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Juventus: dopo il caso plusvalenze c’è il rischio di altre penalizzazioni per falso in bilancio

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Il club bianconero, a cui sono stati tolti già quindici punti nel campionato attuale, può subire altre sanzioni legate alla manovra stipendi

Le ultime settimane sono state sicuramente quelle più difficili per la Juventus da tanti anni a questa parte. Non tanto per la manita rimediata contro il Napoli nello scontro diretto, che comunque costituisce una delle più clamorose batoste della storia recente dei bianconeri, quanto per la pesante sentenza della Corte federale d’appello della Figc, che ha condannato il club a quindici punti di penalizzazione per il caso plusvalenze. Si è trattato, come prevedibile, di una decisione che ha fatto discutere.

Il procedimento a carico della Juventus è stato riaperto dopo che dall’inchiesta Prisma della Procura di Torino sono emersi nuovi elementi probatori a carico dei dirigenti bianconeri. Entro fine mese verranno pubblicate dalla Corte federale le motivazioni della sentenza, da quel momento i legali del club torinese avranno trenta giorni di tempo per proporre ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport, che però non potrà giudicare sul merito della vicenda, ma solo su eventuali vizi di forma nell’operato dei giudici. La Juventus, che ora rischia di essere esclusa anche dalle coppe europee, può contestatare principalmente il fatto di essere stato l’unico club condannato per operazioni che inevitabilmente hanno coinvolto altre società, che invece sono state assolte. Le preoccupazioni per la Vecchia Signora però non finiscono qui.

Oltre a quello sulle plusvalenze infatti, la procura sta indagando anche sul caso della cosiddetta “manovra stipendi”. Il 28 marzo 2020, nella fase più delicata della pandemia, la Juventus diramò un comunicato ufficiale con cui dichiarava che, per alleggerire i bilanci societari, i calciatori avrebbero rinunciato a quattro mesi di stipendio, pari a circa 90 milioni di euro. Secondo l’accusa, i giocatori bianconeri avrebbero però rinunciato soltanto ad una mensilità, accordandosi di nascosto con il club per spalmare i restanti pagamenti nelle annualità successive. In base a questo, la Juve potrebbe essere chiamata a rispondere di falso in bilancio e false comunicazioni rivolte al mercato. Il rischio concreto è quello di altre sanzioni, sia per la squadra, che già deve scontare una pesante penalizzazione, sia per i dirigenti, ma anche i singoli calciatori potrebbero essere puniti con almeno un mese di squalifica se queste ulteriori accuse fossero provate.

Per entrambi i filoni dell’inchiesta si attendono ulteriori sviluppi nei prossimi mesi, a cominciare da marzo, quando il Collegio di Garanzia dello Sport deciderà se annullare o confermare la decisione della Corte d’appello federale che ha di fatto stroncato la stagione della Juventus. Non è ancora ben chiaro se l’intera vicenda finirà per coinvolgere anche altre società, quel che è certo è che il calcio italiano non può dormire sonni tranquilli.

Luca Missori

(Fonte immagine: Open.it)

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