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Il calvario di Ronaldinho: niente domiciliari, è carcerato in Paraguay

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Continua la disavventura per l’ex stella del Barcellona, dietro le sbarre ad Asuncion da quasi due settimane (insieme al fratello) per possesso di passaporto falso e reato di riciclaggio. Per tornare in libertà possibile maxi cauzione di un milione e mezzo

ASUNCION – Quello che doveva essere un viaggio lavorativo per promuovere la propria biografia si sta trasformando in un vero e proprio incubo per Ronaldinho. L’ex fuoriclasse brasiliano, un passato anche nel Milan, è stato infatti arrestato ad Asuncion, in Paraguay, per possesso di passaporto falso e reato di riciclaggio e si trova dietro le sbarre da ormai quasi due settimane.

Andiamo per ordine: giovedì 5 marzo Dinho e il fratello, Roberto de Assis, vengono fermati all’aeroporto di Asuncion dalla polizia locale perché in possesso di documenti falsi. Il giorno seguente, tuttavia, il peggio sembra passato in quanto i due brasiliani vengono considerati non colpevoli, ma anzi vittime di una truffa. Altre 24 ore dopo però il nuovo incubo: l’ex Barcellona e il suo fratello-agente vengono nuovamente fermati dalle autorità, questa volta per ipotesi di riciclaggio.

E pensare che, nemmeno in carcere, Ronaldinho perde il tradizionale sorriso. Circolano infatti sul web foto e video che lo ritraggono mentre si presta a dei selfie con i detenuti e in cui partecipa a un torneo di calcetto. Eppure la pena continua: è notizia di oggi infatti che al Pallone d’oro 2005 è stata negata la richiesta degli arresti domiciliari. Il giudice Gustavo Amarilla ha rifiutato la cauzione di 800mila euro, anche per evitare una possibile fuga dei diretti interessati. Ora i legali del brasiliano avrebbero aumentato la cifra a circa 1,4 milioni. Nel frattempo Dinho ha ricevuto la visita di alcuni ex calciatori, come Carlos Gamarra (un passato nell’Inter) e Nelson Cuevas, che al portale ‘Infobae’ hanno dichiarato di averlo trovato triste, sicuri della sua innocenza. Presto potrebbero esserci delle novità, ma al momento la detenzione prosegue.

Fonti foto: corrieredellosport.it, sport.sky.it

Francesco Carci

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