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La Lega sceglie di non decidere: caos allenamenti in Serie A

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Nulla di fatto nell’assemblea di ieri. Le posizioni dei club restano invariate e arrivano le critiche di Tommasi

Doveva essere un’assemblea chiarificatrice e soprattutto organizzativa, ma alla fine la Lega di Serie A ha scelto di non decidere, riguardo alla ripresa degli allenamenti dei club. Dunque resta tutto invariato, con alcuni presidenti che annunciano la ripresa delle sessioni per la prossima settimana, mentre altri restano in attesa di capire come si svilupperà il contagio, ma soprattutto quando si tornerà ufficialmente in campo: una decisione che probabilmente dipenderà proprio dall’evolversi di questa emergenza sanitaria che vede ancora lontano il suo picco.

La prima delle squadre di Serie A che tornerà al lavoro sarà il Napoli, che ha fissato la ripresa dell’attività agonistica per mercoledi 25 marzo. Una follia se si considera appunto che il picco dei contagi ancora non si è manifestato e che soprattutto il centro-sud è una delle zone più a rischio.

Un altro dei presidenti irremovibili sull’argomento è stato Lotito, il primo tra i promotori della ripresa degli allenamenti, il quale aveva già annunciato che la Lazio sarebbe tornata in campo lunedi 23, ma ora sembra orientato a spostare la ripresa a giovedi 26.

Molto duro e critico sulla vicenda il presidente dell’Aic Damiano Tommasi: “Chi pensa di avvantaggiarsi facendo allenare i suoi tesserati, non so cosa abbia in mente. Lo dico senza voler fare polemiche perché questo non è il momento delle polemiche. Allenarsi ora, due mesi prima della ripresa del campionato, però non ha senso. Ed è pure pericoloso. In Spagna ci sono decine di giocatori positivi, mentre in Italia magari non tutti hanno fatto il test e ci sono più asintomatici di quelli che si pensa”.

Damiano Tommasi, presidente dell’Aic

Tommasi poi si è espresso anche sul tema dei contagi tra gli stessi calciatori e il possibile taglio degli stipendi: “Siamo in contatto diretto con i calciatori contagiati e con i nostri consulenti medici. Ci stiamo ponendo il tema delle conseguenze che questo virus lascerà sui corpi dei contagiati e degli asintomatici. Non è una cosa da sottovalutare o da banalizzare una polmonite di questo tipo. I primi interessati alla sostenibilità del sistema calcio sono gli stessi calciatori e tutte le persone che ci lavorano. Siamo consapevoli che quello inerente i contratti sia un tema da affrontare, ma non adesso. Prima vanno quantificati i danni e questo procedimento è possibile solo quando sapremo se la stagione finirà o no. Il problema del taglio degli stipendi va posto a tempo debito. L’AIC non può imporre ai calciatori di accettare eventuali tagli”,

Il taglio degli stipendi dei calciatori è stato al centro dell’assemblea di Lega di ieri, ma anche su questo tema, come accaduto per molti altri negli ultimi vent’anni, la Lega ha scelto di non decidere rinviando il tutto.

Fonti foto: Pianteamilan.it; Gazzetta.it

Leonardo Tardioli

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