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Juventus-Lione 2-1: Cristiano Ronaldo non basta, Sarri fuori dalla Champions League. Analisi e pagelle

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I bianconeri salutano la coppa dalle grandi orecchie nonostante la doppietta del portoghese. Fatale il rigore iniziale trasformato da Depay. Dybala entra al 70′ e si infortuna dopo meno di un quarto d’ora

I Campioni d’Italia cercano all’Allianz Stadium la rimonta utile per il passaggio ai quarti di finale di Champions League contro i francesi allenati dalla vecchia conoscenza giallorossa Rudi Garcia. Si parte dall’1-0 dell’andata maturato al Parc Olympique Lyonnais grazie alla rete decisiva di Tousart (ora all’Hertha Berlino, ndr) intorno alla mezz’ora del primo tempo.
Maurizio Sarri riempie di qualità il centrocampo scegliendo Bentancur, Pjanic e Rabiot. Dybala, acciaccato, parte dalla panchina, mentre per Bernardeschi chance dal 1′ nel tridente assieme a Cristiano Ronaldo e Higuain. Tutti a disposizione in casa Lione, con Depay recuperato in extremis e schierato titolare nell’undici di partenza. Chi dovesse qualificarsi volerebbe a Lisbona per giocarsi i quarti alle Final-Eight con la vincente della sfida tra Manchester City e Real Madrid, con gli inglesi avanti nel computo totale grazie all’1-2 ottenuto all’andata al Bernabeu.

Le formazioni ufficiali:
Juventus (4-3-3) – Szczesny; Cuadrado, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Bentancur, Pjanic, Rabiot; Bernardeschi, Higuain, Cristiano Ronaldo. Allenatore: Maurizio Sarri.
Lione (3-5-2) – Lopes; Marcal, Denayer, Marcelo; Dubois, Aouar, Guimaraes, Caqueret, Cornet; Ekambi, Depay. Allenatore: Rudi Garcia.


BERNARDESCHI, SGAMBETTO GALEOTTO – Il tema della gara pare chiaro sin dalle prime battute, con la Juventus che preme alta e col Lione che inizialmente attende basso per ripartire. Proprio su un’azione veloce dei transalpini Aouar costringe Szczesny (50ª in Champions) alla parata sul primo palo al 7′. Al 10′ l’arbitro tedesco Zwayer vede e concede un calcio di rigore inizialmente paradossale a quelli di Garcia: Bentancur entra nettamente sul pallone in contrasto su Aouar: il VAR chiama il “check” ma inspiegabilmente conferma quella che pare una topica del direttore di gara. Dai replay successivi si intuisce un contatto precedente con Bernardeschi.
Depay batte Szczesny con il “cucchiaio” e il Lione va avanti al 12′.
La reazione della Juve – dopo qualche minuto d’impasse – è rabbiosa: prima un sinistro in diagonale di CR7 largo (15′) e poi una super azione personale sulla linea di fondo di Bernardeschi, che al 19′ prima salta mezzo Lione (portiere compreso) e poi viene anticipato sulla linea di porta. Giallo per Aouar al 20′. Qualche istante dopo Ronaldo va vicino al pari con un colpo di testa impreciso da posizione ghiotta.


RITMI TROPPO BASSI, SARRI “BLOCCATO” – La Juventus pecca in staticità in fase difensiva, lasciando troppo spazio al possessolineare” orchestrato dai transalpini. Tra l’altro, l’impeto di quelli di Sarri sembra esaurirsi presto, dato che per tanti minuti i bianconeri non si presentano pericolosamente dalle parti di Lopes. Alla mezz’ora Cuadrado finisce sul taccuino dei cattivi. Una zuccata debole del Pipita Higuain al 36′ non spaventa più di tanto il portiere portoghese. Al 40′ occasione d’oro per l’1-1: Bentancur viene steso al limite (ammonito Dubois) e Cristiano Ronaldo si presenta sul punto di battuta. Disegno col destro praticamente perfetto, ma il suo compagno di nazionale Lopes “sputa” miracolosamente il pallone fuori dalla porta con la mano destra.


“ZWAYER/RONALDO” PAREGGIA IL CONTO – Passano pochi secondi e Pjanic guadagna un calcio di rigore (ancor più farsesco del primo, ndr) sugli sviluppi di una punizione: il destro del bosniaco impatta sul gomito (attaccato al corpo) di Depay (ammonito). Per il disastroso fischietto tedesco è ancora penalty: Cristiano Ronaldo non sbaglia e al 42′ è 1-1. Prima della fine del primo tempo giallo anche per Bentancur, che calpesta ingenuamente Ekambi. L’uruguaiano rischia il secondo giallo qualche istante dopo ma Zwayer passa oltre, mandando le squadre al riposo dopo 4′ di recupero.


CRISTIANO RONALDO FA BUM! – La Juventus prova a partire forte anche nella ripresa, ma la difesa a 5 di Garcia funziona bene sulle linee di passaggio, costringendo i fautori di gioco bianconeri a frequenti errori. Il primo tiro della seconda frazione è infatti lionese, con Aouar che calcia alto dalla grande distanza. Un passaggio in orizzontale suicida di Cuadrado per poco non manda in porta Depay, sul ribaltamento di fronte CR7 fa 2-1: azione sulla destra che termina sul portoghese, che sposta palla sul mancino e fulmina all’incrocio da 25 metri l’incolpevole Lopes allo scoccare dell’ora di gioco. Una prodezza individuale del fuoriclasse con la “7” indosso dà speranza a una squadra che pareva persa. Contestualmente Sarri toglie dal campo uno spento e immobile Pjanic, avvicendandolo con Ramsey.
Garcia prova a mescolare le carte intorno al 20′ con tre cambi (svolti in due slot): fuori Denayer, Ekambi e Depay, dentro rispettivamente Andersen, Reine-Adelaide e Dembele.


IL TOTEM DI MADEIRA NON DEMORDE Cristiano Ronaldo continua nel suo tentativo solitario di trascinarsi sulle spalle tutta la squadra di Sarri: bel dribbling sulla sinistra e cross per Higuain, che non riesce a schiacciare verso la porta di testa. Rinforzi dalla panchina per CR7, con Danilo e Dybala che rilevano Cuadrado e Bernardeschi al 25′. Il portoghese è leader totale dei suoi, tanto da svariare dal centro verso sinistra per dare più libertà ai compagni: è lui a sfiorare a un quarto d’ora dal termine il 3-1, con colpo di testa da corner che va alto. Ammonito subito dopo per perdita di tempo su una rimessa dal fondo Lopes. La Juve rischia il gol del ko su un’uscita a farfalle di Szczesny al 35′, sugli sviluppi della quale Ramsey addirittura sfiora il penalty procurato: giallo per Cornet per le conseguenti proteste.


BANDIERA BIANCA CON DYBALA OUT – Piove sul bagnato per Sarri (ammonito per proteste), con Dybala costretto ad abbandonare il campo poco dopo essere entrato per infortunio: dentro Olivieri a 6′ dal termine. Garcia passa alle barricate, i suoi interpretano in maniera pedissequa il concetto del “palla o gamba”: ammoniti Caqueret e Marcal nei pressi del 90′. Zwayersei minuti di recupero e i bianconeri provano a organizzarsi in mischia. Non basterà per completare la rimonta: ai quarti di finale contro il Manchester City ci va il Lione di Rudi Garcia.

Vittoria amara per la Juventus, che saluta ancora una volta anzitempo la Champions League: al Lione basta un rigore iniziale di Depay e tanta difesa ordinata. Di tutti i bianconeri solo Cristiano Ronaldo è degno del palcoscenico, con i compagni ridotti a fargli tristemente da contorno. Sarri non potrà sicuramente godersi del tutto il suo primo Scudetto da allenatore. Plauso invece a Rudi Garcia, cacciato dall’Italia come fosse un visionario e un incompetente, dimostra invece di saper imbastire una squadra difensivamente ordinata e ben “appuntita” in contropiede. C’è da dire sin da ora che il City sarà probabilmente un ostacolo insormontabile.

Le pagelle dei bianconeri:
Szczesny 5,5 – Quasi inoperoso nel primo tempo, non fosse per il beffardo “cucchiaio” di Depay dal dischetto. Uscita imprecisa a 10′ dal termine che rischia di vanificare il tentativo di rimonta.
Cuadrado 5,5 – Qualche sbavatura e posizionamento sbagliato atipici per il colombiano (dal 70′ Danilo 5,5 – Si prende pochissime responsabilità).
Bonucci 5,5 – Deve affrontare avversari con più gamba e ogni tanto va in affanno: non fa mancare la grinta ma ogni tanto esagera con verticalizzazioni rischiose.
de Ligt 5,5 – Non è “alto” in anticipo come Sarri vorrebbe e il baricentro Juve ne risente.
Alex Sandro 6 – Punto fermo in impostazione sulla sinistra, dove accompagna spesso.
Bentancur 5,5 – In ritardo in molte situazioni, rischia addirittura il doppio giallo in chiusura di primo tempo. Meno “tentacolare” del solito.
Pjanic 5 – La sua punizione impatta un pezzo di gomito di Depay. Prova ad alzare il tasso qualitativo del centrocampo, senza troppo costrutto. Improvvisamente poi, a inizio ripresa, smette di correre: addio alla Juve “rivedibile” (dal 60′ Ramsey 5 – Non impatta la gara come dovrebbe, manca in apporto qualitativo e polmonare).
Rabiot 5 – Statico, poco presente in pressing e impreciso in impostazione. Poca roba.
Bernardeschi 5 – Oltre il dribbling funambolico sulla linea di fondo non c’è molto nel suo primo tempo. Il suo sgambetto, leggero ma ingenuo, causa il rigore dello 0-1 [dal 70′ Dybala S.V. (dall’84’ Olivieri S.V.)].
Higuain 5 – Tagliato fuori dalla manovra viene a dare una mano venendo incontro. Ben marcato nei primi 45′, non trova nessun guizzo di sorta nel secondo tempo.
Cristiano Ronaldo 7 – Si accende a intermittenza nel primo tempo ma è freddo nel non sbagliare il rigore dell’1-1. Dal nulla segna da fuoriclasse il 2-1 con un bolide senza appello nella ripresa. È però troppo solo e decisamente male accompagnato.

Sarri 5 – La sua Juventus non gli somiglia manco un po’, tanto è farraginosa l’esposizione del gioco. La manovra è convulsa, affidata a estemporanee e casuali invenzioni dei singoli che oggi – escluso CR7 – steccano praticamente tutti. La prossima stagione, se non vorrà essere definitivamente fagocitato da qualcosa di “più grande di lui”, urgono cambiamenti e un sapiente lavoro di “lima” verso qualche integralismo di troppo.

Le parole di Sarri: “Secondo me abbiamo fatto una grande partita, spendendo tante energie per tornare sopra nel punteggio. Poi abbiamo sfiorato 2/3 volte il gol del 3-1. Abbiamo dimostrato ultimamente di essere in ripresa. La qualificazione è stata buttata via nel primo tempo della gara d’andata a Lione. Non penso che i dirigenti della Juve, che sono di altissimo livello, prendano decisioni solo in base a questa o a quella gara. Mi aspetto di rispettare il contratto. Atleticamente abbiamo espresso qualcosa di buono, mettendo in difficoltà il Lione molto di più rispetto a quanto fatto dal PSG in Coppa di Francia. La gestione delle energie tra lockdown, isolamenti e 14 partite tutte attaccate non è stata logica: la risposta c’è stata. Sono molto amareggiato per l’eliminazione, ma sono contento dei miei ragazzi che hanno dato tutto quello che avevano dentro. Ci portiamo dentro il problema del riempimento dell’area di rigore sui cross da tempo, dato che per caratteristiche non siamo portati. Dovevamo rischiare per forza di cose Dybala, anche se sapevamo che con Douglas Costa fuori dovevo mettere dentro Paulo”.

Fonti foto: Sport.Sky.it | Calciomercato.com | IlMattino.it | Gazzetta.it | Calcioweb.eu

Alessandro Sticozzi

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