Home News Harry Kane: l’uragano di Antonio Conte

Harry Kane: l’uragano di Antonio Conte

   Tempo di lettura 3 minuti

Il centravanti inglese è sempre stato una garanzia in termini di gol, ma da quando è allenato dal tecnico italiano ha compiuto un ulteriore salto di qualità

Abbagliati (giustamente) dalle prestazioni strabilianti di Erling Braut Haaland,tifosi e addetti ai lavori della Premier League stanno facendo passare in secondo piano le prestazioni di un altro grande attaccante. Forse è l’abitudine che porta a dare per scontato ciò che scontato non è, ma i numeri parlano abbastanza chiaro: da tanti anni a questa parte questo è stato il miglior inizio di campionato di Harry Kane.

Undici reti in quattordici giornate, quota 194 in Premier League. Il centravanti inglese è semplicemente incontenibile e, nonostante i risultati discontinui e gli infortuni che hanno caratterizzato questa prima parte di stagione degli Spurs, sta tenendo il Tottenham in zona Champions League. Molto del merito è di Antonio Conte e dire che l’inizio tra i due non era stato dei migliori. Durante il precampionato, infatti, Kane ed altri suoi compagni di squadra erano rimasti scioccati dalla durezza degli allenamenti del tecnico italiano. I media inglesi parlavano addirittura di malumori nello spogliatoio dopo alcune massacranti sessioni atletiche terminate a vomitare in ginocchio. Terminato il periodo di adattamento però, la curva di apprendimento di Kane è stata ripidissima ed il bomber degli Spurs ha assimilato il meglio del gioco di Conte. I movimenti vengono già eseguiti a memoria, sia quando si tratta di farsi servire spalle alla porta per favorire l’inserimento degli altri giocatori offensivi del Tottenham, sia quando si tratta di andare in profondità per dare verticalità alla squadra. Un doppio lavoro che Kane in realtà ha sempre fatto durante la sua carriera, ma l’intensità e la continuità con cui lo sta eseguendo quest’anno ha pochi eguali. L’adrenalina contiana ha contagiato lui più di altri rendendolo un robot che, soprattutto sotto porta, è ormai un cecchino infallibile. Spesso per evidenziare i limiti di Conte si dice che la sua grande attenzione alla tattica ed all’intensità di gioco aiutino i calciatori normali a rendere al di sopra del loro potenziale, penalizzando invece l’estro dei fuoriclasse. Per il momento invece, con Kane, non sembra sia andata così. L’unione tra talento e disciplina ha prodotto un ibrido che gli avversari faticano a contenere.

La stagione è ancora lunga, c’è un mondiale di mezzo e tanti altri impegni logoranti in Inghilterra ed in Europa. È ancora presto per dire se Kane renderà meglio o peggio rispetto ai suoi consueti altissimi standard, ma l’inizio è stato confortante e non era affatto scontato. Gran parte del merito è proprio di Antonio Conte, che sta cercando di smussare un po’ del suo integralismo per mettere i suoi campioni al servizio di un progetto vincente.

Luca Missori

(Fonte immagine: Chiamarsibomber.com)

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.