Tramite IM Coach, l’app che rivoluziona il calcio, la nostra massima serie è all’avanguardia rispetto agli altri top campionati europei, vediamo come e perché
In Italia il modo migliore per seguire le partite è stare in panchina! Conclusione semplice si dirà, ma il concetto è molto più ampio di quanto si possa pensare, perché ciò che vedono e analizzano, l’allenatore e gli assistenti al seguito della squadra, dal monitor sempre a loro portata, è frutto di un programma molto complesso, nonché costoso. L’App IM Coach permette di avere dati concreti nell’immediato, consentendo quindi di seguire la partita non solo ocularmente, ma anche comprendendo istantaneamente quanto i calciatori in campo stiano dando e come si sviluppa il gioco grazie ad una tecnologia che non hanno negli altri top campionati in Europa; anche allenatori o Match Analyst che, in questi anni, si sono affacciati alla Serie A per la prima volta, ne sono rimasti stupiti!

Parliamo di una tecnologia che rende visibile quello che finora era invisibile, unica nel suo genere, con un software avanzatissimo, gli algoritmi del quale, grazie alle immagini delle telecamere agganciate alle coperture delle tribune degli stadi, forniscono in tempo reale agli staff tecnici analisi dettagliatissime di ciò che sta accadendo in campo. Le telecamere riprendono grazie alla visione zenitale, cioè una prospettiva di osservazione dall’alto verso il basso, come se si guardasse da un punto situato direttamente sopra il campo, in questo caso dal cosiddetto zenit, cioè il punto più alto nel cielo, rispetto all’osservatore. Le informazioni arrivano direttamente in panchina. IM Coach non offre solo una visione dall’alto, ma anche dal campo e fa capire cosa vedono i giocatori e come prendono le loro decisioni, ne segue i movimenti in ogni zona del campo e misura le loro prestazioni sia con la palla che senza, riuscendo a far emergere tutte le caratteristiche invisibili ad occhio nudo. Dovendo/potendo scegliere tra più opzioni di passaggio, il portatore di palla ha fatto la scelta giusta nel rapporto rischio/beneficio? L’App misura sia la probabilità di perdere palla, sia l’efficacia del passaggio, con l’effettivo calcolo della percentuale di rischio e di successo di tale passaggio. Separa i calci piazzati dalle azioni di gioco e queste ultime a loro volta tra manovrate e transizioni fornendo percentuali e statistiche utili a comprendere sia la propria squadra, sia l’avversario, potendo così anche studiare contromisure per eventuali situazioni che si ripetono durante la gara. C’è davvero molto da dire su IM Coach, vi è, ad esempio, una funzione replay con cui lo staff può tornare indietro e utilizzare la ricostruzione 2D come lavagna tattica, ad esempio durante l’intervallo o un cooling break o una pausa per revisione var. Ci sono indicatori di performance calcolati negli ultimi 10 minuti per vedere gli andamenti e cosa sta accadendo live in campo, quali sono le tendenze della squadra, azioni manovrate, transizioni, trend passaggi (in parole povere quanti passaggi e la durata del possesso palla della squadra), se aumenta o diminuisce in percentuale, se dopo un goal la squadra ha iniziato a giocare più stretta, oppure ha subito meno pressing e tanto altro.

La produzione di IM Coach è della stessa azienda che cura anche VAR e Goal-Line Technology (GLT). Direttamente allo stadio le telecamere di tracking identificano la posizione esatta di ogni giocatore fornendo tali informazioni ad un data hub (sistema di archiviazione centralizzato che raccoglie, unifica e organizza dati ndr) sito a Lissone, provincia di Monza e della Brianza, dove sono sincronizzate coi dati evento, quindi tiri, passaggi, dribbling, etc. Successivamente tali dati vengono inviati, tramite un’antenna 5G, su una piattaforma cloud dove incontrano degli algoritmi di intelligenza artificiale che processano ed elaborano indicatori di performance e pubblicati, in tempo reale, su IM Coach e quindi a disposizione delle squadre che accedono in tribuna o direttamente dalla panchina. Il ritardo dell’immagine che arriva allo staff è praticamente nullo (200 millisecondi). Quando un giocatore sta per calciare il pallone, la situazione visibile sul tablet è praticamente istantanea a quanto sta avvenendo sul campo e questo permette alle squadre di studiare le situazioni appunto in tempo reale.

La Lega Serie A ha investito moltissimo con l’obiettivo di rendere il campionato più competitivo ed essendo tale sistema molto oneroso, ha deciso di fornirlo a tutti i club, perché, probabilmente, non tutte le società potrebbero permettersi software e machine learning di questo livello. Ogni allenatore ha il suo uomo di fiducia, ma servono comunque delle competenze data driven (quelle che consentono di prendere decisioni informate e strategiche basandosi sull’analisi di dati, piuttosto che sull’intuizione ndr), proprio per questo la Lega organizza due volte l’anno delle giornate di formazione per i Match e Data Analyst delle squadre.
Fonti foto: leadersinsport.com; assoanalisti.it; calcioanalytics.substack.com; mistermanager.it
Luigi A. Cerbara








