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Inter lo show non si ferma, 5-0 al Genoa: analisi e pagelle

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Fonte www.goal.com

Undicesima giornata in serie A e davanti a quasi settantamila spettatori la squadra di Spalletti annichilisce i rossoblu. Prestazione maiuscola nonostante il turnover, sugli scudi il redivivo Joao Mario, delude Lautaro Martinez

Il colpo d’occhio regalato dal Meazza è di quelli importanti. Il fatto che in campo non ci sia una partita di cartello dà la dimensione di quello che sta infondendo la squadra di Spalletti nei tifosi e in tutto l’ambiente. L’interismo è più che mai vivo, lo si respira nell’aria, ci sono Inter Club da tutto il mondo. L’Inter si presenta in versione rivisitata, il Barcellona è vicino quindi ci si può permettere di far rifiatare chi gioca di più, anche se è un concetto che mister Spalletti non vuole neanche sentire. In campo, quindi, ci vanno D’Ambrosio, Dalbert, Gagliardini, Joao Mario e Lautaro, tutti calciatori che hanno bisogno di rimpolpare il minutaggio. Il Genoa si ritrova a San Siro dopo tre giorni, Juric decide di rinunciare inizialmente al bomber Piatek.

Pronti via l’Inter azzanna subito, Lautaro Martinez si mangia il vantaggio a pochi metri dalla porta su cross di Politano. Il gol è nell’aria, il Genoa accetta gli attacchi nerazzurri e viene punito: al 14′ pallone vagante in area, contrasto tra Joao Mario e Biraschi, il pallone schizza verso Gagliardini che da due passi appoggia in rete. Grande gioia per il centrocampista dopo un momento non facile vissuto negli ultimi tempi. L’Inter è tarantolata, passano due minuti e un lancio dalle retrovie libera Politano, l’esterno è bravo ad anticipare un difensore genoano e davanti a Radu non sbaglia in diagonale. Due schiaffi difficili da reggere per gli ospiti, il Genoa è in totale balìa della Beneamata che si diverte e fa divertire. Ottime le prestazioni dei sostituti, su tutti Joao Mario.

Nella ripresa la musica non cambia, nerazzurri padroni del gioco. Quattro minuti e sono tre: miracolo di Radu su inserimento di Perisic, la palla rimane vagante in area ed irrompe ancora Gagliardini che di potenza buca ancora la porta rossoblu. Prima doppietta in serie A per il centrocampista. Il terzo gol addormenta un po’ il match, a nulla vale l’ingresso di Piatek, la difesa interista non corre alcun pericolo. Scocca il novantesimo e arriva la marcatura che non ti aspetti: la sfera arriva al limite dell’area a Joao Mario, pregevole controllo e botta di sinistro che non lascia scampo a Radu, 4-0. Applausi scroscianti per il portoghese che sembra aver riconquistato la sua gente.

Tutti pronti ai festeggiamenti ma all’ultimo minuto di recupero ancora Joao Mario disegna un cross perfetto per la testa di Nainggolan, da poco entrato per fare il tagliando alla caviglia. Il belga trafigge per la quinta volta il portiere avversario dando il la per il triplice fischio di Valeri.

L’Inter si presenta al match di Champions League con il Barcellona come meglio non poteva. La squadra è unita e tutti sono coinvolti, merito sicuramente di Luciano Spalletti. Arruolabile anche Nainggolan che dopo quindici giorni pare aver smaltito la distorsione alla caviglia. Unica faccia triste quella di Lautaro Martinez che non è riuscito a partecipare alla festa del gol.

Il Genoa esce con le ossa rotte dal soggiorno milanese. La squadra di Juric termina la settimana con un punto in tre partite. Si aspettano confronti più alla portata ma il mister rossoblu dovrà riflettere sulle contromisure. Le uniche note liete arrivano da due giocatori: Romero, che ha stravinto il duello con Martinez e si dimostra difensore di sicuro avvenire, e Kouamè, ancora una volta tra gli unici a salvarsi.

Queste le parole del tecnico nerazzurro al termine del match: “Riconfermarsi ad alti livelli è sempre difficile, bisogna essere sempre umili ed essere entrati subito in partita è stato il sintomo del comportamento solido di una squadra che ha giocato come un blocco unico, in entrambe le fasi. E la cosa che più mi dà soddisfazione è vedere questi 70mila tifosi che anche oggi erano qui a sostenerci e ad applaudire la nostra prestazione. Loro ci sono sempre stati, anche l’anno scorso, ed è bello vedere che meritiamo la loro approvazione”.

Pagelle

Handanovic 5,5: partita da spettatore ma rischia la frittata su un disimpegno coi piedi che quasi finisce nella sua rete.

D’Ambrosio 6: presidia la sua corsia senza affanni ma senza acuti.

de Vrij 6,5: solita sicurezza dietro in una partita che lo ha impensierito pochissimo.

Skriniar 6,5: come il compagno di reparto, ci piazza qualche sgroppata in avanti.

Dalbert 6,5: altra nota lieta, spinta continua sulla sinistra e nessuna sbavatura.

Gagliardini 7,5: prima doppietta in serie A a coronamento di una partita solida, si rifà di tutte le esclusioni precedenti.

Brozovic 6,5: uomo ovunque, un’altra prestazione positiva sia in interdizione che in costruzione (dal 42′ del s.t. Nainggolan 6,5: una manciata di minuti per testare la caviglia, ci mette dentro il gol, momento magico per la sua squadra).

Politano 7: solita spina nel fianco della difesa avversaria, un suo inserimento mortifero lo porta a segnare il secondo gol in campionato con la maglia nerazzurra. Sempre più importante nello scacchiere interista (dal 13′ del s.t. Keita 6: qualche guizzo, anche lui ha voglia di fare).

J.Mario 7,5: giocatore rigenerato, quasi non lo si riconosce. Pressa, fraseggia e tira con una tranquillità mai vista. Sinistro micidiale per il 4-0, pennella sulla testa di Nainggolan il pallone per il quinto sigillo del match.

Perisic 6: l’unico ancora a corto di acuti, buona presenza e sacrificio ma da lui ci si aspetta molto di più (dal 31′ del s.t. B.Valero s.v.)

L.Martinez 5,5: forse l’unica nota stonata nella giornata perfetta, si sbatte e combatte ma non trova mai, o quasi, la via della porta. Anticipato spesso e volentieri da Romero, crea almeno spazi per i compagni.

Spalletti 7,5 : settima vittoria consecutiva in campionato, terza partita senza subire gol, lasciando a riposo Asamoah, Vrsaljko, Vecino e Icardi. Martedì c’è il Barça, meglio di così non ci si poteva arrivare.

Glauco Dusso

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