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Genoa: una squadra ancora in costruzione

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Nelle prime giornate di campionato la squadra di Maran ha ottenuto due risultati opposti: roboante vittoria contro il Crotone, umiliante sconfitta con il Napoli

Siamo appena alla seconda giornata della Seria A 2020/2021 e di conseguenza sarebbe difficile tirare già le somme sullo stato di forma delle squadre partecipanti. Eppure alcune di esse, forti della medesima intelaiatura dello scorso anno e di essersi presentate ai nastri di partenza con gli stessi giocatori del precedente campionato sembrano aver dato segnali inequivocabili su quelle che sono le loro ambizioni e indizi sulla stagione che disputeranno: il Genoa di sicuro non è fra queste.

La squadra rossoblù ha vissuto – come da anni a questa parte – un’estate movimentata: l’ex allenatore Davide Nicola, capace di conquistare la salvezza solo all’ultima giornata di campionato, non è stato ritenuto idoneo a guidare la squadra per un secondo anno. Al suo posto è stato scelto dal presidente Preziosi Rolando Maran, il tecnico che tanto bene aveva fatto lo scorso anno sulla panchina del Cagliari durante i primi 6 mesi di Serie A, salvo poi inanellare una serie di pareggi e sconfitte che portarono al suo licenziamento.

Una foto di Rolando Maran durante il pre-campionato dei rossoblù

Se già il cambio di allenatore faceva presagire grandi cambiamenti, a confermarlo c’è stato  il calciomercato estivo: la girandola di nomi che caratterizza le sessioni estive e invernali del Genoa si è messa in moto puntualmente anche nell’estate del post-lockdown, portando sulla sponda rossoblù della città diversi giocatori fra cui Luca Pellegrini (terzino proprietà della Juventus), Marko Pjaca (attaccante anche lui di proprietà bianconera), Davide Zappacosta (esterno di proprietà del Chelsea), Goldaniga (centrale ex Sassuolo), e ancora, Miha Zajc (di ritorno in Italia dal Fenerbahce), il portiere Mattia Perin, il centrocampista Milan Badelj (proveniente dalla Lazio), l’esterno (ex Atalanta) Czyborra, ma anche i giovani Males, Melegoni e Salcedo. Se la squadra sia stata effettivamente rinforzata o meno solo il prosieguo del campionato potrà dirlo. Tuttavia, una conseguenza di tale mercato è certa: servirà del tempo a mister Maran per imprimere le sue idee di gioco a tutta la rosa, facendo sì che vengano successivamente espresse in campo.

A dimostrarlo sono le due prestazioni finora sciorinate dalla squadra e i conseguenti risultati. I moduli scelti nei due match sono stati molto simili (3-4-1-2 in casa e 3-5-2 al San Paolo), e anche i giocatori sono stati pressoché gli stessi, con le uniche differenze rappresentate dal cambio forzato del portiere – data la positività di Perin al Covid-19 –, il cambio in difesa Zapata-Masiello, quello sull’esterno Ghiglione-Pellegrini e quello in attacco Pandev-Pjaca: eppure, vuoi per la differenza di calibro degli avversari, vuoi per le diverse motivazioni dei giocatori, il Genoa sicuro e pimpante della prima giornata ha lasciato spazio ad una sua versione spenta e remissiva, che ha osservato il Napoli passeggiare in campo senza opporre alcuna resistenza attraverso una qualche forma di pressing. 

Tutto il nervosismo dei giocatori del Genoa mostrato pochi istanti prima del fischio finale del match contro il Napoli

La conclusione è che il Genoa sia una squadra ancora in fase di costruzione, che da una parte sembra aver appreso le fondamenta tattiche del suo nuovo mister ma che allo stesso tempo trova ancora  difficoltà ad attuarle, in particolar modo contro avversari di spessore. Inoltre bisognerà al più presto decidere quali saranno gli uomini chiave della stagione: se Pandev può ancora rappresentare il punto di riferimento offensivo della squadra, se l’out di sinistra sarà presidiato dall’esperienza di Ghiglione o dalla vivacità del giovane Pellegrini, sono queste le scelte da cui dipenderà l’esito del campionato dei rossoblù. Al nuovo mister l’arduo compito di trovare il bandolo della matassa.

Fonti foto: Passione del Calcio, calciotoday.it, Corriere dello Sport.it

Fabrizio Scarfò

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