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Il giorno più triste

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Daniele De Rossi e la Roma si dicono addio dopo 18 anni: il centrocampista continuerà a giocare

Dopo Totti. Come Totti. Più di Totti. Questa volta, però, è più dura. Perchè, come un fulmine a ciel sereno, è arrivata la notizia che nessun tifoso giallorosso avrebbe mai voluto sentire: Daniele De Rossi lascerà la Roma a fine stagione. Una scelta maturata dalla società, che dopo un anno terribile ha pensato bene di rifondare, togliendo però il cuore pulsante. L’ultimo briciolo di romanità, quella vera e pura. L’ultimo capitano. Una storia durata 18 anni, tra vittorie (poche), delusioni (tante) e infiniti sprazzi d’amore. Perchè DDR, nel bene e nel male, c’è sempre stato. Un’àncora per i tifosi, un punto di riferimento per i compagni. Una guida che non lascia mai il suo branco.

Un addio alla Roma il suo, ma non al calcio. De Rossi continuerà a giocare, si sente ancora calciatore, si sente vivo. E sul campo, infortuni permettendo, lo ha sempre dimostrato. Invece il destino, o meglio gli americani, hanno voluto diversamente. Una cosa straziante, come la sua conferenza d’addio. Emozionato, a pezzi. Di fronte gli occhi dei compagni attoniti, che lui (DDR) non riusciva neppure a guardare in faccia. Troppo il dolore, ma soprattutto troppa la convinzione che questa storia d’amore avesse ancora qualcosa da dire. Qualcuno però ha voluto diversamente. Questa è la realtà. E De Rossi, da signore qual è, anche in conferenza ha messo al primo posto la maglia giallorossa: “Mi è stato comunicato ieri, ma ho quasi 36 anni e non sono scemo. Ho vissuto nel mondo del calcio, l’avevo capito: se nessuno ti chiama per un anno o per 10 mesi per ipotizzare un eventuale contratto la direzione è quella. Il mio rammarico non è quello ma il fatto che ci siamo parlati poco quest’anno, le modalità, un pochino mi è dispiaciuto. Le distanze a volte creano incomprensioni di questo genere e spero che la società migliori in questo perché sono un tifoso della Roma. La società decide chi gioca, l’allenatore decide chi vuole, non posso pretendere diversamente. Non ho rancore nei confronti di nessuno, parlerò col presidente un giorno e con Franco Baldini, non ho problemi. Mi immaginavo zoppo con i cerotti e loro che mi chiedevano di continuare, non è andata così, ma devo accettarlo e vado avanti”

Già, va accettato. Si va avanti, ma non sarà la stessa cosa. Perchè dopo l’addio di Totti, il tifoso della Roma vedeva la Roma anche e soprattutto per Daniele De Rossi. Per quel ragazzino diventato uomo, poi capitano. Per quel centrocampista che mezzo mondo ha invidiato ai capitolini. Per quella “tasta calda” che a 22 anni alzava al cielo la Coppa del Mondo. Per quel calciatore che ha avuto solo un rimpianto: poter donare una sola carriera alla sua Roma.

LEGGI QUI LA CONFERENZA D’ADDIO DI DE ROSSI

Federico Leoni

fonte foto: Facebook – Serie A, operazione nostalgia

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