Home News Genoa-Juventus 1-3: Tris per lo scudetto – Analisi e Pagelle

Genoa-Juventus 1-3: Tris per lo scudetto – Analisi e Pagelle

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Dybala, Ronaldo e Douglas Costa firmano tre gol bellissimi per tecnica e importanti nell’economia della corsa alla vittoria del campionato. I rossoblù di Nicola pensano solo a difendere, troppo poco per la salvezza

Nello storico stadio Luigi Ferraris di Genova la Juventus gioca per la vittoria che deve tenere lontana la Lazio vittoriosa a Torino contro il vecchio cuore Toro, mentre il Genoa difende per conquistare un punto. Un punto essenziale nella corsa salvezza. Gli schieramenti sono classici: nostra signora degli scudetti col 4-3-3 e il Genoa sul rilancio di Szczesny sta serrato col 5-3-2 che dà compattezza a tutta la difensa. Una linea Maginot con Behrami e l’ex Sturaro per non far ricevere palla ai tre attaccanti, Bernardeschi a destra, Dybala centravanti e re Cristiano sulla sinistra.

La Juventus è tutta nella metà campo avversaria, ci sono più movimenti del solito senza palla. Molti gli uomini che riesce a portare dentro l’area. Il Genoa difende e randella, duramente ma senza cattiveria, quando serve. Nasce una partita a senso unico, sembra calcio spagnolo: i più forti stanno accampati nella metà campo avversaria, gli altri difendono a oltranza. Predominio juventino e tiri. All’11° Bernardeschi da lontano scalda il sinistro, un minuto dopo è Ronaldo a saggiare la plasticità di Perin che respinge anziché bloccare come fanno i portieri oggi. Quando Perin, dopo la mezz’ora, blocca il colpo di testa di Rabiot, ripetendosi poi a un minuto dalla fine deviando la fucilata all’incrocio di Ronaldo, si capisce che il primo tempo finirà 0-0. Bilancio della prima frazione: Juventus in controllo senza la stoccata e Genoa che ha dimenticato il principio aureo del calcio italiano, il contropiede.

A inizio ripresa Nicola opera due cambi, Lerager sul regista Schone e Sanabria al posto dell’ammonito e irruento Favilli che ha lasciato i suoi tacchetti sulle caviglie di Bonucci e de Ligt. Il gioco è sempre quello, diretto su Pinamonti. La Juventus accelera e Cuadrado inizia a spingere. Prima discesa e palla a Dybala dentro l’area, l’argentino dribbla e inventa il più mancino dei tiri sul palo destro di Perin: 1-0 e forcing ultimato. Il Genoa stando sempre dietro è più fresco – come sosteneva il barone Liedholm – ma la botta si sente e Sanabria lì davanti è solo. Isolato. Al ’55° colpo di testa in contrasto di Rabiot, Pjanic verticale su Ronaldo che scatta e da trenta metri scaglia la palla all’incrocio e 2-0. Una rete straordinaria del portoghese che quando calcia cannoneggia gli avversari come Napoleone a Wagram.

Al ’72 golazo (visto che è brasiliano) di Douglas Costa che a giro trova l’incrocio alla destra di Perin. Esce Ronaldo (che per una volta se la ride) ed entra Higuain: è la prova alla Altafini che servirà per le ultime nove gare. Il Genoa segna un bel gol con Pinamonti che da sinistra batte forte sotto la traversa di Szczesny. Finisce 3-1 per la Juventus che non molla un centimetro per conquistare il suo nono scudetto consecutivo.

Vince con merito la Juventus controllando il gioco e facendo più movimenti offensivi delle precedenti gare: i tre bellissimi gol e una maggior verticalità sono lo specchio di una squadra più fluida pronta per il rush scudetto. Il Genoa si difende bene nel primo tempo, ma non gioca mai il contropiede. Così è impossibile fare gol e difficile salvarsi

Pagelle

Szczesny 6: Controlla i movimenti difensivi dei due centrali. Il gol di Pinamonti è bello e imparabile. Serata tranquilla in attesa delle sfide scudetto.

Cuadrado 6,5: Primo tempo guardingo. Dovrebbe spingere di più, visto che il Genoa è asserragliato negli ultimi venti metri, per dare ampiezza e verticalità. Nel secondo tempo trova questo accorgimento di tattica individuale e da una sua discesa arriva a Dybala il pallone dell’1-0, che apre e chiude la partita.

de Ligt 6,5: Sicuro, solido, tatticamente preciso. Partita dopo partita sta migliorando sempre di più l’aggressività e il posizionamento difensivo. La sua qualità migliore è leggere il gioco avversario.

Bonucci 6,5: Guida la difesa col piglio di sempre, tiene bene la posizione e matura gara dopo gara una bella coppia difensiva con de Ligt.

Danilo 5,5: Scende una sola volta in tutta la partita, i suoi sono appoggi ai compagni nella fase di sviluppo del gioco più che assoli verticali sulla fascia. Contro queste squadre chiuse deve scendere più volte durante la partita, ha la forza nelle gambe per farlo in modo pericoloso.

Bentancur 6,5: Nel primo tempo tiene la posizione e non si inserisce in area quando dovrebbe aiutare maggiormente la proiezione offensiva della squadra. Nel secondo tempo gioca stupendamente a contrasto e nel controllo della posizione. Se trova continuità nei dettagli diventerà un grande centrocampista.

Pjanic 6,5: Nel primo tempo fa la stessa partita di Bentancur, ordinata e ragionata. Nella ripresa muove più velocemente la palla. Un suo pallone verticale aziona Ronaldo per il 2-0. Finalmente. (Dal’74 Ramsey s.v.)

Rabiot 6,5: E’ l’unico dei tre centrocampisti ad inserirsi nel primo tempo. Un suo colpo di testa in area viene parato da Perin. Nella ripresa cresce, contrasta e partecipa al gioco. Può e deve fare di più, ma ha già battuto un colpo. (Dal’83 Matuidi s.v.)

Bernardeschi 5,5: Ripete la partita interna con il Lecce della precedente giornata, scialba e fumosa. Usa una volta sola il suo liftato sinistro, troppo poco. Si muove poco e deve farlo di più. Quando è interno al campo non si fa trovare per il passaggio, quando è esterno non salta l’uomo. Deve invertire queste giocate di tattica individuale per essere decisivo. (Dal’66 Douglas Costa 6,5: Entra e porta subito movimento sull’esterno destro. Segna un gol favoloso col sinistro a giro sotto all’incrocio. E’ l’arma tattica dei secondi tempi juventini)

Dybala 7,5: Anche lui ripete la prestazione della partita interna con il Lecce, ma tendendo all’eccellenza. Sicuramente, almeno, a quella del colpo sulla palla col suo magico sinsitro. Movimento, smarcamento e gesto tecnico. Partita ottima e completa. (Dal’83 Olivieri s.v.)

Ronaldo 7,5: Il gol da trenta metri all’incrocio dei pali vale tutto il giudizio. E’ l’unico che nel primo tempo va per far gol come si dice in gergo. Prima con un tiro da fuori e poi con una saetta all’incrocio, entrambi deviati da Perin. E’ più libero mentalmente delle prime partite post Covid, un segno importante. (Dal’74 Higuain s.v.)

Sarri 7: La sua squadra si muove di più e meglio, soprattutto nel secondo tempo. Nascono buoni triangoli e molti giocatori occupano l’area quando la Juventus attacca. Inoltre Dybala e Ronaldo si muovono meglio negli interscambi di posizione cercando di legare il gioco con i centrocampisti. Bene, significa che l’allenatore sta sviluppando una caratteristica importante e decisiva del suo ruolo: convincere i giocatori a fare.

Le parole di Maurizio Sarri: «Stasera abbiamo cambiato sei giocatori rispetto a quelli che hanno giocato l’ultima partita. Primo tempo lo abbiamo fatto troppo lento. Poi abbiamo fatto bene nelle intenzioni ma poco nei movimenti. Nel secondo tempo non era facile perché loro ci aspettavamo molto bassi. I problemi sono stati gli stessi: abbiamo segnato poco rispetto a quello che abbiamo creato; e poco dopo il vantaggio abbiamo fatto fare gol all’avversario. È anche vero che la squadra ha voluto fortemente la vittoria».

Fonte foto: il Messaggero

Matteo Quaglini

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