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Inter: accontentarsi sarebbe un errore

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I nerazzurri hanno inanellato sei successi consecutivi ma c’è ancora da migliorare

Agli uomini di Spalletti sono bastati sei successi in altrettante partite per diradare le nubi sorte dopo il mesto inizio di stagione: in meno di un mese sono riusciti ad issarsi al terzo posto in Serie A e sono a punteggio pieno nel girone di Champions League. I trionfi sono stati tutti di misura (escluso il 2-0 contro il Cagliari) e in entrambi i match di Coppa sono state sfoderate rimonte non adatte ai deboli di cuore.

Le statistiche potrebbero suggerirci che la squadra è rinata, che come una famelica Fenice è risorta dalle ceneri ed è pronta ad avvolgere fra i propri acuminati artigli tutti gli avversari che, da parte loro, non potranno sottrarsi ad una sorte funesta. Ma la verità è un’altra: l’Inter sta migliorando ma ha ancora tanti punti deboli. Spalletti durante questa sosta non potrà contare su 10 giocatori impegnati con le nazionali (D’Ambrosio, Vrsaljko e Brozovic in virtù delle loro precarie condizioni fisiche sono rimasti ad Appiano e lavoreranno tutta la settimana a parte) e ne approfitterà per dirimere varie questioni. Nella sua mente non ci saranno solo amene riflessioni sulle galline di Cioni ma anche tematiche più pesanti e cogenti. Sarà necessario elaborare la miglior strategia possibile per dosare le forze dei suoi ragazzi in vista di un trittico che vedrà i meneghini impegnati domenica 21 nel derby della Madonnina, mercoledì 24 in Europa nell’infuocato Camp Nou e lunedì 29 all’Olimpico contro la Lazio. Bisognerà ritrovare la solidità difensiva (gli errori/orrori della retroguardia contro il PSV non potranno essere ripetuti) e migliorare la manovra di impostazione dell’azione che non sempre è impeccabile a causa della maniacale discontinuità in cui persevera Brozovic (parimenti con il connazionale Perisic). Un’ altra meditazione sarà rivolta ad Handanovic: lo sloveno finora è stato in grado di alternare grandi interventi a topiche da bollino rosso. Ad Appiano Gentile si vuole capire quale sia il motivo di questa empasse.

Solo estirpando questi nei i nerazzurri potranno considerarsi squadra compiuta: non sarebbe accettabile illudersi anche quest’anno di poter convivere con palesi problemi ma non risolverli affidandosi ad una sorte benevola. La Fortuna non conosce la parola “fedeltà”: può starti accanto per tanto tempo ma prima o poi ti abbandonerà e a quel punto se non sono state costruite solide fondamenta l’impalcatura fino a quel momento “miracolosamente” rimasta in piedi è destinata ad essere abbattuta dal primo tenue soffio di vento che si può facilmente trasformare nel famelico ciclone della crisi.

Paolo A.G. Pinna
Fonte foto: Calciomercato.com

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