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Il Frank Lampard allenatore

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Dopo 5 anni, l’ex capitano torna a Stamford Bridge. È lui il nuovo tecnico del Chelsea. Conosciamolo meglio

Frank Lampard lo conosciamo tutti. Calciatore stupefacente, centrocampista unico e che, probabilmente, ha segnato una generazione, cambiando il modo di intendere il ruolo. Una carriera al Chelsea e per il Chelsea, lunga 15 anni prima dell’esperienza al City. Arrivato in blues dal West Ham nel 2001, ha vinto tutto con i londinesi. Con 211 gol complessivi è il miglior marcatore della storia del club, col quale ha vinto 3 storiche Premier League oltre che Champions ed Europa League.

Torna a Stamford Bridge dopo 5 anni, chiamato a sostituire Maurizio Sarri che in terra britannica male non ha fatto. Una scelta precisa di Roman Abramovich, che questa volta, a differenza del passato, ha preferito puntare su un tecnico “di casa”, anziché su un allenatore straniero. E Lampard è carico, pronto a scrivere la storia anche seduto su una panchina, come si evince dalle sue prime parole: “Sono orgoglioso di poter tornare come manager. Tutti conoscono l’amore per questo club e la storia che abbiamo condiviso, ma ora il mio unico obiettivo è quello di prendere in mano la situazione e preparare al meglio il lavoro in vista della prossima stagione. Sono qui per lavorare sodo, non vedo l’ora di iniziare”.

Lo conosciamo tutti abbiamo detto, ma che allenatore è Frank Lampard? Una carriera giovanissima la sua. La prima esperienza è della scorsa stagione, quando il Derby, società gloriosa ma ormai da tempo fuori dal grande calcio, lo ha chiamato per allenare in Championship, riconosciuto da tutti come uno dei campionati più difficili al mondo, nonostante si tratti di una seconda serie. Con una squadra non stellare, Lampard ha sfiorato il miracolo. Sesto posto finale e chance di giocarsi la Premier League ai playoff, dove all’ultimo atto viene sconfitto dall’Aston Villa. La cavalcata del Derby, però, non è passata inosservata, e Frank si è imposto come uno dei giovani allenatore più promettenti. Un’idea, la sua, lontana da quella del su predecessore Maurizio Sarri. Poco possesso e palla e meno spettacolo. La sua squadra è improntata su un 4-2-3-1 in cui un’importanza vitale ce l’hanno gli esterni, pronti a giocare per il centravanti-boa in area di rigore. E in questo senso, nonostante il blocco del mercato, il Chelsea sembra già avere calciatori con queste caratteristiche. A cominciare da Pulisic, preso a suon di milioni dal Dortmund e che potrebbe rivelarsi la vera sorpresa con Lampard alla guida. O Giroud, che vista l’impossibilità di fare acquisti da parte del club, potrebbe diventare l’attaccante principe.

A parlare, però, potrà essere soltanto il campo. Dopo 14 trofei da giocatore, Lampard vuole lasciare il segno anche da allenatore. Il Chlesea è nel suo dna, nessuno come lui lo conosce meglio. E in una Premier che corre e non aspetta nessuno, può essere questa una carta vincente per i blues.

Federico Leoni

fonte foto: ilromanista.eu

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