Home News I tre rebus da risolvere in casa Lazio durante la sosta

I tre rebus da risolvere in casa Lazio durante la sosta

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Le nove partite fin qui disputate dai biancocelesti hanno messo in luce difetti antichi e mancanze attuali che Simone Inzaghi dovrà analizzare nei 12 giorni che separano i suoi dal prossimo match con l’Atalanta

Chi perpetra gli stessi errori stagione dopo stagione difficilmente potrà ambire a traguardi più prestigiosi di quelli raggiunti fino ad ora. La Lazio ha avuto a disposizione nove partite per dimostrare di che pasta è fatta, il bilancio di 4 vittorie, due pareggi e 3 sconfitte non è di certo di quelli da incorniciare. Per fortuna dei capitolini la sosta per le nazionali arriva nel momento giusto per sistemare tutto quello che non va. Viene, però, da chiedersi “perché questa volta dovrebbe essere diverso dal solito? Riuscirà il timoniere piacentino a staccarsi dai dogmi e dalle assurde convinzioni che non gli stanno permettendo di compiere il definitivo salto di qualità?”.

Primo rebus: il 3-5-2 è davvero il modulo migliore per questa squadra?

Il primo Simone Inzaghi ci aveva abituato ad adattare la squadra in base all’avversario che si trovava di fronte. Non di rado aveva schierato la difesa a 4 e il tridente offensivo, soprattutto nel periodo Felipe Anderson, Immobile, Keita. Venuti meno gli esterni offensivi di qualità (ricordiamo anche la partenza di Candreva verso Milano), il mister biancoceleste aveva virato verso la difesa a tre ed il trequartista dietro la prima punta, senza mai avere tentennamenti e ripensamenti. Il momento attuale sta testimoniando che per giocare a tre servono fenomeni come quelli sui quali può contare l’Inter o la Juve dei tempi di Allegri. Purtroppo nella rosa laziale l’unico difensore sopra la media risulta essere Acerbi. Radu non garantisce 3 partite settimanali, Bastos e Luiz Felipe alternano prestazioni convincenti ad altre preoccupanti. Vavro appare un corpo estraneo, dato che in carriera ha quasi sempre giocato in una retroguardia a 4. Il fatto che Inzaghi non abbia ancora trovato un definitivo terzetto titolare, non aiuta la registrazione dei movimenti tra i vari difensori che si susseguono ai lati del bionico Acerbi.

Secondo rebus: cosa succede sulle fasce?

Un teorema facile facile presuppone che il 3-5-2 garantisca difensori attenti e veloci, ma soprattutto esterni in grado di coprire tutta la fascia, quindi capaci sia di difendere che di arrivare sul fondo e crossare. L’acquisto di Lazzari dalla Spal in effetti andava in questa direzione, l’esterno azzurro ha deluso le aspettative fino ad ora, tanto che Inzaghi ultimamente gli ha preferito Marusic. Il montenegrino fisicamente è devastante e ogni tanto riesce anche a timbrare il cartellino, ma non sembra avere i fondamentali adeguati per saltare l’uomo e creare superiorità numerica, o se ne va in progressione o non salta mai il diretto avversario con un dribbling. Lazzari ha il piede caldo e vellutato, ma in zona goal è pressoché inesistente. Sulla fascia sinistra il veterano Lulic riesce, da buon mestierante, ancora a garantire delle sortite offensive efficaci, ma ormai la sua autonomia si riduce a massimo 60 minuti. L’altro “sofferto” acquisto, Jony, ha rischiato di far capitolare di nuovo i suoi nel finale di match con il Bologna. E’ palese che l’ex Malaga non può fare il quinto di centrocampo, è troppo indisciplinato tatticamente e incapace di chiudere una diagonale degna di tale nome. Che possa essere Lukaku il salvatore della patria?

Terzo rebus: il mal di goal di Correa

Capocannoniere della Lazio nella pre-season con 15 reti, soltanto una realizzazione nelle 8 partite ufficiali (Europa League compresa) fin qui disputate. L’errore dagli 11 metri contro il Bologna, che avrebbe regalato una vittoria preziosissima ai biancocelesti, non fa che acuire le critiche che pendono sulla sua testa già dalla stagione passata: “giocatore devastante fino all’aria piccola avversaria, poi si perde”. El Tucu è ormai diventato un titolare inamovibile, tanto che il suo principale contendente, Luis Alberto, ha trovato dimora nei tre di centrocampo. La mancanza di freddezza mostrata nel match con l’Inter e nella trasferta al Dall’Ara confermano lo scarso feeling con il goal da parte dell’argentino. L’ottimo Caicedo meriterebbe maggiore considerazione dal primo minuto e Correa potrebbe tornare a ritagliarsi il ruolo di spacca-partite che tanto lo aveva fatto apprezzare dalla tifoseria biancoceleste. Con il rinnovo quasi ufficiale e la maxi clausola da 80 milioni inserita nell’accordo, è davvero possibile tenere il numero 11 fuori dalla formazione di partenza?

A Inzaghi l’arduo compito di risolvere questa ed altre grane che stanno mettendo zavorra al volo delle ambiziose aquile biancocelesti.

Foto: Sportface.it

Marco Fabio Ceccatelli

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