Home News Il calcio moderno è schiavo della tecnologia

Il calcio moderno è schiavo della tecnologia

   Tempo di lettura 3 minuti

Molto più probabilmente è soggetto all’autarchia di coloro che lo gestiscono come se ne fossero i proprietari, sentendosi addirittura infallibili. I poteri del mondo del pallone ne stanno causando il declino, almeno in ambito prettamente sportivo

E’ quello che ci sembra ormai palese, davanti ai nostri occhi si sta perpetrando lo sfacelo del calcio. Siamo probabilmente davanti alla volontà di mantenere il controllo su qualcosa che si è sempre gestito, seppur male, ma che adesso, nonostante l’utilizzo della tecnologia, lo si vuol continuare a fare e, se possibile, con risultati ancora peggiori! Facile sarebbe mirare alla classe arbitrale che, ovviamente, è costantemente sotto i riflettori, ma anche la FIGC con il suo silenzio assordante, è complice e forse anche maggiormente responsabile del caos in cui ci si ritrova. Abbiamo avuto già occasione di parlare del VAR e delle situazioni interpretative o della gestione dei richiami/non richiami (leggi qui) ed eravamo solo all’inizio del campionato in corso, eppure le cose non solo non sono migliorate, ma sono addirittura peggiorate. E’ dalla notte dei tempi che, parlando degli arbitri, si dice che prendere decisioni è un compito difficile, a volte davvero arduo, ma adesso non sono in discussione soltanto le decisioni prese sul campo, ma ancor di più quelle prese fuori dal campo e che non permettono una gestione corretta dei mezzi tecnologici a disposizione.

Esplicitando meglio il concetto che si sta cercando di esporre, basta un esempio semplice e concreto. La Goal-line technology, non ha bisogno di interpretazioni, la palla è dentro o fuori, quindi successo totale dell’aiuto fornito agli arbitri, ma questo cosa significa? Significa che non si può e non si deve decidere se utilizzarla o meno, c’è, è attiva, funziona e quindi si utilizza al 100%. Il VAR invece, NO! Il VAR c’è, è attivo in ogni gara, funziona, ma non lo si utilizza al 100%, ma lo si fa a singhiozzo, ad interpretazione, in seguito alla decisione dell’arbitro in campo, di quella del “varista”, probabilmente di quella del “avarista” e, alla fine, si sbaglia e non è il VAR a sbagliare, no è il soggetto umano, anzi i soggetti umani, perché si vuole continuare a mantenere il controllare di qualcosa, come se fosse il proprio “giocattolo”. Quindi, anch’esso palese, il cambiamento è arrivato per pressioni esterne e non per volontà interna, non per la vera comprensione che le cose non andassero bene. Allora tutto cambia perché nulla cambi! Perché, parliamoci chiaro amici tifosi, si è cambiato molto esteriormente, ma internamente al calcio nulla è davvero cambiato. Questo è il vero problema del nostro tanto amato sport.

A costo di risultare petulanti, continueremo a parlarne se sarà necessario. Se rivoluzione deve essere, allora che rivoluzione sia e non ci si fermi a metà strada! Se si è voluto ed accettato l’aiuto della tecnologia, la si deve utilizzare nel migliore dei modi, altrimenti il rischio è quello di ritrovarsi a commettere errori diversi dal passato, ma continuando ad avere un calcio ingiusto come lo era prima dell’avvento degli aiuti esterni.

Fonti foto: eurosport.it; deuxexmachina.it

Luigi A. Cerbara

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.