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Focus serie B – Cessione, panchina girevole, ultimo posto: non c’è pace per il Livorno

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Fonte livornocalcio.it

Annata molto difficile per gli amaranto che, prima dello stop del campionato per i noti fatti legati al coronavirus, non sono ancora riusciti a risolvere diverse grane interne

Tempi duri, durissimi per la Livorno calcistica. Dal ritorno nel torneo cadetto, ovvero la passata stagione, impossibile rilassarsi. L’ultimo scossone in ordine di tempo è stato l’esonero di Roberto Breda, dopo lo stop al campionato, con la squadra affidata alle cure di Antonio Filippini. Non solo, queste sono anche settimane agitate per quanto riguarda l’aspetto societario. Sembra, infatti, che Aldo Spinelli, patron storico della società toscana, abbia deciso di cedere il Livorno. La figura più accreditata all’acquisto dovrebbe essere quella di Majd Yousif, presidente della Sharengo, anche se non c’è ancora nulla di ufficiale. La cosa, però, sembra andare per le lunghe.

Il cambio di pochi giorni fa sulla panchina amaranto è il terzo stagionale, il quinto se consideriamo il ritorno in serie B dei labronici. Il primo è quello di due estati fa prima che partisse la cadetteria. Sottil, che aveva guadagnato la promozione dalla serie C, venne sostituito da Cristiano Lucarelli. L’ex bomber toscano, però, non durò molto sulla panchina del club e gli fu dato il cambio dopo qualche mese da Breda che salvò la stagione con la permanenza nel torneo cadetto. Quest’ultimo, iniziato l’attuale campionato, è stato allontanato una prima volta a dicembre e avvicendato da Paolo Tramezzani. Tramezzani, però, arriva a stento a febbraio e lascia il testimone sempre a Breda fino all’epilogo già citato delle prime settimane di marzo.

La serie B ora è ferma e non si sa oggi quale sarà il destino del torneo. Fatto sta che il futuro del Livorno pare indirizzato, purtroppo per i toscani, alla retrocessione. Sia i playout che la salvezza diretta sembrano troppo lontani con dieci giornate a disposizione, se mai si tornerà a giocare. I primi distano 12 punti, ovvero quelli che separano il Livorno dalla Cremonese, che ha tra l’altro una gara in meno, attualmente quartultima. Il secondo obiettivo, invece, richiede due punti in più cioè quei 32 con cui sono appaiate Venezia ed Ascoli, bianconeri che devono recuperare la sfida con la Cremonese. I miracoli nel calcio esistono ed è proprio quello che viene richiesto ad Antonio Filippini, cercare di raggiungere il quasi impossibile traguardo.

Detto ciò l’Italia in questo momento versa in difficilissime condizioni quindi il pallone è l’ultimo dei pensieri. Bisognerà vedere, dunque, al termine di questo periodo quali saranno le decisioni dei vertici del calcio. Di fronte a tutto questo anche una retrocessione è sicuramente meno amara.

Glauco Dusso

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