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Giornalisti tifosi. Vivere di passione si può

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Parliamo della passione che può, grazie alla perseveranza, essere applicata al lavoro e creare i presupposti per l’autosostentamento

Poche sono le figure professionali che si possono permettere il lusso di essere allo stesso tempo sia giornalisti che tifosi, all’interno di un contesto sportivo che possa essere una partita di calcio. Una di queste è rappresentata dal tele-radiocronista sportivo. Tutt’altro che banale è una linea molto delicata e importante all’interno dell’ambiente di rappresentanza della squadra e città. Fa da collante tra l’istrionico e a volte ottenebrato ambito sportivo professionale e l’utenza che ad esso si aggancia ed è parte fondamentale dell’ingranaggio. La tifoseria. Da non sottovalutare, quindi, il ruolo proiettante che il giornalista ha nel descrivere, narrare e trasmettere agli amanti della stessa squadra, tutte le notizie e particolari in tempo reale. E’ una sorta di coach al microfono che sensibile agli eventi, empatizza con le emozioni sviscerandole a chi ascolta e si interfaccia ad esso, alla ricerca di una parola di conforto familiare. In sintesi il cosiddetto “giornalista tifoso” vive per la propria squadra del cuore, conosce l’ambiente e calendarizza settimanalmente i propri impegni secondo quelli dei beniamini. Potrà sembrare strano ma la liceità di poter argomentare riguardo una sola tematica o squadra, venendo retribuiti per questo, non ce l’hanno tutti.  Oltre che dalla bravura del cronista, il successo dipende anche dalle esigenze degli utenti e della piazza che diventano fondamentali.

Non seguendo un ordine di importanza troviamo squadre che da anni vantano penne illustri che ne descrivono successi e sconfitte. Forse non tutti sanno, ad esempio, che la squadra del Palermo vanta uno storico cronista, Giuseppe D’Agostino. Romano ma di origini palermitane ha raccontato le partite dei rosanero per decenni diventando una voce molto importante, soprattutto nel periodo d’oro di Toni e compagni. A Napoli Raffaele Auriemma è un’istituzione, che da tanto tempo ha il lusso di essere sia lo spettatore che il cronista delle partite. Laureatosi in giurisprudenza muove i primi passi nel settore sportivo giornalistico alla fine degli anni 80’. Veicola e rappresenta tutto il calore napoletano al microfono arpeggiando, durante la telecronaca, dei veri e propri inni d’incitamento per la formazione allenata da Gattuso.

A Roma troviamo, poi, forse il maggior numero di rappresentanti delle due compagini che si dividono la capitale. La Lazio ha in Guido De Angelis voce storica del tifo biancoceleste che si interpone da decenni tra i fatti della società e l’ambiente. Cresciuto nelle curve dello Stadio Olimpico seguendo un percorso di studi professionali è riuscito a fare di una passione lavoro, intervenendo sia come telecronista, sponda Lazio che speaker e conduttore radiofonico. Prima di lui chi ha rappresentato i biancocelesti è stato il compianto Gianni Elsner, poliedrica figura tanto apprezzata sia nello sport che nella recitazione. Diplomatosi presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico ha fatto della comunicazione fonte vitale di sostentamento e iniziato la radio già dal 1974, periodo d’oro laziale peraltro. Per i romanisti troviamo in ambito televisivo Carlo Zampa, che da anni svolge la funzione di inviato e narratore delle partite dei giallorossi, e si contraddistingue per i suoi repentini vocalizzi a ridosso di una potenziale azione da goal. Per la radio due sono le voci più calde ed ascoltate; quelle di Mario Corsi, storico e roboante portavoce radiofonico, e di Max Leggeri educata e forbita guida capitolina. Entrambi risiedono all’interno della stazione Centro Suono Sport, che sponda Roma è tra le più ascoltate.

Volendo andare verso nord, troviamo a Firenze una voce viola stra amata che è recentemente scomparsa; quella di Alessandro Rialti, un riconosciuto “primus inter pares” che aveva nella Fiorentina la sua passione più grande, diventata fonte di vita. Purtroppo a causa delle disposizioni dovute all’emergenza covid-19, non è stato possibile organizzare la camera ardente. A nord non sono da meno, a cominciare dal derby meneghino, dove incontriamo nel Milan Tiziano Crudeli e Carlo Pellegatti, entrambi carismatici, eleganti e coriacei allo stesso tempo, giornalisti supporter dei rossoneri. Ne conoscono vita, morte e miracoli.

Sponda Inter il buon Elio Corno, da sempre tifoso nerazzurro ha nei siparietti col precedente menzionato (Crudeli) motivo di vanto per le pagine di cronaca rosa sportiva. Il più giovane Filippo Tramontana, invece, tiene le redini della comunicazione filointerista da un po’ di tempo, avendo anche intrapreso quella editoriale a sfondo calcistico. A Torino, sponda granata abbiamo una penna e microfono storico, Gian Paolo Ormezzano, che oltre ad essere un noto personaggio televisivo ed ex direttore di Tuttosport ed editorialista de La Stampa è anche, da lungo tempo, incaricato e dichiarato tuttologo del Toro. Per i bianconeri della Juventus abbiamo due volti noti che nel corso degli anni hanno animato dibattiti e argomentato sulle partite della Signora; Claudio Zuliani, che esordì nel 99’ presso 7Gold, e Idris, pseudonimo di Edrissa Sanneh, monumento di simpatia giornalistico-televisiva e opinionista, apertamente tifoso dei pluridecorati bianconeri.

Non ce ne vogliano tutti coloro che non sono stati menzionati, ma per fortuna il settore del giornalismo radiotelevisivo è florido e ricco di personaggi di spicco. La scelta è ricaduta meramente su quelle che sono le preferenze personali applicate alle conoscenze.

Fonte foto: cuoredilazio

Cesare D’Agostino

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