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Genoa-Milan è un film thriller: rossoneri rischiano di morire ma vincono 2-1. Analisi&Pagelle

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La parata decisiva di Pepe Reina che vale 3 punti. Foto CM.COM

Il Diavolo trova la luce nel risultato vincendo al termine di una gara epica: gol di Hernandez e Kessiè. Espulsi Biraschi e Calabria. Reina para un rigore al minuto 93′

Le scelte iniziali – Giampaolo manda fuori Leao dall’11 titolare appannaggio di Giacomo Bonaventura. A sinistra Theo Hernandez, in mezzo al campo Biglia ha la meglio su Bennacer.
Andreazzoli si affida alla difesa a 3 e alla gioventù di Pinamonti e Kouamè.

GENOA (3-5-2): Radu; Romero, C. Zapata, Criscito (11′ Biraschi); Ghiglione, Lerager (88′ Pandev), Radovanovic, Schone, Pajac; Kouamé, Pinamonti (73′ Favilli). All: Andreazzoli

MILAN (4-3-2-1): Reina; Calabria, Duarte, Romagnoli, Hernandez; Kessie, Biglia, Calhanoglu (46′ Paquetà); Suso, Bonaventura (81′ Conti); Piatek (46′ Leao). All: Giampaolo

Il film della partita – Partita piacevole sin dalle battute iniziali, la prima occasione da rete arriva dopo 7 minuti con Lerager che arriva a colpire in area di rigore un pallone che Reina gestisce agevolmente. 3 minuti dopo arriva il primo cambio della gara, Biraschi sostituisce l’infortunato Criscito. Sembra partire meglio il Genoa, che arriva attorno alla mezz’ora alla conclusione con Ghiglione, che trova sulla strada per il gol uno straordinario Pepe Reina. Il sostituto di Gigio Donnarumma, al minuto 41′ condiziona clamorosamente la partita dei rossoneri, non contenendo il tiro su punizione di Lasse Schone: la sua papera vale l’1-0 rossoblù.

La seconda frazione si apre con mister Giampaolo che cerca di dare un’impronta diversa al suo Milan cambiando Piatek con Leao e Paquetà con Calhanoglu. Cambi che effettivamente restituiscono alla partita la frizzantezza della gamba del brasiliano (un po’ a sorpresa non titolare questa sera); al minuto 51 Theo Hernandez approfitta di una dormita collettiva del Genoa e insacca il pareggio complice anche un imperfetto Radu. Al minuto 55 Leao fa impazzire Biraschi in area di rigore e lo induce a un tocco di mano che vale il penalty e l’espulsione per il genoano: rigore trasformato da Kessiè. 2-1.

Parità numerica che viene ritrovata grazie ad un ingenuità clamorosa di Calabria, che si fa espellere dopo aver perso palla in maniera banale e tentato di recuperare con un fallo da già ammonito.

Nel finale, ancora protagonista Reina, che atterra al minuto 90 Kouamè e concede il calcio di rigore. Sul dischetto poi Schone fallisce il tentativo di decidere la partita con una doppietta trovando la parata del numero 25 rossonero, che si riscatta e consegna al Milan i 3 punti tanto insperati.

Le pagelle dei rossoneri

Reina: 6. Combina due pasticci, ma si fa perdonare parando un rigore che vale la partita al minuto 93. Parata sufficiente per la sufficienza.

Calabria: 4,5. L’espulsione rischia di condannare i suoi all’ennesimo dramma sportivo. La sufficienza di quella giocata sul 2-1 è una spada di Damocle sulla sua testa.

Duarte: 5,5. Si limita al compitino e alcune volte si perde la freschezza di Kouamè e Pinamonti.

Romagnoli: 5,5. Qualche imprecisione di troppo.

Hernandez: 6,5. Qualche errore tecnico nel primo tempo ma un grande secondo tempo condito dal gol del pareggio.

Kessie: 6,5. Sul dischetto è glaciale.

Biglia: 5,5. Il suo senso di posizionamento gli fa avere la meglio in qualche duello in mezzo al campo ma il giocatore ammirato alla Lazio gli è parente lontano.

Calhanoglu 4: sbaglia passaggi e giocate che induce Giampaolo a toglierlo dal campo dopo soli 45 minuti.
(Dal 45′ Paquetà: 6.5, entra lui e il Milan comincia a giocare. Assist per Hernandez e grandi sprazzi di calcio.)

Suso: 4,5. Il sistema susocentrico del Milan fallisce ancora. Sbaglia passaggi, sbaglia tiri, sbaglia partita. Ancora una volta.

Bonaventura 6,5: Jack is back! Leva il posto a Leao dal primo minuto e ciò è laconico sull’importanza di questo giocatore per i rossoneri. Qualità e quantità a profusione per il #5 ritrovato.
(Dall’80’ Conti: sv).

Piatek 5: 45 minuti spettrali per il polacco, che non lascia mai l’impressione di essere in campo.
(Dal 45′ Rafael Leao: 7,5. Il migliore in campo, imprescindibili le sue fiammate per questo Milan dalle polveri bagnate).

All. Giampaolo: 6. La partita impalpabile del primo tempo viene capovolta nel secondo tempo grazie ai suoi cambi. La sensazione è che si debba lavorare ancora tanto soprattutto sull’atteggiamento (Calabria docet).

Le dichiarazioni di Giampaolo: “Sono attaccato ad entrambi (Calhanoglu e Paquetà) perchè so che il Milan ha bisogno di entrambi. Non butto via nessuno, il mio compito è quello di tenerli tutti vivi. Aspetto di vedere questa squadra giocare meglio quando avrà leggerezza, sapevo che non era questa la partita per farlo. Bisogna raschiare il fondo del barile per risalire. Faccio fatica a vedere il Milan con 3 attaccanti puri.”

Per un Genoa che ha combattuto fino all’ultimo secondo dell’ultimo minuto, un Milan che soffre ancora ma che, almeno questa sera, ha dimostrato di possedere gli attributi che in altre partite sono mancati. La strada è ancora lunga, il campo base è alle spalle. A Giampaolo l’arduo compito di riportare sui binari un treno che è appena partito.

Renato De Filippi

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