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Inter: Eriksen prima gemma – analisi e pagelle

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A Razgrad la Beneamata vince e mette la sua prua avanti a quella dei bulgari del Ludogorets. Gli ottavi sono più vicini. Cresce il danese nel secondo tempo e con un destro al volo firma la vittoria

A Razgrad nella Bulgaria Nord-Orientale, l’Inter vince 0-2 e ritrova la solidità difensiva che le era mancata nella trasferta di Roma contro la Lazio, in campionato. Schierata col suo classico 3-5-2 che in difesa diventa 5-3-2, chiuso e attento, Conte cambia alcuni giocatori e quindi alcuni compiti tattici specifici: con Moses a tutta fascia a destra.

L’altra struttura cardine è il centrocampo con Borja Valero regista centrale dei tre, Eriksen deve giocare automaticamente mezzala sinistra per proteggerlo e coprire la zona centrale, mentre Vecino va a destra buttandosi dentro come faceva Vidal nella Juventus di Conte, senza però avere la stessa forza d’inserimento. In attacco ci sono Sanchez e Lautaro Martinez.

Il Ludogorets gioca 4-4-2 in fase difensiva e con tre trequartisti e un centravanti quando attacca. Gioca Swierczok al posto del bomber Keseru, il carisma di Dyakov sta a centrocampo. Dopo un minuto si capisce dove attaccherà l’Inter: sulla destra con Moses. Da un suo cross la palla arriva in area e Biraghi non arma il sinistro. L’azione si ripeterà tre volte senza successo.

Il primo tempo termina 0-0 senza tiri in porta, Eriksen studia la posizione e Lautaro e Sanchez dialogano poco nonostante la tecnica che si ritrovano. Nel secondo tempo l’Inter cambia ritmo come chiede Conte. Al ’50 Sanchez di tacco colpisce, ma Iliev para come avrebbe fatto Borislav Mihajlov. Al ’52 tiro alto di Lautaro, Eriksen e Sanchez intanto si sono messi in moto alle sue spalle. Entra Lukaku e i movimenti più incisivi premiano Eriksen che con un tiro al volo da fuori segna il gol del vantaggio.

I bulgari ci provano: qualche contropiede, qualche calcio d’angolo, una protesta per un braccio in area di D’Ambrosio, poco troppo poco per pareggiare. Qui interviene Conte, cambiando modulo e passando al 4-3-1-2 con l’ingresso di Barella non rischiando più nulla. Al ’93 Lukaku su rigore ci dice che Ludogorets – Inter non è stata la battaglia di Attribus che si combattè a Razgrad nel 251 e che i bulgari non sono i Goti di allora che batterono i romani.

L’Inter coglie la vittoria che voleva senza subire gol, trova un Eriksen in crescita nel dialogo tecnico con i compagni d’attacco, e dimostra duttilità col cambio modulo. Razgrad ha chiamato Milano col suo prefisso preferito lo 0-2.

Le pagelle dell’Inter

Padelli 6: Controlla l’area senza correre alcun rischio e rimanendo sempre concentrato.

D’Ambrosio 6: Tiene con attenzione la zona di competenza, scende poco eseguendo ordini di scuderia che lo vogliono attento a chiudere Nedyalkov nelle sue discese.

Ranocchia 6: Coordina la difesa con tranquillità e naturalezza da capitano.

Godin 6,5: Il migliore della difesa, attento, propositivo, in perfetto clima europeo stile Atletico Madrid.

Moses 6,5: E’ lo sfogo del gioco offensivo, dalla sua parte grazie ad una grande corsa nascono i pericoli dell’Inter. Ottima disciplina tattica. (Dal 72′ Barella 6: Quando entra porta il cambio modulo, dal 3-5-2 al 4-3-1-2 è il segno che ha un ruolo importante anche quando non gioca. Ordinato nei venti minuti finali.)

Vecino 6: Uomo tattico alla Vidal, qualche inserimento in più avrebbe reso eccellente lo sviluppo della fascia destra.

Borja Valero 6: Metronomo ancora validissimo quando il gioco rallenta, due coperture nel secondo tempo su contropiedi bulgari dicono che è una soluzione in più in coppa.

Eriksen 7: Primo tempo di studio da mezzala sinistra per proteggere Borja Valero e inserirsi. Nel secondo tempo comincia a dialogare tecnicamente con qualità e trova il tiro che vale il gol.

Biraghi 6: Pronti via non arma il sinistro in area. Nel secondo tempo cresce e spinge maggiormente. Deve incidere più al cross e nella corsa fino al fondo campo. (Dall’81’ Young 6: Fa dieci minuti ma spinge sulla fascia col suo calcio inglese fatto di ritmo e dedizione massima alla causa della squadra.)

Lautaro 5,5: Un tiro alto, poco dialogo con Sanchez, troppo poco per un grande giocatore come lui. L’ammonizione presa nel primo tempo gli farà saltare il ritorno. (Dal 64′ Lukaku 6: Entra al ’64 e fa subito la boa davanti difendendo palloni importanti. Dal grande pilone belga nascono tutti gli appoggi per i triangoli d’attacco dell’Inter. Segna il rigore qualificazione.)

Sanchez 6: Nel primo tempo non entra in gioco, nel secondo comincia a dialogare con Eriksen e la musica cambia, non ancora classica o rock ma un buon pop sta bene.

Conte 6,5: Imposta l’Inter con modulo classico, ma va partita dopo partita inserendo compiti tattici specifici e diversi da giocatore a giocatore. L’idea del cambio per il 4-3-1-2 è il segno di grande flessibilità.

Dichirazioni Conte: “L’Europa League mangia energie, ottime risposte da chi ha giocato. Abbiamo segnato e creato altre occasioni”.

Fonte foto: Calciomercato.com

Matteo Quaglini

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