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Gabigol conquista l’America e riscrive la storia del Flamengo

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L’attaccante in prestito dall’Inter ribalta la finalissima di Copa Libertadores nei minuti di recupero con una doppietta leggendaria: River Plate battuto 2-1

Il calcio è strano, lo sapevamo. È stato sufficiente un pomeriggio sudamericano come tanti per dimostrarlo ancora una volta: uno stadio (El Monumental di Lima) trasudante di passione e due squadre (una argentina e l’altra brasiliana) pronte a vendersi l’anima al Diavolo pur di trionfare. Una finale di Libertadores come le precedenti 59 edizioni, il vantaggio di quelli vestiti in bianco e rosso (al 14′ Rafael Borre, River Plate) ed una partita scivolata al minuto 89′ tra isterismi di gruppo e voglia di non perdere l’occasione della vita.

Poi, l’imponderabile divenne ponderabile. Per opera di Gabriel Barbosa Almeida, al secolo Gabigol, 10 presenze dal 2016 al 2018 in Europa. Dall’89’ al fischio finale, segna l’1-1. Poi il 2-1. Poi esulta (giustamente) con un urlo liberatorio, ma solo dopo aver trovato il modo di farsi espellere. In questo lasso di tempo così distorto, Gabigol riscrive la storia della competizione affidando al Flamengo la sua seconda Copa Libertadores “scippandone” la quinta al River (la possibile terza in quattro anni).

La partita dal punto di vista di un telecronista brasiliano (Best Lances)

La partita dei “sarebbe potuto essere” ma che “non è stato” si conclude nel peggiore dei modi per i Millonarios, che perdono l’occasione di confermarsi dopo la Partita del Secolo, che l’anno scorso gli era valsa la Copa dopo una battaglia infinita (e surreale!) contro il Boca.

Esulta dunque il Flamengo, che oltre a Gabigol vanta in rosa vecchie conoscenze del nostro calcio, tra cui l’ex-Roma Gerson e l’ex-Juve Diego Ribas. Quest’ultimo, è entrato nel finale con una maglia non qualunque: trattasi della #10 posseduta da Zico e indossata 38 anni fa nell’ultimo successo dei rubio-negri in una finale continentale.

La competizione (di cui l’Indipendiente detiene il record di successi con 7 trofei) oltre a dare lustro alla bacheca, permette la partecipazione al Mondiale per Club (che avrà luogo dall’11 al 22 dicembre) in Qatar. Il Mengão sarà chiamato a battere la concorrenza del Liverpool per riportare la Coppa del Mondo in Brasile dopo 7 anni (ultimo successo targato Corinthians nel 2012).

fonte foto: DailyMail

Renato De Filippi

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