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Juventus, peggior partenza dal 2015 in serie A: per svoltare c’è di nuovo il derby

Fonte fanpage.it
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Sette anni fa in panchina c’era sempre Allegri e dopo nove giornate i bianconeri avevano 12 punti contro i 13 odierni, l’atmosfera dopo la sconfitta di ieri col Maccabi Haifa, però, è spettrale

Tutti in ritiro. Questa è la decisione del mondo Juve dopo la pesantissima caduta in Champions League in Israele. Ormai compromesso il cammino europeo, almeno per quanto riguarda la maggiore competizione. La dirigenza conferma Allegri e quindi ci si rituffa in campionato.

I numeri in serie A non sono certo migliori. La debacle di San Siro ha consegnato agli almanacchi la seconda peggior partenza in campionato dal 2015 a oggi. In quella stagione, la 15/16, sulla panca juventina c’era sempre il tecnico livornese che dopo 9 giornate di torneo aveva racimolato la miseria di 12 punti. Oggi sono 13 ma la squadra e il clima attorno alla Vecchia Signora sembra completamente diverso. Sette anni fa la Juventus disponeva di una rosa al massimo del proprio splendore, giocatori che l’anno prima arrivarono in finale di Champions League, senatori di un certo lignaggio come Buffon, Chiellini, Barzagli, Evra, Marchisio per fare qualche nome. Giocatori di personalità assoluta, Mandzukic su tutti. Ora non è rimasto nessuno, a parte Bonucci che, però, sembra l’ombra di sé stesso, coinvolto anche lui nel vortice degli eventi nefasti delle ultime settimane. Le due vittorie contro Bologna e Maccabi all’andata avevano illuso, sono arrivati altrettanti schiaffoni a riportare tutti sulla terra.

Squadra ora in ritiro e testa al campionato. Sabato pomeriggio non c’è una partita qualunque, c’è il derby.

Volendo tornare al 2015 la stracittadina arrivò all’undicesima giornata, mentre alla decima ci fu un’altra sconfitta, col Sassuolo. Proprio in Emilia i giocatori decisero di mettere il punto e ripartire. Infatti da lì alla fine del campionato arrivarono solo vittorie, fatta eccezione per un pareggio a Bologna e una sconfitta ininfluente a fine torneo col Verona, con lo scudetto già in tasca. Il primo successo di quella cavalcata trionfale arrivò proprio con il Torino in un match che rischiò di diventare un ennesimo stop. Segnò Cuadrado al 93′, un gol che cambiò il destino della squadra di allora. Adesso la Juve ha l’opportunità di svoltare con un turno d’anticipo sempre con il Torino, anche se le condizioni sono molto diverse. L’ambiente è depresso. Già ad ottobre si potrebbe salutare una Champions League diventata una fissazione e soprattutto fonte di guadagno per eventuali colpi di gennaio. Allegri quindi rischia di peggiorarsi, il destino gli dà una giornata di vantaggio.

Ricorrenze a parte la situazione in casa Juve è davvero da prendere con le molle. Le facce viste ieri dopo la batosta europea sono veramente lo specchio di una squadra che ha perso ogni riferimento. Lo spirito battagliero del “fino alla fine” o “vincere è l’unica cosa che conta” è svanito come la qualificazione agli ottavi di finale legata solo a un miracolo sportivo. Agnelli ha parlato di vergogna ma decide di non toccare la guida tecnica. In effetti la Juventus non cambia in corsa dalla stagione 2009/10 quando fu allontanato Ciro Ferrara per far spazio ad Alberto Zaccheroni. Da allora per 12 anni la Juventus ha sempre lasciato ai propri mister tutto l’anno a disposizione per operare. Adesso sembra succedere la stessa cosa ma è davvero difficile pensare che Allegri possa rimanere alla guida senza un svolta in campionato. Certo con un esonero sul groppone e una mancata qualificazione Champions la soluzione più plausibile sarebbe quella interna piuttosto che investire su un tecnico nuovo.

Infine la rosa. Un mercato in cui i colpi principali sono giocatori usurati dal tempo e a fine corsa. I problemi fisici di Pogba erano noti a tutti. Di Maria non era certo allenato a puntino in quel di Parigi e ieri sera ha avuto l’ennesima ricaduta muscolare che ora lo mette a rischio per il mondiale. Gli altri sembrano lasciare molte perplessità, l’unico a salvarsi pare essere Milik che ha mostrato le cose migliori, oltre a un Bremer che perlomeno ha dato garanzie dal punto di vista della tenuta giocando quasi tutti i minuti a disposizione fino ad oggi.

Sabato un nuovo capitolo di questa sciagurata prima parte di stagione bianconera, i tifosi attendono la svolta, che sia in campo o fuori. La pazienza è davvero finita.

Glauco Dusso

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