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Inter, ecco le prime buche ma la strada è quella giusta

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Due sconfitte consecutive tra Champions e campionato ma la caratura delle avversarie e il modo in cui sono arrivate lasciano ben sperare per il progetto nerazzurro

Una settimana per tornare, per il momento, con i piedi per terra. Le sei vittorie consecutive in campionato avevano forse entusiasmato eccessivamente il popolo interista e il doppio impegno Barcellona e Juventus ha invece gettato acqua sul fuoco. Le ultime due partite non devono sconfortare i tifosi dell’Inter, devono solamente mettere l’accento su quello che ancora non è la squadra di Antonio Conte. Il percorso è appena iniziato, sono passate nove gare ufficiali e probabilmente era stata la striscia di vittorie l’anormalità del periodo e non due sconfitte con squadre semplicemente più attrezzate e abituate a sfide del genere. La sosta arriva a puntino perché nulla è perduto anzi, soprattutto in campionato la situazione è ancora tutta da giocare e i due schiaffi presi possono far rendere conto di cosa ci sia da correggere anche se molti protagonisti saranno in giro con le proprie nazionali.

Riflettendo sugli aspetti negativi è inevitabile pensare alla coperta corta che quando la tiri ti scopre i piedi. E sono proprio i piedi a mancare in caso di necessità. L’infortunio di Sensi domenica sera ha mandato in tilt il meccanismo della mediana nerazzurro e l’ingresso di Vecino non ha dato l’apporto che poteva mantenere il livello alto di qualità in mezzo al campo. La squalifica di Sanchez ha tolto scelte in avanti, Lukaku è in ritardo di condizione e nonostante un grande Lautaro Martinez in attacco si è fatta molta fatica. Una delle differenze sta proprio lì, una Juventus che può permettersi cambi come Bentancur, Emre Can e Higuain è ancora un gradino sopra.

L’altro aspetto che separa ancora le tre formazioni è l’abitudine a disputare un certo tipo di partite. L’Inter sta iniziando a percorrere la giusta strada e il primo tempo di Barcellona lo testimonia. Alla distanza però è venuta fuori la maggiore esperienza di blaugrana e bianconeri a gestire determinate situazioni che unite alla qualità degli interpreti hanno permesso di vincere. Il lato assolutamente positivo è che l’Inter non si è consegnata agli avversari, ha giocato, ha lottato, ha messo anche in difficoltà ma mancano ancora quei passi da fare verso una maturità da grande squadra affermata.

I detrattori che si erano nascosti nell’ombra delle prime giornate di campionato adesso sono usciti a pasteggiare ma forse è meglio aver preso questi ceffoni salutari ora perché fanno parte di un certo tipo di processo, anche perché la squadra non è stata insufficiente come le sconfitte vogliono fare pensare. Ad oggi la partita peggiore dei nerazzurri è stata quella di Champions League con lo Slavia Praga, ma fa tutto parte del percorso. Ora la sosta e poi si ricomincia da Sassuolo, squadra che l’Inter non batte da quasi tre anni, sarà il momento di vedere se il vento è veramente cambiato.

Glauco Dusso

Fonte foto: FCInter1908.it

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