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La Fiorentina è tornata: gioco, organico e un crack di livello assoluto

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Fonte foto: Il Napolista

Buonissima stagione della Viola che ieri ha raggiunto i quarti di Coppa Italia battendo il Napoli 2-5. Italiano ha portato una nuova primavera a Firenze, con Vlahovic leader indiscusso

Dov’è può arrivare questa Fiorentina? Soltanto, il tempo potrà dirlo, ma dopo un girone d’andata e uno di ritorno appena iniziato, si può tranquillamente dire che la Viola sia tornata. Con 32 punti messi in cascina dopo 20 giornate e un quarto di finale di Coppa Italia raggiunto rifilando una ‘manita’ al Napoli (al Maradona), la stagione della Fiorentina può considerarsi ampiamente positiva e pensare che alla vigilia di campionato, la situazione appariva completamente diversa. Un allenatore durato il tempo di un caffè (Gattuso), un giocatore come Dusan Vlahovic con la valigia in mano, l’arrivo di un tecnico che per quanto giovane e competente, veniva visto dal popolo viola come una ruota di scorta dopo il pasticcio con Ringhio. In soli cinque mesi tutto è cambiato. Cambiamento avvenuto grazie al lavoro sodo e costante di Italiano che ha plasmato e migliorato una rosa giovane e ricca di talento. Una rosa che gioca a calcio e detta calcio in tutti i campi d’Italia.

IL GIOCO E ORGANICO

Ciò che risalta all’occhio della Fiorentina è sicuramente il suo modo di giocare. Un 4-3-3 sempre in verticale e offensivo che trova in Vlahovic il suo perfetto catalizzatore di palloni. Italiano ha cambiato il modo di intendere calcio a Firenze passando da una squadra prandelliana prima e iachiniana poi molto più passiva con difesa e baricentro bassi, ad una filosofia di calcio più rivolta ad offendere che a difendere. Oltre al gioco, la forza della Viola è anche l’organico. La rosa della Fiorentina, infatti, è decisamente profonda e anche di livello rafforzata nel mese di gennaio grazie all’arrivo di Ikone e Piatek. Si tratta di un fattore da non sottovalutare poiché in un campionato così equilibrato e stancante (visto il calendario) e con il rischio infortuni e Covid-19 sempre in agguato, possedere un organico profondo alla lunga darà un un grande vantaggio.

IL PROTAGONISTA

L’attore protagonista di questa Fiorentina però porta il nome di Vlahovic. Ventuno reti lo scorso anno, già a 19 in 23 partite stagionali (Serie A e Coppa Italia) quest’anno. Numeri da urlo di un vero e proprio crack che in estate sembrava sul punto di lasciare Firenze. Il serbo è senza alcun dubbio il più forte attaccante del campionato, giocatore che ha pochissimo se non nulla da invidiare ai grandi d’Europa (Haland, Lewandowski, Benzema). Vlahovic è il prototipo dell’attaccante moderno: forte fisicamente, ottima tecnica, gran piede e testa focalizzata a crescere step by step. In estate, probabilmente, lascerà la Fiorentina ma per il momento Firenze e Italiano se lo godono. I presupposti per una stagione da chiudere con i fiocchi ci sono: Europa e Coppa Italia non sono una chimera.

Sandro Caramazza

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