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Gigi Riva definisce il calcio moderno noioso perché troppo lento

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Rombo di tuono intervistato da La Repubblica spazia su vari argomenti, dal calcio alla politica, tra passato e presente

Si è parlato e scritto molto sul grande Gigi Riva ed il paradosso è che lui invece è un uomo di poche parole, un introverso, ma anche un uomo tutto d’un pezzo che ha gestito la sua carriera esclusivamente con il cuore, con i sentimenti e l’amore per una terra che lo ha sempre ripagato e tutt’ora lo ama incondizionatamente. Ha sofferto molto quando ha dato l’addio al calcio giocato e la depressione lo ha, da allora, accompagnato sino ad oggi. Tra pochi giorni (7 novembre) compirà 78 anni e afferma che ai suoi tempi il gioco del calcio era più divertente perché si verticalizzava molto di più, alla ricerca del goal e non come oggi dove si pensa più alla copertura, ai passaggi laterali aspettando un varco, ai suoi tempi i varchi si aprivano con forza e decisione. Un uomo mite e riservato che oggi vive senza tanti fronzoli, anche se è e rimarrà ancora a lungo il più grande centravanti della storia del calcio italiano. Il suo record realizzativo in Nazionale, 35 reti in 42 partite, sarà probabilmente imbattibile. Racconta di un aneddoto incredibile. Un giorno, a Cagliari, si è ritrovato in macchina il bandito più famoso della Sardegna, Mesina, il quale gli chiedeva di non lasciare il Cagliari. Probabilmente Mesina non conosceva davvero il grande Gigi, perché altrimenti si sarebbe risparmiato tanto disturbo sapendo che Rombo di tuono non avrebbe mai lasciato la “sua” squadra.

Fonti foto: calciocasteddu.it; eurosport.it

Luigi A. Cerbara

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