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Junior Messias, meglio tardi che mai!

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Fonte gianlucadimarzio.com

La favola dell’attaccante brasiliano arrivato in seria A a 29 anni e che giornata dopo giornata dimostra di essere sui palcoscenici che merita. Ha rinnovato con il Crotone fino al 2024, ma le pretendenti non mancheranno

“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”. Il potere Junior Messias lo aveva nei piedi ma ancora non lo sapeva nessuno in Brasile quando venne alla luce nel 1991. Ieri contro il Verona è andato di nuovo a segno, ha raggiunto quota 6 reti alla sua prima stagione in serie A, stessi gol messi insieme l’anno scorso in B con il doppio delle presenze, 34. Quello del campionato cadetto è stato il primo salto di qualità nella carriera del brasiliano, arrivato a 28 anni.

La storia del numero 30 carioca è circolata da tempo. Arrivato in Italia si è messo a fare il fattorino, nel tempo libero giocava con gli amici o comunque in tornei di livello amatoriale. Fu notato da Ezio Rossi, ex difensore tra le altre di Torino, Lecce e Verona, allenatore in quel tempo del Casale. Messias parte dal fondo delle categorie calcistiche mettendosi discretamente in luce negli anni successivi. La sua storia prende una svolta decisiva soltanto un anno e mezzo fa quando il Crotone decide di puntare su di lui prelevandolo dal Gozzano, formazione di serie C. In B si notano subito le sue qualità, unica pecca forse la continuità. Al termine della stagione, flagellata dall’emergenza sanitaria, arriva comunque la promozione e per Messias si schiudono le porte della serie A. Più di un addetto ai lavori immaginava una rifondazione in zona offensiva per il Crotone e invece al più navigato Simy rimane affiancato Junior Messias, che molti, visto il cognome evocativo, iniziano a prendere con un pizzico di ironia.

Giovanni Stroppa lo mette al centro del progetto e lui non si tira indietro. Messias arriva nel massimo campionato italiano a 29 anni e dimostra subito che si tratta del suo habitat naturale. Tecnica superiore alla norma, duttilità incredibile. Il tecnico degli Squali lo utilizza all’inizio più a centrocampo preferendogli davanti Rivière. Quasi mai sostituito diventa il perno della squadra calabrese ma è quando torna in attacco che spicca il volo in maniera decisiva. Capacità atletiche straripanti, giocate fuori dal comune, sigla il suo primo gol in serie A il 25 ottobre in quel di Cagliari dove però arriva la sconfitta. Straordinarie, invece, le due doppiette quando trascina i suoi in due fondamentali vittorie contro Spezia e Parma. Da cineteca il secondo gol contro i ducali quando beffa Sepe con un clamoroso pallonetto.

Ormai diventato imprescindibile, se il Crotone ha speranze di salvezza lo deve soprattutto a lui. La sensazione è che qualsiasi posizione di classifica raggiungano i rossoblu la prossima sarà la stagione dello step successivo per l’attaccante, destinazione una squadra di caratura maggiore. Lui ha rinnovato con i calabresi ma davanti ad una certa offerta potrebbero tremare i polsi.

Junior Messias è l’emblema di chi non si arrende mai, anche quando la vita ti mette di fronte a situazione dure. Ognuno ha i suoi tempi e se si persegue un obiettivo può arrivare in qualsiasi momento. Non importa se giungi ai massimi livelli calcistici a 29 anni, l’importante è farlo. Un insegnamento buono per tutti gli ambiti della vita. Se ci troviamo davanti a delle difficoltà o se qualcuno si mette tra noi e i nostri sogni. Quest’ultimi sono lì, bisogna andarli a prendere, poi possono non arrivare ma dobbiamo essere consapevoli di aver dato tutto. Perché in fondo siamo tutti un po’ Junior Messias.

Glauco Dusso

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