Home News La legge dell’asterisco: da Bologna all’Atalanta Inter e Inzaghi sono cresciuti insieme

La legge dell’asterisco: da Bologna all’Atalanta Inter e Inzaghi sono cresciuti insieme

Fonte eurosport.it
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Questa sera a San Siro il recupero della partita rinviata causa Supercoppa italiana, una fattispecie che ha ricordato quella di due anni fa, tremenda ricorrenza per i tifosi della Beneamata. Oggi, però, le cose sono molto diverse

Quest’anno, con la nuova formula della Supercoppa italiana in terra araba, si sono dovute rinviare della partite a data da destinarsi. Tra queste anche l’Inter. Eccolo lì, il famoso asterisco, nerazzurri con una gara in meno e avversarie pronte ad assalire l’animale claudicante mettendo pressione. Ovviamente ai tifosi interisti sono tremati i polsi, chiaro il rimando alla stagione 21/22 e via agli scongiuri.

Il match da recuperare rievoca all’ambiente Inter quel terribile 27 aprile 2022 di Bologna. Il motivo del rinvio fu diverso, infatti a gennaio di quello stesso anno la gara non fu disputata per i numerosi casi Covid all’interno della rosa felsinea con conseguente intervento dell’ Asl. L’Inter provò il ricorso, per ottenere il 3-0 a tavolino, fallendo. Il problema fu la data del recupero, quasi 4 mesi dopo. Sappiamo benissimo che in una stagione calcistica quel lasso di tempo è una vita intera. La prima Inter di Simone Inzaghi aveva incantato fino a quel momento. Il dominio in serie A era incontrastato e già i discorsi su uno scudetto annunciato serpeggiavano.

L’asterisco, però, si abbatté come una maledizione. Tra il rinvio e il recupero i meccanismi quasi perfetti della compagine nerazzurra andarono in tilt e febbraio con marzo furono shoccanti. 7 punti in 7 partite e il peso di quella gara da recuperare che aumentava col passare del tempo. In tutto questo il Milan ne approfittò sopravanzando i cugini e schiacciando sotto una pressione che calciatori e allenatore in quel momento storico evidentemente non hanno saputo gestire. A Bologna l’Inter cadde, la papera di Radu per il 2-1 rossoblu fu solo l’espediente per giustificare una squadra che gettò alle ortiche una gara (e un campionato) assolutamente da non fallire. Il finale di torneo ce lo ricordiamo tutti.

A quasi due anni di distanza, però, le cose sono molto cambiate. Certo, alla comunicazione del rinvio, stavolta tutt’altro che improvviso, molti hanno sudato freddo. Le analogie c’erano. Una gara da giocare dopo, un altro spinoso asterisco e un’altra avversaria alle spalle che non perdeva un colpo, stavolta la Juventus. Ad aggravare il tutto proprio il sorpasso dei bianconeri, primi in classifica mentre Lautaro a Riad alzava la Supercoppa italiana.

Troppe analogie per stare tranquilli. Stavolta, però, qualcosa di diverso c’è. Proprio quello che aveva tradito due anni prima ora si è rinforzato. La squadra ha compiuto quel processo di maturazione che evidentemente era necessario, così come l’allenatore. Simone Inzaghi ha gestito alla grande le forze a disposizione e gli impegni, nonché il lato psicologico, fattore da non sottovalutare. L’Inter ha capovolto la situazione, ha messo lei pressione alle altre squadre che man mano si sono sgretolate. La sicurezza e la facilità di vittoria, soprattutto in questo 2024, ha fatto venir meno le certezze alle avversarie e cementato quelle interiste.

Col passare dei match la Juventus di Allegri è caduta rovinosamente, il Milan, che poteva ancora avere velleità tricolori, lo stesso. I ragazzi di Inzaghi, che hanno vinto tutte le partite a loro disposizione in questo 2024, hanno rimpicciolito l’asterisco sino a farlo diventare un puntino. La partita con l’Atalanta, ora, è diventata un bonus. Il +9 sulla Vecchia Signora rende la gara di stasera intrigante ma senza grosse pressioni. L’Inter può permettersi qualsiasi risultato. Se vince avrà chiuso a doppia mandata il torneo, con un pareggio quasi, con una sconfitta rimarrà ad ampia distanza da chi insegue. Lo spettro di Bologna è stato scacciato come moderni Ghostbusters. Nota a margine è il fatto che Arnautovic, tra i castigatori dei nerazzurri quella volta al Dall’Ara, ora è amico. Chissà che non possa essere proprio lui a segnare il gol vittoria. Sarebbe uno straordinario epilogo de “La legge dell’asterisco”.

Glauco Dusso

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