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La Coppa Italia per salvare la faccia

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La clamorosa sconfitta con il Chievo di sabato ha sancito, quasi definitivamente, l’addio alle ambizioni di un piazzamento Champions dei biancocelesti, cui non resta che aggrapparsi alla coppa nazionale

Un punto conquistato tra SPAL, Sassuolo e Chievo e una vittoria nelle ultime cinque giornate, un 2-0 casalingo ad una Udinese rimasta probabilmente in Friuli per quanto mostrato in campo, sono questi i numeri impietosi che quasi certamente hanno posto il veto sulla stagione della Lazio, dimostratasi, come era facilmente intuibile anche ad inizio annata, non sufficentemente attrezzata per competere per la quarta posizione in classifica, nonostante qualcuno paventasse di una “Ferrari” ingolfata, mentre forse si trattava di un’utilitaria abituata a viaggiare oltre velocità.

E mentre tutti i giocatori, Milinkovic per primo, sembrano aver ormai realizzato quale sia la reale dimensione dei capitolini, mostrando di volta in volta il peggio che il loro repertorio possa offrire, non resta al povero Inzaghi, già sul banco degli imputati, di certo non per sue colpe, che raccogliere i pezzi di quanto rimasto e tentare di far gruppo per affrontare il ritorno della semifinale di Coppa Italia in programma domani a Milano, dove i biancocelesti incontreranno un altrettanto in crisi di risultati Milan, che come loro proviene da una sola vittoria nell’ultimo mese, ironia della sorte proprio contro i ragazzi di Inzaghi che, come da tradizione, hanno mancato la vittoria a San Siro nell’ultimo confronto, cabala che non accenna a cambiare da 30 anni ad oggi.

A sostenere la Lazio saranno presenti oltre 4000 tifosi, che occuperanno quasi tutto il settore ospiti di San Siro, per quella che sarà la partita che rappresenterà la rivincita per gli sbeffeggi ricevuti dopo l’ultimo match di campionato, culminato nel siparietto di Kessie e Bakayoko che hanno sventolato la maglia di Acerbi sotto la curva rossonera, volendo irridere il difensore capitolino ma aizzandosi contro un’intera tifoseria che domani non tollererà altro risultato fuorchè la vittoria per riscattare l’onta subìta.

Ed anche qualora la Lazio riuscisse nella doppia impresa, vincendo domani e l’eventuale finale, non si dovrà però avere l’illusione di un’annata oltremodo positiva, perchè resterà comunque il rammarico di ciò che si poteva fare e non è stato fatto, preferendo aggiungere un ulteriore “scudetto del bilancio” alla bacheca, piuttosto che competere per traguardi concreti.

(fonte foto: iltempo.it)

Simone Pinto

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