Home News La vittoria più grande. Mohamed vince il campionato messicano e dedica la...

La vittoria più grande. Mohamed vince il campionato messicano e dedica la vittoria al figlio scomparso

1

Il tecnico del Monterrey, conosciuto recentemente per la lite furente con Jurgen Klopp, allenatore del Liverpool, riesce a conquistare ai rigori la prima divisione messicana e dedicarla a Farid, venuto a mancare a soli 13 anni

Certe storie vanno raccontate, toccate piano, come si direbbe, ma in questo caso toccate comunque. Vita vissuta e trasudata che porta ad interrogarsi e riflettere. Ed è quando ci si pone delle domande, alle quali non è possibile scientemente rispondere, che l’essere umano pensiero cresce e si elabora, cerca risposte che non trova, perché non tangibili. Nel panteismo “Dio è Tutto” e “Tutto è Dio”, probabilmente, e non volendo entrare nel merito delle ideologie religiose, in quel piccolo life game di 90 minuti della gara, Antonio Mohamed, ha compreso il senso stesso della vita. Il cosiddetto “qui e ora”, in altre parole, l’urgenza e l’immediatezza che gli sarebbe servita per compiere un’impresa dal valore indescrivibile per tifosi e appassionati del calcio, ma che per lui avrebbe toccato il vertice più alto della spiritualità e consacrazione, come tifoso, allenatore ma soprattutto padre.


LA STORIA – L’allenatore del Monterrey, squadra della prima divisione messicana, la sera del 30 Dicembre 2019, al termine di un’andata e ritorno da brividi contro il Club América, vince ai rigori lo scudetto messicano, tiro dal dischetto decisivo di Leonel Vangioni, ex Milan. Un valore, oltre che sportivo, sentimentale per l’allenatore che diversi anni prima aveva promesso la vittoria del trofeo della squadra del cuore, al figlioletto di 13 anni Farid, scomparso a causa di una sciagura nel 2006, mentre insieme alla famiglia seguiva l’Argentina di Messi in Germania, dove si disputava la Coppa del Mondo. Durante quelle giornate di calcio puro accadde qualcosa di terribile: un violentissimo incidente stradale, dove perse la vita proprio il piccoletto e che procurò gravi ferite alla gamba del padre. In punto di morte la promessa fatta di riuscire a far vincere il titolo più blasonato al Monterrey, la squadra tanto adorata dal figlio. L’esserci riuscito magari avrà creato i presupposti per Mohamed di placare o smussare, quanto meno, quel senso di colpa che qualsiasi genitore avrebbe per la perdita prematura di un figlio.


LA STORIA – L’allenatore del Monterrey, squadra della prima divisione messicana, la sera del 30 Dicembre 2019, al termine di un’andata e ritorno da brividi contro il Club América, vince ai rigori lo scudetto messicano, tiro dal dischetto decisivo di Leonel Vangioni, ex Milan. Un valore, oltre che sportivo, sentimentale per l’allenatore che diversi anni prima aveva promesso la vittoria del trofeo della squadra del cuore, al figlioletto di 13 anni Farid, scomparso a causa di una sciagura nel 2006, mentre insieme alla famiglia seguiva l’Argentina di Messi in Germania, dove si disputava la Coppa del Mondo. Durante quelle giornate di calcio puro accadde qualcosa di terribile: un violentissimo incidente stradale, dove perse la vita proprio il piccoletto e che procurò gravi ferite alla gamba del padre. In punto di morte la promessa fatta di riuscire a far vincere il titolo più blasonato al Monterrey, la squadra tanto adorata dal figlio. L’esserci riuscito magari avrà creato i presupposti per Mohamed di placare o smussare, quanto meno, quel senso di colpa che qualsiasi genitore avrebbe per la perdita prematura di un figlio.

Fonte della foto: inews24.it

Cesare D’Agostino

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.