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Klinsmann: l’uomo dal gol decisivo

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Storia dell’attaccante tedesco che, nel giro di un anno, ha legato indissolubilmente la sua carriera all’Italia

17 maggio 1989, lo Stoccarda di Kilnsmann pareggia in casa contro il Napoli per 3-3 perdendo la finale di Coppa UEFA.

Quel 17 maggio può essere considerato la data d’inizio dell’avventura, del biondo centravanti tedesco, con la società meneghina.

La dirigenza dello Stoccarda, al termine della gara, ufficializzò l’addio del suo attaccante facendo andare su tutte le furie la dirigenza dell’Inter che contava sul silenzio dei teutonici, i quali risposero laconicamente che l’accordo di silenzio era fino al 30 aprile.

Questa piccola polemica non tocca affatto l’attaccante della (allora) Germania Ovest ed appena arriva in Italia risulta subito decisivo: pur non segnando vince la Super Coppa Italiana contro la Sampdoria e segna il suo primo gol italiano in Coppa Italia contro lo Spezia, togliendo le castagne dal fuoco ai suoi compagni, in una gara che era diventata più complicata del previsto.

La prima stagione di Klinsmann prosegue a gonfie vele: sigla 13 gol in campionato e 2 in Coppa Italia ed insieme a Matthaus e Brehme ( che lo avevano preceduto di un anno nel capoluogo lombardo) arriva al Mondiale italiano in forma e con l’attesa sulle spalle, che solo i grandi protagonisti sanno di avere.

Nell’ esordio contro la temuta Jugoslavia, mette subito il suo marchio e segna il secondo, dei quattro gol con il quale i teutonici supereranno gli slavi, con un gran tuffo di testa ( sfruttando il cross millimetrico del compagno di club Brehme) che muore all’angolino opposto.

Nella seconda gara, contro gli Emirati Arabi Uniti, si erige a grande protagonista: in apertura prende un palo e poi serve l’assist per il gol di Voller, un minuto dopo, sempre di testa, mette in rete la palla del 2-0.

L’ultima rete di quel mondiale la mise a segno negli ottavi di finale contro l’Olanda: la gara si giocava sempre a San Siro che era perfettamente diviso nel tifo, infatti se nella Germania giocavano i tre interisti, nei tulipani giocavano altrettanti dirimpettai del Milan ( Gullit, van Basten e Rijkaard).

Klinsmann apre le marcature con un gol da attaccante di razza, traducendo in rete un cross a metà altezza sul primo palo, girandolo perfettamente col sinistro.

Nelle gare seguenti non riuscirà più a segnare, ma il titolo di Campione del Mondo se lo meriterà a pieno.

Il titolo mondiale vinto nel suo paese d’adozione ( calcistica, s’intende) aumenta a dismisura la sua popolarità e la fiducia in se stesso, tanto che la stagione successiva metterà a segno 17 gol (14 in campionato, 3 in Coppa UEFA) e vinse il suo unico trofeo europeo in maglia nerazzurra in un derby tutto Italiano contro la Roma.

L’ ultimo anno non fu spettacolare, solo 8 gol ( 7 in campionato, 1 in Coppa Italia), ma questo non lo portò via dal cuore dei tifosi nerazzurri, anche perché i suoi gol sono sempre stati di una pesantezza eccezionale.

In maglia interista ha messo a segno 40 reti in tre stagioni, ben 27 di queste sono state decisive al fine del risultato.

Fonte foto: gettyimages.it

Firma: Alessandro Nardi

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