al 21′ un fulmine a ciel sereno. Palla persa a centrocampo da de Roon, Rodrigo ne approfitta e con una palla filtrante va a pescare Gameiro. Palomino anticipa l’attaccante ma non fa altro che accomodargli la sfera davanti Sportiello. Il numero nove di casa controlla di suola e mette in rete aggirando il portiere, parità al Mestalla.

La gara ora è riaperta ma i ritmi si abbassano. Al 40′ ancora Ilicic attivo in area avversaria, prova a superare due avversari ma non ci riesce per il tocco di un difensore. Il giocatore atalantino protesta subito, l’arbitro è richiamato al monitor. Diakhaby, ancora lui, peggiora il suo match ulteriormente, suo il fallo di mano evidenziato dalle immagini, altro rigore per l’Atalanta. Dagli undici metri Ilicic è implacabile, 2-1 Atalanta e squadra di Gasperini con un piede e mezzo nella storia. Prima dell’intervallo de Roon, colpito duro precedentemente, non ce la fa, dentro Duvan Zapata e squadre negli spogliatoi.

Secondo tempo

Ripresa che inizia come la prima parte. AL 50′ gran controllo al limite dell’area di Freuler che esplode il destro, palla sulla traversa. Il Valencia risponde e fa subito male. Minuto 51, una palla vagante finisce sulla destra per Torres, cross perfetto e incornata di Gameiro, palla nel sacco con Sportiello immobile, è 2-2. L’Atalanta subisce il colpo e gli spagnoli prendono campo e fiducia. Lo stesso Gameiro ha la palla buona in area al 55′ ma il suo tiro è impreciso. Metà secondo tempo, palla a centrocampo per Parejo che coglie impreparata la retroguardia nerazzurra e lancia nello spazio Ferran Torres. Una prateria si apre per l’esterno che solo davanti a Sportiello lo beffa con un pallonetto preciso. Valencia avanti e punteggio che si fa pericoloso.

L’Atalanta, però, reagisce subito incurante dello svantaggio. Hateboer lancia Zapata defilato in area, il colombiano incrocia con potenza in porta, Cillessen si supera col piede. Padroni di casa che provano a riversarsi in avanti ma un minuto dopo perdono una palla sanguinosa al limite dell’area atalantina, la squadra del Gasp parte in contropiede. Ilicic e Zapata scambiano, il cross della punta viene sporcato con la sfera che torna allo sloveno. Quest’ultimo si apre lo spazio con una finta e col mancino a incrociare fulmina ancora l’estremo avversario, 3-3 e tripletta per Ilicic che prenota il pallone.

Il match è ormai in cassaforte, il Valencia mette dentro tutti i giocatori offensivi disponibili. L’Atalanta ringrazia e all’ennesimo contropiede all’82’ ecco una bellissima azione fatta di scambi tra Zapata e Freuler, lo svizzero arrivato al limite dell’area avversaria scarica ancora una volta per Ilicic che solissimo piazza un interno sinistro sotto l’incrocio. Punto esclamativo a una partita sontuosa dello sloveno, quattro gol per lui. Ultimi tentativi del Valencia per non perderla ma non c’è nulla da fare, vince la Dea e quarti di finale storici per lei, mai c’era riuscita una esordiente in Champions League.

Gasperini piazza un’altra grandissima prestazione, la sua macchina da gol è arrivata a 86 reti stagionali e punta alla cifra tonda. Ora i quarti da giocarsi senza aver nulla da perdere.

Valencia di Celades che mostra un buon impianto di gioco ma una difesa scellerata lo affonda in un match già difficile in partenza.

Queste le parole di Gian Piero Gasperini dedicate ai tifosi in Italia: “Siamo molto felici per quello che questo risultato rappresenta per un territorio che sta soffrendo così tanto. Sappiamo che tanta gente ci ha seguito a casa, non può uscire a festeggiare. Ma avremo tempo per farlo a giugno a fine campionato: faremo una grande festa per tutto, anche per questo pericolo che sconfiggeremo.

Poi sulla Champions e sulla partita: “Dopo un inizio difficile di questa competizione abbiamo preso un po’ le misure: ora siamo a quattro vittorie di fila. Il rigore iniziale è stato un’ulteriore iniezione di fiducia. Nel primo tempo abbiamo un po’ faticato, ma siamo andati molto bene nella ripresa. Non è mai facile, tante cose condizionavano un po’ la partita. Abbiamo preso gol evitabili ma fatto anche tante cose buone. Volevamo vincere, non volevamo uscire solo con un risultato positivo, ma l’intenzione era confermare con una vittoria quello che di buono abbiamo fatto in questo quarto di finale”.

Pagelle

Sportiello 6,5: le porte chiuse sottolineano i suoi continui richiami alla difesa, concentrato e bravo a salvare le occasioni che lo chiamano in causa, nulla può sui gol.

Caldara 6,5: il più concentrato in difesa, dà segnali importanti per il futuro.

Palomino 5: troppi errori nonostante la vittoria, una prestazione la sua insufficiente, dalle sue parti arrivano i pericoli.

Djimsiti 6: ci mette il fisico e qualche sgroppata offensiva, tiene come può.

Hateboer 6,5: primo tempo timido, nella ripresa fa vedere quello di cui è capace con corsa e inserimenti sempre temibili per gli avversari.

de Roon 5,5: tiene bene lì in mezzo ma da un suo contrasto perso nasce l’azione del primo pareggio, prende una manata da Rodrigo e deve uscire (dal 44′ del p.t. D.Zapata 6: a volte troppo macchinoso, altre sbaraglia gli avversari col fisico aprendo spazi per i compagni, una gran parata del portiere avversario gli nega il gol).

Freuler 7: gran partita dello svizzero solita diga centrale ma anche inserimenti da trequartista consumato. Prende una traversa e poi piazza la stupenda l’azione che lo porta all’assist per il gol vittoria.

Gosens 6: meno arrembante del solito, fa il suo sulla corsia mancina.

Pasalic 6,5: prezioso elemento sia da supporto offensivo sia quando deve arretrare (dal 38′ del s.t. Tameze s.v.).

Ilicic 9: ormai finiti gli aggettivi per lo sloveno che mette a ferro e fuoco la difesa valenciana già dal primo minuto. Un sinistro fatato e una tecnica che lo mette di diritto tra i migliori trequartisti/attaccanti d’Europa. Quattro gol e una prestazione da consegnare agli annali.

Gomez 6,5: cattura poco l’occhio ma mette la sua classe a servizio della squadra, fa sempre la cosa giusta e prende diversi falli importanti (dal 33′ del s.t. Malinovskyi s.v.).

Gasperini 7,5: il miracolo continua. La sua Atalanta diverte, segna e vince, quarti di finali storici se pensiamo anche a come era iniziata questa competizione. Con il suo calcio sta incantando l’Europa e ora può sognare.

Glauco Dusso

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