Home News La bandiera che diventa allenatore: non sempre va nel verso giusto

La bandiera che diventa allenatore: non sempre va nel verso giusto

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Fonte foto: GDM; bola.okezone; vanity fair

A volte la seconda vita nel proprio club storico non porta i risultati sperati. Lo sa bene Solskjaer, che si aggiunge ad una schiera di illustri colleghi

Certi amori non finiscono fanno dei giri immensi e poi ritornano. A volte però è meglio che girino l’angolo per non incappare in qualche brutta disavventura. Sono tante le ex bandiere poi divenute anche allenatori nei propri club. C’è chi si è riconfermato, diventando grande da calciatore e trasformandosi in leggenda qualche anno più tardi nelle vesti da tecnico. Dal top Pep Guardiola passando per Carlo Ancelotti fino ad arrivare a Zizou Zidane per citare i tre nomi più altisonanti. C’è chi invece, non è riuscito a riconfermarsi nella carriera da allenatore. L’ultimo in ordine cronologico è Ole Gunnar Solskjaer (clicca QUI per saperne di più) al Manchester United. L’appena ex tecnico norvegese si aggiunge ad una grande schiera di ex bandiere ricordate più per le gesta sul prato verde che per i trofei vinti dalla panchina.

OLE GUNNAR SOLKJAER

Iniziando dal più recente, Solskjaer, dopo 12 anni di vittorie da calciatore con la maglia del Manchester United, l’eroe di Barcellona ’99 è diventato manager ufficiale dei Red Devils nel marzo del 2019 (ad interim da dicembre). Incarico che ha lasciato proprio ieri dopo 168 panchine condite da 91 vittorie, 37 pareggi e 40 sconfitte. Miglior risultato: il secondo posto dello scorso anno e i 12 punti di distacco dal City campione.

FRANK LAMPARD

Rimanendo in terra britannica, non si può non citare la doppia esperienza prima da calciatore e poi da allenatore di Lampard al Chelsea. Il giocatore Blues per eccellenza dopo le 13 stagioni da assoluto leader a Londra fa ritorno nelle vesti da manager nel 2019. Dopo il quarto posto del primo anno viene esonerato per cedere il posto a Tuchel l’anno successivo. L’epilogo è ovviamente noto a tutti.

KENNY DALGLISH

Per chiudere con il campionato di Sua Maestà, non bisogna dimenticare la terza vita di Dalglish al Liverpool. Terza perché il campione scozzese ha vissuto in maglia Reds complessivamente 14 anni tra il 1977 e il 1990 e infine nel 2011-12. Durante la prima vita, quella sul campo, si è portato a casa 25 trofei, nella seconda, da allenatore ben 9, mentre nella terza sempre da tecnico Reds dal 2011 al 2012, condusse la squadra ad un misero sesto e ottavo piazzamento. Unico sussulto, la vittoria della Coppa di Lega.

FILIPPO INZAGHI

In questa carrellata, c’è anche l’Italia e la Serie A. Come infatti non citare Inzaghi, passato dalla caterva di gol segnati con la maglia del Milan (e non solo), 300 circa complessivi, alla negativa esperienza sulla stessa panchina rossonera qualche anno più tardi. Preso come scommessa dall’allora dirigenza Berlusconi, a Milano condusse la squadra per una sola stagione, 2014/15, chiudendo l’annata con un clamoroso decimo posto in campionato.

CLARENCE SEEDORF

A riprova degli anni piuttosto difficili per il Milan, bisogna ricordare anche la breve parentesi Seedorf. L’olandese, stella assoluta del Diavolo dominatore in Europa durante la prima metà degli anni 2000, ritorna in rossonero da allenatore nel gennaio del 2014 al posto di Massimiliano Allegri. Per lui: 22 panchine, 11 vittorie, 2 pareggi e 9 sconfitte. Numeri negativi con un ottavo posto finale.

CIRO FERRARA

A quanto pare, la nota canzone di Venditti citata ad inizio pezzo ha fatto parecchio seguito in Italia. Lo sanno bene anche i tifosi della Juventus che durante le annose stagioni pre nove scudetti dovettero fare i conti con qualche ritorno illustre. Dopo 11 trionfanti annate con la casacca bianconera, Ferrara venne richiamato nel maggio del 2009 a guidare la Juventus dalla panchina. La sua avventura si chiude con un esonero a fine gennaio 2010.

DANNY BLIND

Dall’Italia si passa all’Olanda per approdare in casa Ajax. Il grande capitano Blind, bandiera indiscussa e vincitore di ben 17 trofei da calciatore con i lancieri, ebbe anche un passato come allenatore della prima squadra tra il 2004 e il 2006. La sua non fu un’esperienza indimenticabile anche se rispetto ai colleghi citati in precedenza, riuscì a portarsi a casa due trofei: una Supercoppa e una Coppa dei Paesi Bassi.

RONALD KOEMAN

Da una leggenda oranje ad un’altra, ovvero Koeman. Dopo i sei meravigliosi anni da calciatore a Barcellona (10 trofei vinti), ‘Rambo’ fa ritorno al Camp Nou proprio nella stagione scorsa per risollevare una squadra in crisi di vittorie e risultati. Chiude l’annata 2020/21 con un terzo posto in classifica e una Coppa di Spagna venendo esonerato ad ottobre. Al suo posto, un’altra ex bandiera azulgrana come Xavi.

Sandro Caramazza

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